SOVVENZIONE GLOBALE
"Centro Antico di Napoli"
- Misura 2 -

Restauro conservativo delle facciate e del cortile interno
condominio di civile abitazione sito in via Tribunali n. 138

Localizzazione dell'intervento
Situato lungo il tratto inferiore di Via Tribunali, in adiacenza all'ingresso laterale della Cattedrale di Napoli, posto quasi frontalmente allo splendido edificio del Pio Monte della Misericordia del Picchiatti, il palazzo in oggetto configura, con il suo prospetto laterale, la quinta occidentale della Piazza Sisto Riario Sforza dove è collocato l'obelisco commemorativo della Guglia di San Gennaro. La fabbrica è, dunque al contempo, parte integrante del tessuto architettonico ed ambientale del quartiere San Lorenzo, l'area del centro antico di Napoli che racchiude il più alto numero di preesistenze artistiche e storiche della città, ed elemento significativo di configurazione di uno straordinario, quanto raro in quel quartiere, spazio urbano. Il recupero, apprezzabilissimo di alcuni fabbricati ed aree o piazze del centro antico, sembra, da qui, molto lontano. 

Motivazioni dell'intervento
Attualmente lo stato di degrado in cui versano gli edifici che prospettano sulla piazza, la presenza di attività non compatibili con la fruizione di uno spazio urbano storico, la possibilità di accesso carrabile al cortile interno all'edificio in oggetto ed alla piazza, gli interventi che ne  hanno, in parte, modificato i prospetti, mortificano sia l'edificio che la piazza rendendoli, al passante, entrambi, poco apprezzabili se non appena intuibili nelle dimensioni e nella configurazione spaziale. I residenti, come i visitatori che si recano attualmente in visita al decumano, non hanno la possibilità di sostare nella piazza, né, tantomeno, di trattenervisi durante il giorno o di utilizzarla come punto di incontro sociale; o di apprezzare uno scorcio estremamente significativo del Centro antico di Napoli, mentre, di sera, lo spazio è infrequentabile e per la mancanza di una adeguata illuminazione che favorisce la frequentazione di tossicodipendenti e per i cumuli di spazzatura, che vi vengono ancora oggi, riversati, con le conseguenze di ordine igienico che si possono facilmente immaginare. 

Elementi di valorizzazione del contesto
Il recupero delle facciate dell'edificio, oggetto della presente proposta di programma di intervento assume, con forte evidenza, la duplice valenza di progetto estremamente significativo sia dal punto di vista architettonico che urbanistico-ambientale. Il ripristino delle antiche aperture, la rimozione di alcune superfetazioni, il trattamento idoneo delle superfici e di tutti i motivi decorativi, con particolare riferimento al durazzesco portale di ingresso all'edificio, (per la cui descrizione si rimanda, nel corpo di questa stessa relazione alla descrizione tecnica dell'intervento progettuale) restituiranno decoro e valore all'edificio con una conseguente valorizzazione dell'immobile e contribuendo al ripristino della dignità e vivibilità dell'area urbana circostante. C'è inoltre da segnalare che sono parte integrante del fabbricato tutte le botteghe al piano terra sulla piazza (lato ad occidente) il cui restauro conservativo, con il conseguente ripristino dei vani di apertura originari, la rimozione di saracinesche realizzate, il recupero della configurazione di vere e proprie botteghe potrebbe costituire una occasione per favorire l'ingresso sulla piazza di attività commerciali più consone al sito come piccoli caffè, libreria, vendita di prodotti legati all'artigianato, etc. 

