ANTONIO JANUARIO
- scultore restauratore -

Maestro, come è nata in Lei la "vocazione" della scultura ?
Sin da bambino avvertivo un forte bisogno di esprimere i miei stati d'animo, i miei sentimenti, od anche semplicemente ciò che osservavo, utilizzando materiale plastico-argilloso; infatti, intorno ai 7-8 anni; incominciai a modellare dapprima figure religiose e poi continuai, con il passare del tempo, a plasmare tutto ciò che destava in me interesse sia di carattere reale che immaginario.

Quale è stata la scultura di una sua opera che Le ha dato maggiore soddisfazione artistica?
Una terracotta che raffigura una "maternità sofferta"; questa giovane mamma dal fisico stremato che allatta con i suoi flaccidi seni il suo esile figlioletto, il quale non riesce a succhiare abbastanza latte per sfamarsi; sembra essere la chiara espressione della realtà quotidiana, in cui sono costretti a sopravvivere i popoli del terzo mondo.
Questo lavoro mi impegnò non solo nel senso artistico ma mi fece riflettere molto sul problema della fame nel mondo strettamente connesso a quello dell'egoismo di quei paesi cosiddetti civili, i quali con assoluta indifferenza vogliono ignorare questa cruda realtà.

La sua arte scultorea è maggiormente orientata a raffigurare persone o cose? E quale materiale preferisce utilizzare per modellare le sue opere?
Come materiale non ho preferenza perché la mia arte si rispecchia sia in terracotta che ceramizzata, maiolicata, pietra scolpita e in metallo fuso con l'antico procedimento della fusione a "cera persa".Per quanto riguarda i generi figurativi preferisco eseguire opere che mi permettono di evidenziare la ragione di vita, mettendo in risalto gioie e dolori di un avvenimento storico che contemporaneo.

La sua arte è complice del suo impegno sociale. Se si trovasse a ricoprire la carica di Sindaco di Napoli, cosa realizzerebbe per rendere questa città più vivibile ?
Credo che fare il Sindaco è un impresa molto ardua perché "l'uomo propone" ma, purtroppo, i "partiti dispongono", ciò sta a significare che l'autonomia dell'uomo è condizionata da riferimenti che il più delle volte si rivelano dannosi per la risoluzione di quel problema.
Comunque, mi occuperei della risoluzione del "dilemma" casa e disoccupazione con assoluta priorità; poi, forte della mia esperienza artistica, farei del CENTRO ANTICO una scuola-laboratorio a cielo aperto per pittori, scultori, musicisti, poeti, attori, etc. facendo confluire più turisti ed artisti, creando in tal modo anche una maggiore occupazione nelle attività collaterali.
Oltre non mi prolungo; riconosco di non essere un buon amministratore politico, sono un artista abituato a guardare il mondo senza compromessi, rispettando il mio simile secondo i canoni di buon cristiano.

Maestro, ci vuole descrivere le impressione sul significato della sua scultura di "Totò cerca casa"?
Ecco mi ripeto, come già detto, alcune mie sculture sono un pretesto per evidenziare fatti irrisolti.
"Totò cerca casa" fu un film di molti anni addietro, in cui il problema affrontato dei senzatetto è rimasto immutato, anzi si è ulteriormente sviluppato con conseguenze dannose per questa attuale società, dove primeggia il consumismo e l'arretratezza dei valori umani e religiosi

Per concludere ha da aggiungere qualche altro suo riferimento artistico?
Si le rilascio questa mia "brochure" dove sono riportati i momenti principali della mia vita artistica.

