Cesare Carcavallo
Editore di "cartoline illustrate"

   

Passeggiando per Via A.Vespucci a Napoli, è possibile visitare il centro di esposizione e distribuzione della ditta Carcavallo, produttrice da quasi un secolo di cartoline panoramiche. Qui è possibile ammirare un vasto repertorio d’immagini su Napoli: un secolo di documentazione di come si è trasformata ed è cresciuta la città.
Titolari di questo mondo, sono i fratelli Arduino, Romano e Cesare Carcavallo. Quest’ultimo ci racconta un po’ la storia della loro antica attività.

"E' da circa un secolo che la nostra ditta crea e vende cartoline. Nata nel 1908 con mio nonno, fu tramandata a mio padre ed oggi è condotta da noi figli. Alla produzione di cartoline si è aggiunta quarant’anni fa l’editoria di libri turistici, che ha raggiunto un importante valore di vendita, solo in questi ultimi anni. Il libro inizialmente conteneva una serie di fotografie con piccole didascalie, oggi si può dire che in quello realizzato su Napoli, Capri, Sorrento, Amalfi, le belle foto sono state affiancate da commenti curati da professori universitari, purtroppo ristretti per motivi di spazio e di numero di pagine, con lo scopo di contenere in tal modo il prezzo di vendita e renderlo accessibile a tutti.
Settore nato da poco è il souvenir, il turista degli ultimi tempi desidera portare a casa un ricordino che può essere tradizionale o particolare.
Possiamo dire che la produzione delle cartoline è il settore che ci appassiona e ci dà da vivere; spesso capita di realizzare cose belle ma a costi più elevati di quanto sia necessario. Il pubblico comunque ci dà molte soddisfazioni per il lavoro che svolgiamo. La concorrenza è sempre esistita, però in questi ultimi anni si è incrementata maggiormente e coloro che si inseriscono in questa attività lo fanno col solo scopo di guadagnare, ma se non c’è un pizzico di piacere, di passione, diventa un mestiere molto difficile".

       

Siete stati i primi a portare a Napoli la cartolina?
"La cartolina è nata alla fine dell’Ottocento, quella illustrata in bianco e nero fu mio padre, circa 60 anni fa, a portarla e diffonderla nella città. Nei nostri archivi c’è la testimonianza del lavoro svolto, cartoncini di ottima qualità, lucidatura ancora efficiente".

Prima di Suo padre, le cartoline commercializzate a Napoli, da chi erano prodotte?
"Erano prodotte generalmente dalle Stamperie di Milano, essendo il principale centro dove si era sviluppato questo settore."

I tedeschi sono stati i primi a creare la cartolina, quindi anche a diffonderla?
"Si, sono stati i primi ad incominciare ma non hanno operato in Italia. Questi sono stati considerati un esempio da copiare da parte di stabilimenti importanti come la Cecami e lo stabilimento grafico Cesare Capello. Quest'ultimo ha portato per primo la cartolina in bianco e nero e quella a colori in rotocalco.
Inizialmente la lavorazione avveniva con il rotocalco, con una resa qualitativa ottima, poi successivamente nel tempo si è passati al fototipo da selezioni, con sistemi più rapidi e moderni, ottenendo colori più veritieri.
Mentre con il rotocalco il colore si ricavava dalla pellicola in bianco e nero e dalla fantasia del compositore, il fototipo si ricavava direttamente dal colore della fotografia. Con l’evolversi della fotografia si è sviluppato anche il lavoro del fototipo e dei suoi risultati; oggi l’esperto con l’ausilio di computer, scanner sofisticati raggiunge prodotti soddisfacenti. Inoltre abbinando aspetto tecnico e ciò che piace al pubblico, si ottengono ottimi livelli".