Obiettivi dell'intervento
La mancata possibilità di affrontare un vero e proprio restauro conservativo dell'immobile, operazione che richiede alti costi e notevole impegno collettivo, ha determinato la realizzazione di interventi tecnici episodici ed ispirati alla “somma urgenza”. L'occasione offerta dalla Sovvenzione Globale consentirà, qualora la richiesta venga accolta, la realizzazione di un intervento integrato e globale, finalizzato a rimuovere tutte le cause di degrado dell'immobile dovute ad una scarsa opera di manutenzione ordinaria. Nel risanare il fabbricato, ed in particolare le superfici esterne (le facciate), si otterrà un immediato effetto di valorizzazione dell'immobile in sé, della piazza e di un tratto determinante del decumano.
Inoltre, è auspicabile che congiuntamente al recupero degli edifici delimitanti la piazza, si proceda al recupero architettonico ed urbanistico del bell'invaso al fine di riutilizzarlo come luogo d'incontro, di sosta e di festeggiamenti.

Effetti occupazionali
Gli effetti occupazionali generati da ciascun progetto sono di due tipi: il primo è relativo alla manodopera di cantiere, di natura temporanea; il secondo all'occupazione finale, diretta e indiretta. La manodopera di cantiere è calcolata in funzione dell'ammontare previsto per l'appalto, nonché della tipologia delle opere da realizzare e delle caratteristiche di configurazione del cantiere. Assumendo che l'intervento, inquadrato nell'obbiettivo più generale di fare del percorso dei decumani una sorta di “museo all'aperto”, sia in grado di generare una maggiore attrattiva nei visitatori, pari a quella di analoghi progetti già realizzati nel centro antico, è possibile valutare un incremento della capacità occupazionale indotta dall'intervento. Tutti gli interventi di riqualificazione appaiono destinati ad una rilevante suscettività turistica e realisticamente innescheranno meccanismi di crescita economica, laddove al momento culturale (visite al Duomo, al Pio Monte della Misericordia, etc.) farà da riscontro l'offerta di “momenti di accoglienza turistica”, con conseguente incremento delle stesse. Di particolare interesse è, come già sottolineato, l'attivazione, per quanto limitata ai tempi dell'intervento, di posti di lavoro nel settore edile che, in considerazione della crisi degli ultimi anni causata anche dal prolungato blocco delle opere pubbliche, ha registrato una perdita significativa di posti di lavoro.

L'analisi dello stato di degrado
Per quanto attiene lo stato di degrado inerente i prospetti interni e esterni dell'edificio, l'analisi condotta sulla base di un attento rilievo ha posto in evidenza le parziali differenti tra le  cause del degrado riscontrato tra il prospetto lungo via Tribunali e i prospetti su Piazza Riario Sforza ed interni alla corte; Tale diversità nasce, sostanzialmente, e dalla diversa loro esposizione dai maggiori o minori rimaneggiamenti su di essi, nel tempo, operati.
Per tutti i prospetti le cause del degrado materico riscontrato sono, essenzialmente, riconducibili alle seguenti motivazioni:
- assenza di manutenzione ordinaria;
- mancata regimentazione degli smaltimenti di acque meteoriche;
- realizzazione impropria di impianti di adduzione elettrica ed idrica;
- interventi di modifica della geometria di alcuni vani in prospetto;
- presenza di umidità di risalita.