04.04.1997 - Bruno Carrano

ANTONIO JANUARIO è nato a Napoli nel 1947. inizia giovanissimo ad avere passione per l'arte, soprattutto nel disegno e nella scultura.
Nel periodo 1962-1964, affina la sua tecnica nella lavorazione dell'argilla. Frequenta numerosi laboratori di ceramica artistica. Perrone, Bozzaotra ed altri, perfezionandosi nel modellato sia nel settore delle ceramiche che in quello delle maioliche (formatura, svuotamento, cotture ecc.) ottenendo anche smalti con sfumature di colori originali.
Egli però è sempre teso in una ricerca di dinamismo anatomico (anatomia liberatoria) rendendo espressivi sia i volti che i corpi dei suoi personaggi che assumono plasticità di movimento, forza, tensioni, in una anatomia ben approfondita.
Dopo aver conseguito il diploma di Geometra ed essersi iscritto alla facoltà d'Ingegneria, si dedica completamente all'attività artistica con mostre in diverse città. La sua prima personale di scultura risale al 1978 presso la galleria d'arte "Dei Mille" in Napoli. Il critico Vittorio Amedeo Caravaglios che lo presentava in catalogo allora scrisse: "Januario plasma e scolpisce i suoi messaggi di Umanità all'Umanità con una tensione ideale attenta ai problemi della nostra epoca". In seguito espone a Foggia, Bari, Ferrara, Milano, Roma, Bologna, La Spezia e Basilea.
A Napoli, si presenta con una mostra personale presso la sala delle conferenze "S.Chiara", patrocinata dall'assessorato alla Cultura del Comune, riscuotendo apprezzamento del pubblico e della critica ufficiale che evidenziano la non comune carica di Umanità sprigionata dalle sue sculture; il critico Bruno Gallo scrisse:"Januario è abile nel definire e ritrarre situazioni e stati d'animo colti nel loro "Farsi Vita".
Nel 1980 dopo una mostra personale patrocinata dal Comune di Casoria, gli viene conferito il titolo di "Membro Onorario" dell'Accademia de "I 500" in Roma, e dell'Accademia Fiorentina del "Machiavello" che custodisce il prestigioso busto scolpito dallo stesso Januario.
Nel 1981, riceve dal Comune di Soverato Marina e dalla critica Nazionale la targa d'argento quale migliore scultore italiano dell'anno per aver saputo interpretare il dramma della fame nel mondo con un'opera scultorea significativa. Altri riconoscimenti si susseguono: Premio Italo-Greco "Ulisse", premio Italo-Francese "Latinità", coppa d'oro della 1° Biennale città di Roma, Trofeo della città di Stoccolma per la scultura, il Perseo d'oro a Firenze, il David d'oro a Milano, la medaglia d'oro città di foggia, il premio Metropolitano a Napoli, e il Pantheon d'oro quale riconoscimento mondiale per le arti a Bologna.
Nel 1984 il Comune di S. Giorgio a Cremano gli commissiona un monumento dedicato alla "Libertà" collocato innanzi alla Sede Municipale.
Angelo Calabrese in merito scrive: Nell'abbozzo, Januario trova tutta la più sapida dimensione scultorea che vive di tagli, spazi, luci, moti, sottili vibrazioni, ma nel monumentale slancia il senso del discorso ispirato e tutela il valore e l'ideologia, l'atto di fede e l'esempio della speranza futura, la libertà appare allora come la più alta verità del cuore, la gloria più profonda dell'esistenza.
Nel 1985, è ospite dell'istituto d'arte di Avellino e del Circolo Sociale della Stampa della stessa città.
Consalvo Grella, direttore del museo Irpino scrive: "Januario è uno scultore che riesce a trasfondere nei suoi personaggi il suo spirito creativo con naturalezza e vigore..." e ancora Michele Bonuomo: "La scultura si Januario per sembrando romantica tradizionale è estremamente moderna poiché aderisce allo spirito attuale: La conquista della coscienza del "FARE". Nello stesso anno, le opere dell'artista sono esposte al palazzo dei Congressi in Roma; la critica d'arte Marisa Russo definisce la scultura di Januario: Rappresentazione del corpo quale memoria materica del sensibile.
Nel 1985, vince il concorso per un monumento dedicato: "AI CADUTI DI TUTTE LE GUERRE" collocato presso la Sede Municipale della città di Giugliano in Campania.


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