GLI STALLONI
(progetto in collaborazione con la Soprintendenza)

Il restauro del complesso borbonico del lago Fusaro, comprendente la Casina Vanvitelliana, l’Ostrichina, il Giardino storico, gli Stalloni, la Banchina borbonica e la Lecceta, rientra nell’ambito del progetto integrato “Campi Flegrei”, finanziato con fondi comunitari del P.O.R. 2000-2006. I lavori, durati oltre due anni, sono stati diretti dalla Soprintendenza BAPSAE di Napoli e provincia, su progetti d’ufficio. Gli edifici e le aree di pertinenza sono stati recuperati dopo decenni di abbandono e predisposti, con idonea dotazione impiantistica, ad ospitare attività connesse al turismo culturale dell’area flegrea. La gestione del complesso del Fusaro è affidata alla responsabilità del Centro Ittico Campano, società con partecipazione azionaria di maggioranza del Comune di Bacoli.

Premessa
Prima dei lavori di restauro era evidente lo stato di degrado avanzato con distacco degli intonaci e delle pitture dalle murature ed eccesso di umidità latente interna, che rendevano insalubri e invivibili gli ambienti di lavoro, destinati ad uffici. Il tutto era aggravato dall’ubicazione del sito, sottoposto all’aggressione e corrosione degli agenti esogeni del clima umido marino.
L’impegno del restauro e della riqualificazione ha portato a ridefinire le distribuzioni interne e a ridisegnare i prospetti secondo l'impianto originario. Si è provveduto a risanare le murature soggette ad umidità, a restaurare le finiture, ad adeguare gli impianti, il tutto finalizzato alle nuove destinazioni d’uso per attività di orientamento del turismo culturale.

La storia degli Stalloni
 Il progetto di restauro e riqualificazione del complesso borbonico del lago Fusaro, il progetto ha riguardato anche gli “Stalloni”, edifici bassi, a pianta rettangolare che si sviluppano longitudinalmente lungo il perimetro esterno, su via Fusaro, interrotti dall’ingresso centrale munito di cancello in ferro che definisce l’accesso principale al giardino storico. Con pianta allungata, ad un solo livello, sono di semplice disegno architettonico con bucature ad arco. Oltre alla funzione di muro di cinta con cancello centrale, erano in origine postazione per il corpo di guardia. Nel corpo di fabbrica sito alla sinistra dell’ingresso principale, entrando al parco, sono ubicati gli uffici del Centro Ittico Campano S.p.A. Esso è lungo 34,00 m ed ha un’altezza di 4,50 m, inoltre era munito anche di ingressi sul versante giardino e finestre su entrambi i paramenti murari longitudinali. Il parapetto delle finestre è alto 1,00 m. L’altro corpo di fabbrica, simmetrico e delle stesse dimensioni, entrando a destra, era occupato dal corpo di guardia del personale di vigilanza, oltre ad ambienti adibiti a servizi tecnici, centrale elettrica, videosorveglianza ed altre funzioni di gestione. Le murature portanti sono in tufo giallo trachitico di spessore 80 cm, i solai di copertura del tipo misto in cls e ferro. Perimetralmente all’esterno del fabbricato, correva una zoccolatura in pietra “quarzite”, di altezza 60 cm e di spessore 5cm. L’intonaco era del tipo civile comune non traspirante, la pittura a spessore ad emulsione con cariche minerali era staccata dal supporto murario, con vistose efflorescenze saline e notevole umidità. Nel rivestimento della zoccolatura esterna, erano presenti dei fori di aerazione nella muratura, realizzati con tubazioni in PVC DN 60, collegate ad un vespaio con camera d’aria sottostante. Tutto il complesso murario era interessato dalla presenza di una falda d’acqua mista, ad una quota sottostante di  80÷100 cm. Precedentemente, negli anni 90, sono stati eseguiti lavori di consolidamento, deumidificazione e recupero degli ambienti. Gli infissi in legno di abete verniciato, erano del tipo a due partite con persiana napoletana, verniciata con colore marrone e vetrata con riquadrature e sopraluce a coda di pavone, verniciata di colore bianco, complete di ferramenta e cremonesi. Le soglie delle finestre e dei vani di accesso sono in marmo bianco di carrara di spessore 3 cm. Il pavimento interno, dei vari ambienti, è in cotto industriale rotato di dimensioni 25x25 cm, posto in opera a “cardamone”. L’approccio visivo evidente, denota uno stato di degrado avanzato con distacco traumatico degli intonaci e cartellamento delle pitture esterne ed interne dalle murature, unitamente ad un disagio olfattivo e fisiologico, per la persistente stagnazione di attività da contaminazione salina e di eccesso di umidità latente interna, che rendono insalubri e invivibili gli ambienti di lavoro, anche se c’è stato il tentativo inutile di limitare i disagi con l’applicazione di lastre di polistirene espanso alle pareti. Gli infissi in legno interni ed esterni sono in buono stato di conservazione, tranne le cremonesi, le ferramenta e la verniciatura. Il tutto è aggravato dall’ubicazione del sito, sottoposto all’aggressione e corrosione degli agenti esogeni del clima umido marino. Dall’esame superficiale delle strutture murarie non si evidenziano, allo stato attuale, lesioni sia sul piano verticale che orizzontale, che possano far ipotizzare fenomeni di dissesti strutturali in atto. All’esterno gli impianti pluviali di smaltimento delle acque meteoriche sono idonei, ma vanno sostituiti poiché di scarno valore rispetto al contesto. Il cornicione e gli elementi architettonici, sono degradati e aggrediti dalla corrosione ambientale.