Per quanto attiene la parziale differenza tra i fattori di degrado dei vari prospetti, inoltre, si precisa quanto segue:
- Il prospetto su via Tribunali che conserva il bel portale durazzesco in pietra risulta, tranne che per la presenza uno dei due esercizi commerciali che ne occupano gli spazi al piano terra, il meno rimaneggiato. Ad esclusione, infatti, dei due citati negozi, di cui il primo aggetta con vetrine ed insegne lasciando appena intravedere l'originaria configurazione dell'invaso, mentre il secondo risulta arretrato con vetrine ed insegne a filo con la muratura del fabbricato, la geometria del prospetto non appare rimaneggiata. Lungo l'intero prospetto il degrado materico riscontrato rivela a fenomeni di distacco medio e profondo di intonaco, in particolare nella alta fascia basamentale, perdita parziale di partiti decorativi, dilavamento, presenza di umidità di risalita capillare, presenza di fenomeni di ruscellamento.
- Il prospetto su Piazza Riario Sforza, come i quattro prospetti interni alla corte, risulta, al confronto, maggiormente rimaneggiato. Al primo livello del prospetto sulla piazza, sono stati infatti prolungati, fino a formare una vera e propria balconata i piccoli balconi esistenti (e, comunque, probabilmente realizzati in epoca successiva). Ancora risultano rimaneggiate nella geometria, mediante tamponamento parziale di vani e sostituzioni di infissi tradizionali con tapparelle, alcune delle finestre poste ai piani superiori, mentre diffusa risulta la perdita di tutte le fasce decorative poste intorno alle aperture ad arco. Rimaneggiati risultano ancora, su questo stesso prospetto, gli invasi delle botteghe al piano terra, oggi appena leggibili nelle dimensioni originarie per la presenza di attività commerciali che li hanno adattati alle proprie esigenze.
- Per quanto attiene i prospetti interni alla corte, si registrano distacchi profondi e diffusi di intonaco Tali fenomeni si rivelano estremamente aggravati dalla presenza di acque disperse, dalla trasformazione di alcuni vani-finestra e dalla anarchica sostituzione di infissi esterni.
- Per quanto attiene l'analisi condotta sul portale durazzesco, invece, si rileva quanto segue:
lo stretto ed alto vano del portone d'ingresso risulta incorniciato da un portale a sesto ribassato con duplice cornice risvoltata a conci e nervature incrociate, con scudi tra tralci di foglie negli angoli e nella parte centrale in sommità. Quest'ultimo, presenta piccole sconnessioni alle reni d'appoggio per un leggero slittamento verso il basso dei conci dell'arco. Inoltre, un accennato spanciamento della muratura nella parte sovrastante l'arco, ha causato un'ulteriore sconnessione della cornice terminale in pietra lavorata a toro dentellato, che delimita l'alto e liscio basamento dell'edificio fino alla quota davanzali delle finestre del primo piano. L'arco, sostenendosi per contrasto laterale che si sviluppa fra i conci che lo compone, oppone una valida resistenza a questo slittamento, causato da un'inflessione (spanciamento) del muro di facciata, in corrispondenza della parte sovrastante il portale d'accesso, circa all'altezza del davanzale del primo piano. Nella regione paramentale inflessa, si stabiliscono sotto le spinte localizzate di peducci di volte a crociera e di cosciali, stati deformativi e fessurativi analoghi a quelli della pressoflessione. La componente orizzontale della spinta di archi e/o volte contro i muri di fabbrica può essere normale o parallela ai paramenti, e le inflessioni risultano tanto più sensibili verso l'esterno quanto più efficace risulta la solidarietà fra il muro inflesso e quelli adiacenti ad esso normali. La presenza di porte e di finestre perturba il processo deformativo ma non ne altera la fisionomia. Tali dissesti, sono accompagnati generalmente da manifestazioni secondarie quali distacchi delle strutture interne dal muro di facciata, deformazione rombica delle aperture, depressione delle volte. In quelle a padiglione, le fratture iniziali dello sfiancamento vanno a localizzarsi lungo le intersezioni delle falde e dei piedritti. La depressione dunque della chiave o delle reni degli archi, assimilabile ad un vero e proprio moto di traslazione verticale, riproduce il quadro di fatiscenza di questo dissesto in tutte le strutture sopra incombenti. La causa di ciò è dovuta all'eccessivo carico, all'azione disgregatrice di sostanze chimiche, alla vetustà, allo spolveramento sempre più profondo del materiale ed all'impiego della malta di gesso o di malta cattiva che con l'andar del tempo s'idrata perdendo ogni capacità coesiva. Qualora tale dissesto dovesse risultare ancora in atto, è indispensabile intervenire con ulteriori tiranti metallici per neutralizzare le componenti orizzontali della spinta. 

