Il restauro del complesso borbonico del lago Fusaro, comprendente la Casina Vanvitelliana, l’Ostrichina, il Giardino storico, gli Stalloni, la Banchina borbonica e la Lecceta, rientra nell’ambito del Progetto Integrato “Campi Flegrei”, finanziato con fondi comunitari del P.O.R. 2000-2006.
I lavori, durati oltre due anni, sono stati diretti dalla Soprintendenza BAPSAE di Napoli e provincia, su progetti d’ufficio. Gli edifici e le aree di pertinenza sono stati recuperati dopo decenni di abbandono e predisposti, con idonea dotazione impiantistica, ad ospitare attività connesse al turismo culturale dell’area flegrea. La gestione del complesso del Fusaro è affidata alla responsabilità del Centro Ittico Campano, società con partecipazione azionaria di maggioranza del Comune di Bacoli.
Il giardino storico recuperato consente l’accesso al percorso naturalistico della fascia circumlacustre del Fusaro. Lungo la banchina è stata realizzata un percorso naturalistico fruibile a piedi ed in bicicletta, per una lunghezza di circa 1.600 metri lungo l’intero percorso è stato realizzato l’impianto di illuminazione, che consente un’agevole fruizione dei luoghi anche nelle ore serali.

La Casina Vanvitelliana
Il complesso del Fusaro fu uno dei siti di caccia prediletti da Ferdinando IV di Borbone che scelse l’isolotto come luogo ideale per far costruire da Carlo Vanvitelli nel 1782 il Casino Reale. L’impianto poligonale, la finezza del disegno del bugnato e delle modanature, i toni cerulei delle superfici dipinte realizzano una calibrata fusione della Casina nell’ambiente lacustre. All’interno la Casina era impreziosita dalle sete di S. Leucio e dai dipinti del Ciclo delle stagioni di Philipp Hackert, andati dispersi, di cui tuttavia restano i quattro bozzetti che rappresentano per ognuna delle stagioni una località: la
Primavera con il pascolo nella valle del Volturno, con veduta del Matese; l’Estate con la mietitura a S. Leucio di Caserta verso Maddaloni; l’Autunno con la vendemmia a Sorrento, e l’Inverno con un campo di caccia a Persano.
I restauri
Al piano terra sono state riproposte le tappezzerie e boiserie originarie; al piano superiore, il salone principale è stato arricchito con la riproposizione delle antiche “riggiole” decorate secondo il disegno originario e la manifattura artigianale, la realizzazione della controsoffittatura a volta e la riproduzione alle pareti dei dipinti del Ciclo delle stagioni di Hackert desunti dai bozzetti e riproposti nel formato dei dipinti originari andati distrutti nel corso degli eventi rivoluzionari del 1799.
I due ambienti contigui al salone sono stati restaurati con il recupero delle volte affrescate, una delle quali inedita in quanto celata da precedenti scialbature.
La realizzazione di una scala a chiocciola ha consentito di rendere accessibile la visita ai sottotetti, caratterizzati da una complessa struttura di diciotto diverse tipologie di capriate lignee.
Per la definizione dei colori esterni è stato riproposto l’originario “colore dell’aria” desumibile dal celebre dipinto di Hackert del 1783 “Ferdinando IV a caccia di folaghe sul lago Fusaro”, conservato nel Museo di Capodimonte. In sintonia con questo  dipinto, è stata ricollocata sul fronte principale una riproduzione dello stemma di Ferdinando, andato perduto.

Ostrichina
Nel 1817 il re borbone ordinò che sulle rive del Real lago del Fusaro, di fronte la Real Casina, si costruisse un nuovo fabbricato, detto “l’Ostrichina”, per comodo di coloro che si porteranno a godere di quel Real Sito non essendoci ora luogo dove poter pranzare. Responsabile del progetto e dei lavori per l’Ostrichina fu designato Antonio de Simone, architetto di corte ed emergente della nuova generazione che a Caserta, nel decennio francese, aveva sostituito Carlo Vanvitelli. Nel 1885 fu rinnovato ed accresciuto di un ampio corpo avanzato a terrazzo.
I restauri
Tutti i lavori sono stati realizzati coerentemente con la programmata destinazione d’uso turistico-culturale e di interesse pubblico: biblioteca, emeroteca, videoteca, sede per manifestazioni, convegni, mostre e concerti. Inoltre, l’edificio è stato dotato di spazi idonei per servizi e ristoro, necessari per lo svolgimento di tali funzioni in modo ottimale.

La riqualificazione ambientale del lago Fusaro
Tre gli interventi principali, preceduti da un massiccio lavoro di pulizia del sito dai rifiuti di discarica e dalle immondizie:
1- il restauro della banchina borbonica e l’integrazione della passerella esterna a pelo d’acqua, che consente, tra l’altro, il ripristino della funzione di consolidamento del bordo lago così come è stato dall’intervento borbonico in poi;
2- la riqualificazione dell’aspetto vegetazionale con la sistemazione e l’integrazione del verde esistente, favorendo la crescita delle specie autoctone in parte soffocate dalla presenza di vegetazione “ruderale”, il cui sviluppo è stato favorito dal degrado ambientale del sito;
3- la creazione di un percorso ciclo pedonale in taglime di tufo lungo il lago, con la realizzazione di un ponte ligneo sulla foce romana, di  passerelle in legno sui canali di scolo e l’impianto di illuminazione che permette la fruizione del bordo lago anche dopo il tramonto del sole.

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