L'intervento di restauro
 Lo stato di conservazione degli stalloni non era certamente adeguato all'importanza del sito storico. è stata confermata, pertanto, per il blocco A la destinazione ad uffici di gestione del Centro Ittico Campano mentre il blocco B è stato destinato ad uffici di orientamento per il turismo culturale. Il progetto di restauro e di riqualificazione ha previsto interventi per la ridefinizione planimetrica e prospettica secondo l'impianto originario, il recupero delle murature da problemi di umidità e relativo restauro delle finiture, l’adeguamento degli impianti alle nuove destinazioni d’uso. Questi in sintesi gli interventi eseguiti:

  • Sostituzione delle pluviali
  • Sostituzione degli infissi
  • Demolizioni/sostituzioni di murature, pavimenti e rivestimenti
  • Demolizione di soppalco nel locale pescheria
  • Eliminazione dell’attuale zoccolatura di rivestimento
  • Realizzazione di drenaggio e vespaio areato
  • Bonifica delle murature con barriera impermeabile
  • Realizzazione di nuovo intonaco traspirante
  • Tinteggiature
  • Nuove controsoffittature
  • Impermeabilizzazioni ed isolamento termico
  • Nuove pavimentazioni esterne
  • Realizzazione di nuove tramezzature interne
  • Realizzazione di impianti idrico/sanitari
  • Adeguamento dei locali con nuovi impianti tecnologici
  • Realizzazione di locale tecnico

Le nuove destinazioni d’uso si dislocano nella seguente maniera nei due corpi di fabbrica:

  • nel corpo A, alla sinistra del cancello principale d’ingresso al parco, si sono disposte, dall’esterno sinistro del corpo, una sala archivio, con ingresso dalla strada, una sala riunioni, servizi igienici, sala uffici, direzione ed infine un guardiola, entrambi gli ultimi due locali con servizi igienici riservati;
  • nel corpo B, si sono disposte, di seguito, locali per accoglienza turistica, con solo ingresso dalla strada esterna, ma con affaccio interno sul parco tramite finestra. Tutti i locali del corpo B presentano servizio igienico riservato.
 

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