L'intervento di conservazione
In prima istanza l'intervento di conservazione sulle superfici ha previsto una attenta verifica della tenuta delle impermeabilizzazioni in copertura, una verifica dello stato dei massi di pendenza e delle canalizzazioni di raccolta e discendenti di tutte le coperture del fabbricato, prescrivendo gli interventi a farsi, nell'ambito di altra perizia, precedente alla presente ed i cui costi non sono stati tenuti in considerazione nell'ambito della presente richiesta di coofinanaziamento.
Tale interventi risultavano indispensabili ad ogni ulteriore intervento di conservazione delle superfici. Nell'ambito del presente intervento sono stati previsti nuovi canali di raccolta delle acque meteoriche, e nuovi canali discendenti. Tali opere consentiranno di evitare fenomeni di dilavamento sia sui prospetti esterni che su quelli interni alla corte.
Per quanto attiene il problema della riorganizzazione degli impianti di adduzione, realizzati in tempi diversi, la presente perizia prevede il passaggio sotto traccia delle canalizzazione, ove ciò sarà possibile, e ordinamento in una unica canalina di quegli impianti che dovesse risultare impossibile mettere sotto traccia.

Per quanto attiene la modifica della geometria dei vani, di cui al paragrafo precedente, il presente progetto ha previsto le due seguenti tipologie di intervento:
Per il prospetto su Piazza Sisto Riario Sforza, si prevede il ripristino integrale della successione di stretti balconi siti al piano primo ed il conseguente abbattimento della balconata realizzata in tempi recenti, salvo la ovvia verifica di eventuali provvedimenti di condono o concessione in sanatoria inerenti la realizzazione dell'abuso. Ancora il progetto prevede, nel rispetto del decoro e del prospetto e dell'antistante piazza il ripristino degli infissi di tipo tradizionale, laddove questi stessi sono stati modificati. Tali spese saranno, evidentemente a carico dei singoli proprietari che ne hanno operato le trasformazioni.
Per il prospetto su Via Tribunali, di cui si è detto nel paragrafo precedente, in relazione all'esercizio commerciale non rispondente, per l'ingombro delle vetrine, agli attuali vigenti regolamenti comunali, si prevede il ripristino di vetrine e mostre ed insegne secondo quanto previsto dalla vigenti disposizioni in materia. In relazione alle modifiche di prospetto dovute alla realizzazione di ambiente soppalcato che interrompe la lettura di uno dei vani soprastanti il negozio, si prevede, salvo verifica dei provvedimenti autorizzativi, il ripristino di tale apertura; qualora tale soluzione non fosse praticabile si provvederà a rendere leggibile, mediante il ripristino delle antiche cornici, almeno la originaria configurazione della apertura oggi interrotta.
Per le superfici della corte interna, ferme restando le disposizioni relative al ripristino degli infissi esterni (a carico dei singoli proprietari) qualora le aperture sui prospetti interni siano state modificate o parzialmente tamponate per la realizzazione di solai intermedi (soppalchi) condonati l'intervento progettuale prescrive il ripristino dei disegni di cornice di delimitazione agli originari vani al fine di renderne leggibile l'antica configurazione. Laddove non esistano motivi ostativi al ripristino delle dimensioni degli antichi vani il progetto ne prevede l'immediato ripristino.

 Piano finanziario
I costi di intervento sono stati stimati sulla base della tariffa di riferimento redatta dall'Assessorato ai Lavori Pubblici e dal Provveditorato regionale alle Opere Pubbliche in vigore dall'1/07/90 con l'abbattimento del 5%. Tutte le categorie di lavoro non previste, sono corredate da specifiche analisi calcolate sulla base dell'ultima tabella Provveditorato OO.PP., così come previsto dal Bando.
Il tempo previsto per la realizzazione completa dell'intervento è di mesi dieci a partire dal sessantesimo giorno dalla stipula della convenzione prevista dal Bando in oggetto e successiva, quindi, alla comunicazione di concessione eventuale del coofinanziamento richiesto. I tempi di spesa, saranno ovviamente legati agli stati d'avanzamento dei lavori. 