Vuole raccontarci qualche aneddoto di quando era adolescente e seguiva il lavoro di Suo padre?
"Posso dire che noi figli siamo nati nella bottega, mio padre amava spiegarci le fasi di lavorazione che avvenivano in ditta, tant’è vero che siamo stati molte volte in stabilimenti per capire meglio i vari processi di lavoro.
Nel periodo in cui non era ancora gradito il colore, mio padre stampò una cartolina chiamata Rosalbrome e Italblè. Questi erano due colori, uno sul rosa e l’altro sul blu, che creavano uno sbalzo intorno alla cartolina ed ebbe tanto successo, che in poco tempo invase tutta la Campania. Oggi abbiamo riproposto con mezzi moderni dopo 40 anni, la stessa grafica per questa cartolina.
Un altro aneddoto riguarda il periodo fascista, durante il quale mio padre stampava cartoline dell’epoca, per esportarle in Africa. Queste contenevano bozzetti con fotografie fasciste, inneggianti il fascismo e tutte le azioni patriottiche dei soldati che andavano in Libia, in Somalia, in Eritrea per conquistare queste terre. Ciò permise a mio padre di spingere l’attività economica anche in quelle terre e di ricevere degli encomi da parte di esponenti del regime, rappresentando la cartolina un mezzo pubblicitario per l’Italia e per il nome del Fascismo. Il momento triste si presentò nel 1943, con la caduta del regime fascista, poichè in bottega si aveva un enorme quantitativo di cartoline e temendo delle rappresaglie da parte degli stessi italiani e dei soldati americani, mio padre che premetto non era fascista, si disfò del materiale subendo una perdita di capitale enorme. Ironia della sorte queste cartoline successivamente furono richiestissime dagli americani, in particolar modo quella con il viso di Mussolini.
Nel periodo della guerra i locali subirono notevoli danni, venne distrutto gran parte del materiale antico archiviato e lastre di fotografie per la riproduzione".

Come riferimento storico della Sua azienda, c’è stato un episodio particolare con un Suo concorrente dell’epoca, un certo Renza che ora non esiste più. Ci racconta qualcosa?
"In effetti questo concorrente ha odiato mio nonno al punto tale che, quando lui morì, il Renza tenne da dire che pur essendo morto il "serpente" ne rimaneva purtroppo il "veleno", individuandolo in mio padre. Questa inimicizia fu dovuta all’invidia di non essere in grado di raggiungere sia per qualità di prodotti che di guadagni mio padre, grande tecnico nel settore. Trasmise quest’odio anche ai suoi figli".

Questa tradizione sta continuando?
"Tutt’oggi la quarta generazione è interessata a quest’attività".

Dov’era ubicata inizialmente l’attività?
"Nella zona degli orefici, in Via Saverio Baldacchini n. 29; qui non c’era alcuna attività, solo terra battuta, una strada sottostante e alcuni scalini che conducevano al livello del mare. Successivamente, nel tempo si sono stabiliti gli orefici - caratterizzando la zona con l'artigianato orafo. In tal modo eravamo gli unici a svolgere una diversa attività. Da soli due anni ci siamo trasferiti nella sede attuale".

Come vi trovate in questa nuova locazione?
"Decisamente bene perché è più ampia e risponde meglio alle esigenze attuali di spazio. Decidere di cambiare locale è stato molto duro, ma necessario in quanto questa nuova zona della città consente ai nostri clienti di raggiungerci meglio, essendo prossima a collegamenti importanti come quello dell'autostrada, della stazione ferroviaria e del porto, rimanendo sempre in una zona centrale della città".

Ritornando alle cartoline, qual’è la migliore cartolina su Napoli?
"La più richiesta è sempre quella che ha come soggetto il panorama con il pino ed il golfo di Mergellina, nonostante oggi Napoli abbia rivendicato la bellezza delle sue opere monumentali ed artistiche.
Il repertorio delle nostre cartoline si è ampliato con l’inserimento di immagini di monumenti, anche se il turista a queste ultime accompagna sempre le classiche.
Quella che più gradisco è sempre la veduta del golfo. Un paesaggio unico ed eccezionale che contiene il Vesuvio, il mare, il pino, la montagna, la pianura concentrati in uno spazio così ristretto, non ritrovabile altrove".

9 febbraio 1998 - Gian Carlo Garzoni


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