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VEDUTE DI NAPOLI E DELLA CAMPANIA

I paesaggi ed i monumenti della Campania, Re Carlo di Borbone voleva che fossero sempre presenti ai suoi occhi ed a quelli dei suoi ospiti, dipinti sui piatti e le zuppiere di porcellana della Real Fabbrica. Tutto il Reame passava sulla tavola di Corte nei pranzi di gala come una singolare enciclopedia delle bellezze di una terra felice; ogni Veduta con la sua cornice a festoni dorati; ogni pezzo, una Veduta diversa, a costituire un repertorio delle cose più belle d'un Regno che nessun Sovrano al mondo possedeva altrettanto belle, e tantomeno eternate a fuoco sulla porcellana: nelle Corti si usava infatti dipingere su tela i luoghi ed i monumenti memorabili, ma solo la fantasia di un Re napoletano poteva concepire un modo così originale di catalogazione dei beni artistici e paesistici del suo Regno.
In realtà, pochi Sovrani amarono tanto il loro Paese e se ne compiacquero, arricchendolo di regge e dimore, di opere dilettevoli ma anche utili, di raccolte di arte e di incitamenti alla scienza, edificando palazzi monumentali e Osservatori scientifici riportando alla luce città sepolte: avvolgendo così la Capitale e il Regno di un interesse che muoveva certamente dall'affetto, e non solo dalla soddisfazione regale di un giovane che la sorte chiamava dopo secoli di dominazioni a rifondare un Regno, il più grande e magnifico dell'Italia di allora.
È così che ci è pervenuto questo straordinario complesso di centinaia di pezzi, mai finora fotografati a colori nè schedati né mai pubblicati in un "corpus" unitario, come si è ora meritoriamente accinta a fare la Soprintendenza ai beni storici e artistici, impegnandosi in un lavoro lungo e delicato, coordinato dallo stesso Soprintendente Spinosa che tanto accortamente custodisce e studia il nostro patrimonio artistico. Pertanto la Regione Campania, che ho l'onore di presiedere, ha voluto patrocinare questa impresa non lieve, scegliendo e raccogliendo le Vedute che alla nostra regione si riferiscono, in un libro che costituisce una lunga serie di emozioni e al tempo stesso una prima catalogazione di base, che sarà poi integrata con gli opportuni supporti scientifici nel più vasto repertorio delle cose d'arte della Campania. in via di operoso completamento da parte della Soprintendenza.

Ma sfogliare queste pagine significa, per chiunque abbia sensibilità culturale e responsabilità politica, riflettere sulle diversità fra la Campania di quel tempo e quella in cui viviamo e dove siamo chiamati ad operare. Diversità non solo per le ovvie trasformazioni urbanistiche, per le alterazioni del paesaggio, per incuria o rovina., per l'aggressione dell'edilizia verificatasi in oltre due secoli dal tempo di Re Carlo: ma per le potenti trasformazioni del tessuto sociale e d'una intera regione e dell'intero Mezzogiorno, che un tempo costituiva il Regno del Borboni che suscita - direi che ci obbliga a farlo - meditazioni pensose su quello che potrà essere l'immediato futuro della Campania alle soglie del Terzo Millennio, in questi anni in cui  una nuova sensibilità anima la Regione e assegna al suo governo un compito che per la vicina scadenza del secolo assume ulteriore valenza e particolare significato.
Tramontata l'ipotesi romantica del Sud come "giardino d'Europa", resta pur validissimo il progetto che nell'assetto Comunitario del vecchio continente vi sia una sorta di oasi dove celebre mare e le coste, le testimonianze archeologiche, i monumenti, le tradizioni di costume, i luoghi mitici del "Grand Tour," siamo tutelati col più attento impegno, perché costituiscano un momento di sosta degli affanni e di sempre più necessaria spiritualità a contrasto della vita convulsa di oggi, sempre più distratta e lontana dalle benefiche anzi indispensabili pulsazioni dell'animo dinanzi alla purezza del paesaggio ed alle emozioni dell'arte.
Noi vogliamo che la nuova Europa abbia nella Campania  il suo orgoglio, una regione restituita alle sue linee di antica classica saggezza e trasparenza di atmosfera, alla sua fisionomia di dolci litorali e intatti monti e comunità prospere e operose dove l'enorme potenzialità umana si apra con pienezza alla nuova vita che tutti vogliamo dare alla nostra regione.
E' in tal senso che al desiderio d'un Re che si compiace di ammirare sul suo desco le bellezze del reame dipinte su porcellana, noi vogliamo sostituire l'orgoglio di vigilare su questo patrimonio, di esaltarlo attraverso la cura e la tutela, conservandolo come un eccezionale tesoro di natura e di arte ma anche un esempio di "modo di vivere": un vivere che all'orgoglio di una tradizione secolare di costume e di pensiero unisca moderna consapevolezza di ruolo e di impegno per una "Capitale" cui spetta un ambito ideale assai più vasto di quello cittadino, ponendosi come naturale centro del Mediterraneo: punto d'incontro - non spartiacque o confine - tra due continenti.
Una regione che ci continui dunque a sorridere dalle lucenti porcellane policrome ornate di cornici d'oro - magnifica visione ma anche significativo ammonimento - diventando espressione di un equilibrato fervore di studi e di operosità, nella schietta ospitalità offerta ad uomini di nazione, con infrastrutture e servizi impeccabili, livelli sociali dignitosi, occasioni totali di occupazione. In definitiva, una terra il cui suggestivo passato non sia l'unica consolazione di un'esistenza difficile ma un'ascendenza di cui potersi giustamente vantare se il presente si dilagherà in tutta ampiezza, col grande respiro dei millenni trascorsi, nella serena vitalità che vogliamo assicurare alla Campania che intende offrirsi degnamente all'Europa.