Fonti di copertura
La parte a carico del condomino sarà sin dal prossimo novembre accantonata mediante rateizzazione in quote a carico dei singoli condomini proprietari  che andranno a costituire la quota parte di finanziamento  a carico dell'intero condominio . Il condominio si riserva la facoltà di avvalersi della possibilità di accedere a mutui, secondo le procedure previste dal bando di partecipazione alla richiesta di coofinanaziamento.

Relazione tecnica dell'intervento

Note storiche
L'area strettamente connessa alla fabbrica in oggetto comprende il summenzionato ingresso laterale alla Cattedrale di Napoli, lo splendido edificio del Picchiatti e la poco discosta area del complesso ex Ospedale Santa Maria della Pace.
La fabbrica ha subito, dal punto di vista morfologico e spaziale, l'evoluzione che facilmente si evince dalla cartografia storica allegata alla presente relazione e che ne testimonia l'evoluzione strettamente connessa ai destini ed alle trasformazioni dell'insula su cui insiste l'attuale Cattedrale.
Il nucleo originale della fabbrica è, con ogni probabilità, rappresentato dal primo livello che prospetta su via Tribunali, dove è situato l'ingresso definito dallo splendido portale durazzesco; in seguito tale corpo venne prolungato ortogonalmente su Piazza Riario Sforza e più tardi innalzato di tre livelli.
Originariamente l'edificio circoscriveva all'interno un ampio spazio verde, lentamente ristrettosi e per la cessione di suoli e per la sopraelevazione di in corpo di fabbrica interno alla corte che ha tagliato l'antico spazio - giardino e che oggi costituisce uno dei prospetti del piccolo invaso della corte.

Descrizione dell'immobile
L'edificio, posto in angolo sulla piazza voluta da Carlo II per enfatizzare l'accesso laterale al Duomo, risulta tra i più antichi di Via Tribunali, con un impianto di primo '400, ma che ha sicuramente inglobato costruzioni preesistenti. Si tratta di un edificio con tipologia a corte, con corpo principale ad "L", i cui bracci prospettano sugli spazi pubblici del decumano e della piazza, e con in fondo un corpo, a chiusura della corte, più basso e voltato - che ancora oggi si conserva - destinato a stalle. Probabilmente, la primitiva struttura del quindicesimo secolo era composta solo dal basamento in pietra - dotato di portale durazzesco e locali voltati in ammezzato - e dal primo piano, per poi soprelevarsi nei secoli con il crescere della densità abitativa del Centro Antico. L'edificio, presenta una struttura in muratura portante di tufo con solai e ambienti voltati a piano terra; sulla corte prospetta la scala a tre rampe su volta a botte; la copertura è in parte a tetto, in parte a terrazzo.
Attualmente l'edificio si articola intorno ad una ristretta corte di più livelli fuori terra, serviti dalla scala unica posta immediatamente a destra della zona di ingresso voltata.
Tracce dell'antica configurazione della corte, sono leggibili, a tutt'oggi. Il distacco dell'intonaco sul prospetto posto di fronte il bel portale di ingresso, lascia, con chiarezza, intravedere i segni di un unico arco realizzato in muratura di tufo squadrata, dimensionabile come altezza, in relazione all'unico parasta, oggi visibile, situato sulla destra estrema dello stesso prospetto interno; prospetto che, con ogni probabilità, immetteva un tempo in un grande spazio verde.
Chiari appaiono i segni del prolungamento ortogonale alla cattedrale, del corpo di fabbrica posto a sinistra dell'ingresso.
Per quanto attiene le dimensioni in altezza della fabbrica su Piazza Riario Sforza, essa appare identica attualmente, a quella rappresentata nel dipinto “Guglia di San Gennaro”, a firma di Giacinto Gigante e conservato presso il Museo di Capodimonte in Napoli. Identico all'attuale esso appare anche nella decorazione del piatto decorativo settecentesco della collezione borbonica della Real Fabbrica di Ceramica di Capodimonte, oggi conservato nell'annesso museo.
In questo spazio “dominato dall'alta cupola della Cappella del Tesoro, per tradizione avvenivano i festeggiamenti esterni dedicati a San Gennaro; con addobbi, luminarie, rappresentazioni in musica e teatro sacro………”.
La guglia che è posta al centro della piccola piazza, alta ventiquattro metri ,è la più antica tra quelle esistenti in città; unica forma di arredo urbano di un tessuto da sempre povero di piazze, fontane , punti di vista scenografici. A volerla fu la stessa Deputazione del Tesoro di San Gennaro nel 1636 in ringraziamento per la protezione offerta dal Santo cinque anni prima contro l'eruzione del Vesuvio. Fu Cosimo Fanzago a progettarla con il singolare obelisco dal basamento a volute e sirene, già compiuto entro il 1645, quindici anni prima dell'inaugurazione avvenuta  solo nel 1660.

Interventi tecnici previsti
Al fine di facilitare una puntuale lettura degli interventi e delle categorie di lavori previste e computate negli allegati estimativi dei costi previsti, si fornisce l'elencazione dettagliata per ogni singolo prospetto previsto in progetto. 

Via Tribunali - Prospetto Sud
1.  Ripristino geometria originaria dei vani finestra e dei sottostanti vani adibiti a negozi
2. Ripristino di tutte le cornici, davanzali, ornie, modanature, etc.
3. Spicconatura di tutto l'intonaco della fascia basamentale fino ad una altezza di circa mt.8
4. Messa sotto traccia di tutti gli impianti
5. Sostituzione canale di gronda e delle due pluviali con pluviali in rame
6. Restauro di tutte le ringhiere e mensole di appoggio agli sporti dei balconi
7. Ripristino fascia di demarcazione tra la zona basamentale e livelli superiori
8. Ripristino delle due fasce verticali di delimitazione laterale
9. Ripristino della cornice terminale
10. Spicconatura di intonaco nella restante parte della facciata calcolato nella misura del 80%
11. Reintegrazione di elementi decorativi nella parte basamentale
12. Restauro del portale d'ingresso
- Verifica della stilatura dei giunti
- Sigillatura dei giunti previa puntellatura
- Pulitura con acqua nebulizzata dell'intera superficie, compresa la parte terminale lavorata a tralci di foglie e recante lo stemma nobiliare
- Applicazione di prodotto protettivo
13.  Restauro del portone ligneo (lunghezza ml.6 altezza ml.2,50)
- Smontaggio
- Bruciatura
- Stuccatura e reintegrazione delle parti ammalorata in ragione del 50%
- Ripristino delle ferramenta originali
- Imprimitura e trattamento a cera
- Applicazione di meccanismo per movimentazione elettrica dello stesso
- Rimozione dell'attuale cancello in ferro
- Ripristino dell'integrità del vano di alloggio del portone ligneo
14. Sverniciatura e pulitura rostra in ferro del portale
15. Reintegrazione cornici nervate nella misura del 30%
16. Rifacimento intonaco intera facciata al 30% (esclusa parte basamentale)
17. Applicazione di intonaco deumidificante, previo accurato lavaggio, dell'apparecchio murario e reintegrazione di piccole parti di muratura ammalorata
18.  Ridipintura con silicati di potassio
19.  Reintegrazione del manto di tegole delle falde su via Tribunali, previo diserbamento e pulizia