On. Antonio Rastrelli
Presidente della Regione Campania

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Il più bello e prezioso fra i Servizi in porcellana di Capodimonte - Famoso ma finora inedito nella sua completezza (347 pezzi) - è quello detto "dell'Occa", dal nome di un fanciullino che stringe al collo un oca, sul modello di una statua dei Musei Capitolini. Fu eseguito tra il 1792 e il 1795 a Napoli dalla Real Fabrica Ferdinandea come Servizio di Corteper Ferdinando di Borbone, e rappresenta il più interessante e suggestivo nucleo di porcellane delle raccolte del Museo di Capodimonte.
Nella seconda metà dell'Ottocento, molto più appropriatamente, venne anche denominato "Servizio delle Vedute napolitane" con esplicito riferimento ai soggetti pittorici riprodotti sui piatti, sul vasellame da portata e sui pezzi di forma. Data l'entità delle miniature, l'insieme - oltre al significato storico dipendente dalla materia stessa nella quale venne eseguito - costituisce uno straordinario repertorio di Vedute pittoresche della Napoli settecentesca, di luoghi archeologici dei suoi dintorni, nonché dei maggiori Siti Reali. Benché alcuni pezzi del servizio siano stati esposti al pubblico in occasione delle mostre "Le Porcellane dei Borbone di Napoli" (1986) e "All'ombra del Vesuvio" (1990), non era mai stata realizzata una organica campagna fotografica che abbracciasse la totalità delle immagini.
Il servizio venne realizzato per gli usi di Corte: a quanto si apprende da alcune richieste del "Vedore del Reale Ramaglietto", ancora nel 1792 per i pranzi ufficiali il vasellame non era né sufficiente né adatto alle esigenze. In genere si era soliti risolvere il problema dei piatti "spari ed in mal ordine" ricorrendo a prestiti dalla Real Fabbrica ogni qualvolta si invitavano personalità di particolare importanza, come Ambasciatori o "Nobiltà Estera".
Nel marzo del 1792, la situazione non era ancora mutata; veniva inoltrata al direttore della Fabbrica, Venuti, una nuova richiesta per "sopperire al bisogno di Porcellana per la tavola pubblica che il Re terrà il 30 dell'andante". Contemporaneamente veniva chiesto "di pensare alla formazione del Servizio intero richiesto": si deduce quindi che il "Servizio dell'Oca" venne realizzato a seguito di questo ultimo incarico e cioè tra il 1792 ed il 1795.
La presente iniziativa si pone quindi come obiettivo da un lato di pubblicare con chiare immagini a colori tutte le Scene paesistiche e i monumenti dipititi sul Servizio, anche se limitate alla Campania, e dall'altro di avviare l'esame di tali Vedute, corredandole di precisi riferimenti topografici e toponomastici sulla situazione odierna dei luoghi ritratti. La ricerca riguarderà la storia della Porcellana, negli aspetti sia tecnici che socio-culturali, anche nel contesto dell'intera produzione della Fabbrica reale, ricostruendo l'intero repertorio delle fonti di ispirazione.
Tale ricerca si allinea quindi concettualmente a fianco delle specifiche indagini monografiche che la Soprintendenza napoletana ai beni storici e artistici ha felicemente condotto durante gli ultimi anni nell'ambito del la pittura - si vedano le esemplari esposizioni dedicate al  Seicento e al Settecento napoletani, al Vedutismo, a Battistello Caracciolo e a Giuseppe de Ribera - e costituirà per gli studiosi delle varie branche sia storiche che artistiche un importante strumento di consultazione: oltre ad essere una pubblicazione di grande prestigio per la rarità dei pezzi illustrati, che costituiscono un prezioso repertorio, quasi del tutto inedito, del patrimonio artistico di Napoli al tempo del suo massimo splendore Settecentesco.

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PAGINA 1

Il Molo di Napoli.
Largo del Castello.
La Darsena.
Il Palazzo Reale di Napoli.
Castello dell'Ovo.
Napoli da Santa Lucia.
Largo della Chiesa della Vittoria.
Gabella nuova del pesce a Villa Reale.
San Leonardo a Chiaja.
Chiesa di San Leonardo a Chiaja.
Una parte di San Leonardo a Chiaja.
La Torretta di Piedigrotta.
Chiesa di Sant'Antonio a Posillipo.
Napoli dalla parte di Posillipo.
Palazzo della Regina Giovanna a Posillipo.
Una parte di Posillipo.
Costa di Posillipo.
Paese di Posillipo.
Polveriera di Posillipo.
Ristretto delli Forzati sulla Costa di Posillipo.
Porta del Casale della Calata di Posillipo.
Una parte che conduce alla Grotta di Posillipo.
Grotta di Posillipo.
Grotta di Posillipo.
Una parte della Punta di Posillipo.
Nisida.
Il Lazzaretto a Nisida.
Il Palazzo de' Regii Studii.
Largo della Porta Piccola del Vescovato.
Piazza e Chiesa della Trinità Maggiore.
Largo di San Gaetano.
Largo della Chiesa di Monte Santo.
Chiesa e Monastero di San Nicola da Tolentino.

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PAGINA 2

Il Petraio.
Castello di Sant'Elmo.
San Martino e Castel Sant'Elmo.
Salita di Santa Maria degli Angeli alle Croci.
Parte davanti del Reclusorio dei Poveri.
Veduta interna di dietro al Serraglio.
Avanzi dei Pontirossi e strada che conduce a Santa Maria del Pozzo.
Altri avanzi dei Pontirossi.
Strada che conduce ai Pontirossi.
Monastero di Sant'Efrem Vecchio.
Palazzo di Capodimonte.
Chiesa e Monastero della Vita.
Mirabello a Poggio Reale.
Interno del Palazzo della Regina Giovanna.
Aquidotti e parte del Palazzo della Regina Giovanna.
L'Acquedotto dalla parte di Poggio Reale.
Altra strada che conduce al Campo Santo.
Prospetto del Campo Santo.
Salita di Capo di Chino.
Salita di Capo di Chino.
Chiesa di Santa Maria del Monte.
Altra strada che conduce a Santa Maria del Monte.
Torre antica sulla strada di Napoli.
I Camaldoli.
La Solfatara.
Pozzuoli.
Tempio di Giunone presso Pozzuoli.

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PAGINA 3

Lago D'Averno.
Baja.
Marina di Baja.
Sepolcro di Agrippina vicino a Baja.
Tempio di Venere a Baja.
Il Fusaro.
Marina di Casamicciola e parte del Lacco.
Procida.
Marina di Procida.
Marina di Capri.
Castello del Granatello a Portici.
Castello del Granatello a Portici.
Napoli dalla parte di Portici.
Riviera di Portici.
Il Palazzo di Portici.
Parte di Resina.
Chiesa di Resina.
Vesuvio.
La ventiduesima eruzione dell'anno 1734.
Cratere del Vesuvio.
Torre del Greco distrutta dall'eruzione dell'anno 1794.
Entrata di Pompei.
Porta di Pompei.
Tempio di Mammia.
Interno del Sepolcro di Mammia.
Quartieri de' Soldati a Pompei.
Casa di Campagna di Pompei.
Marina di Castello n Mare.
Casino del Re a Castello a Mare.
Casino del Re a Castello a Mare.
Un Casino vicino San Iorio
.
Palazzo di Cardito.
Il Palazzo Reale di Caserta.

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PAGINA 4

Cascata dell'acqua del Bosco di Caserta.
Belvedere.
Casino di Belvedere.
Vetro.
Esterno della Porta della Città di Pesto.
Fiume che scaturisce sotto le mura della città di Pesto.
Parti interne del Tempio di Pesto.
Porzione del Tempio di Pesto.
Colonne che formavano il portico del Tempio di Pesto.
Avanzi del Tempio di Pesto.
Avanzi di un Collegio creduto degli Anficioni nell'antica città di Pesto.
Le Forche Gaudine.
Porta Antica di Benevento.
Fontana Antica di Benevento.
Residui
dell'antico Anfiteatro di Benevento.
Fontana Antica di Benevento.
Persano.
Vil
la in campagna col Vesuvio.
Chiesa di Sant'Efrem Nuovo.
Casino all'uso cinese al Ponte della Maddalena.
Salita e prospetto di San Gennaro ai Poveri.
Tempio di Diana a Baja.
Il Vesuvio dalla parte di Portici.
Eruzione del Vesuvio.
Alcuni dei pezzi da portata.
Vetrine di Capodimonte.
Sulla zuppiera, il Real Palazzo di Napoli.

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Tratto da: "VEDUTE DELLA CAMPANIA"
 Casa editrice Fausto Fiorentino - Stagioni d'Italia - Napoli

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