Piazza Riario Sforza - Prospetto Est
1. Ripristino geometria originaria dei vani finestra e dei sottostanti vani adibiti a negozi
2. Ripristino di tutte le cornici, le modanature, i davanzali e le cornici di protezione di tutti i vani con particolare riferimento alla successione di archetti sovrastanti i negozi
3. Rimozione della vegetazione infestante
4. Applicazione di diserbante
5. Sostituzione del canale di gronda con canalizzazione in rame
6. Sostituzione di tutte le pluviali con pluviali in rame
7. Messa sotto traccia di tutti gli impianti a vista
8. Restauro delle tre ringhiere in ferro esistenti
9. Rimozione della balconata realizzata e ripristino, secondo la geometria originaria, di n.3 ringhiere di uguale dimensione
10. Spicconatura di intonaco lungo tutta la fascia basamentale per un'altezza di circa mt.8
11. Spicconatura del restante intonaco in ragione di una percentuale pari al 80% di quello attualmente in opera
12. Pulizia dell'intero supporto murario
13. Verifica delle connessioni tra i conci tufacei dell'intera parte basamentale
14. Eventuale stilatura dei giunti e reintegrazione della malta e delle porzioni di muratura ammalorata
15. Restauro della cornice di demarcazione della parte basamentale previa verifica dell'adesione al supporto e parziale reintegrazione delle parti in distacco
- Pulitura dell'intera cornice
- Trattamento protettivo
16. Ripristino delle due fasce verticali di delimitazione laterale
17. Rifacimento di intonaco
18. Ridipintura con silicati di potassio
19. Restauro della cornice terminale del prospetto e della sottostante riquadratura ottenuta con fascia in stucco
20. Reintegrazione del manto di tegole delle falde su Piazza Riario Sforza, previo diserbamento e pulizia

Corte interna - Prospetti
1. Spicconatura di tutto l'intonaco esistente
2. Pulizia del supporto
3. Chiusura di tutti i fori presenti in facciata
4. Ripristino degli invasi originali delle quattro finestre attualmente aperte
5. Ripristino di tutte le modanature (intorno e sotto le finestre, predisponendo nuovi gocciolatoi e recupero del sovrastante fastigio orizzontale), compresi i vani finestra attualmente tamponati che non verranno riaperti, ma riproposti nell'ingombro in modo da segnalare la geometria dell'antico prospetto
6.Chiusura dei piccoli vani (n.2 finestrini)
7.Messa a nudo delle tracce dell'intero arco in tufo, attualmente visibile solo in parte
- Pulizia dei conci
- Trattamento protettivo della pietra che resterà a vista
8. Messa sotto traccia di tutti gli impianti
9. Ripristino delle modanature in stucco intorno ai due archi
10. Restauro dei due portoni a chiusura degli archi (da non inserire in computo)
11. Pulizia della parasta in pietra, sita sulla destra dell'arco (ponendosi con le spalle all'ingresso)
12. Reintegrazione delle parti mancanti in pietra
- Trattamento protettivo
13. Pulitura delle roste in ferro mediante spazzolatura antiruggine e ridipintura
14. Preparazione del supporto
15. Rifacimento dell'intero intonaco
16. Ridipintura con silicati di potassio
17. Realizzazione di fascia basamentale in intonaco grigio per l'intera lunghezza della facciata per un'altezza di mt.1,00

Androne d'ingresso
1. Spicconatura dell'intonaco fino ad un'altezza di mt.2,50
2. Reintegrazione di porzioni di intonaco calcolate in ragione del 30%
3. Applicazione di intonaco deumidificante lungo tutto il perimetro dell'androne per un altezza di mt.2
4. Ripristino delle modanature dell'intero arco
5. Ripristino della cornice perimetrale in stucco posta lungo tutto il perimetro
6. Messa sotto traccia di tutti gli impianti
7. Realizzazione di n.4 punti luce per illuminazione dell'androne
8. Ridipintura con silicati di potassio
9. Realizzazione di fascia basamentale in intonaco grigio per l'intera lunghezza dell'androne per un'altezza di mt.1,00
10. Rimozione blocchi di piperno in opera e sottostante massetto di allettamento per uno scavo preventivabile di ml.15 x 0,80 al fine di verificare lo stato dell'impianto di canalizzazione fognaria
11. Ripristino blocchi asportati

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