Amato Lamberti
presidente della Provincia di Napoli

Amato Lamberti docente di Storia del giornalismo alla Facoltà di Sociologia dell'Università di Napoli, è da anni impegnato nel campo del sociale in particolare nei settori dell’emarginazione, della criminalità minorile, della tossicodipendenza e della tutela ambientale. Ha fatto parte della Giunta Bassolino al Comune di Napoli come Assessore alla Normalità partecipando attivamente al rinnovamento della città. Dal '95 è presidente della Provincia di Napoli.

D:Presidente Lei è un uomo poliedrico proviene da una esperienza universitaria ha fondato e diretto l’Osservatorio sulla camorra e tant’altro, come si trova in questa veste politica?
R:Nella veste amministrativa sicuramente stretta, in realtà i vincoli normativi sono tanti ed anche la macchina complessiva creata dall’amministrazione è complessa , essa è costituita dall’amministrazione in quanto tale, dal consiglio e dalla commissione, certamente non permette l’esplicitazione di tutte le potenzialità che magari uno vorrebbe mettere in campo.

D:Quando terminerà il suo mandato Lei ha intenzione di rimanere in politica o ritornerà alle normali attività che prima svolgeva?
R:Innanzitutto devo dire che intendo la politica come un servizio alla collettività, un impegno sociale; diciamo che ho incominciato a fare politica, se così si può dire, da quando ero ragazzo. A 15 anni ho creato una rivista, nata su una questione di dare risposte collettive, a quello che succedeva nella città di Salerno rispetto ai cementificatori e al tipo di politica che portavano avanti.
Anche i partiti mi sono sempre stati stretti tanto e vero che non ho mai avuto tessere, nonostante abbia ricevuto sempre sollecitazioni, se non quella dei "verdi" che è atipica essendo un movimento. L’impegno sociale continuerà sicuramente, le forme con cui questo impegno si espliciterà non lo so nemmeno io.

D:Come presidente ambientalista, cosa ha fatto in questi due anni d’incarico, per quanto riguarda gli scarichi abusivi e per ciò che riguarda l’ambiente in generale? Cosa vorrà fare?
R:Sugli scarichi abusivi, abbiamo avviato subito un controllo a tappeto, per cui il mare di Napoli è migliorato. Il monitoraggio ha comportato l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge, che partono da un importo di venti milioni in su, sia per cittadini come i proprietari delle ville di Posillipo multati per scarichi abusivi, sia per i comuni come quello di Napoli il quale è risultato il più multato. Questa operazione è in fase di ultimazione, attualmente stiamo lavorando anche al completamento delle reti fognarie per una complessiva risistemazione idrico - fognaria del territorio. Su questo versante, il ruolo della Provincia è quello di "controllo" e a tal riguardo vi stiamo lavorando.
Sul piano degli interventi del risanamento ambientale, abbiamo aperto una serie di vertenze con la regione, alcune di loro stanno dando i loro risultati. Abbiamo costretto la Regione Campania a definire gli ambiti territoriali ottimali ed a far partire la legge Galli, a tal riguardo continueremo a sollecitare gli organismi regionali su questo piano. Insieme al Ministro dell’ambiente abbiamo concluso alcune operazioni importanti, tipo quella del risanamento del fiume Sarno. Adesso stiamo lavorando sul risanamento della fascia costiera di Licola, Varcaturo, Lago Patria, tenendo conto delle nostre competenze.

D:Il parco immobiliare della Provincia, comprende degli edifici di inestimabile valore. È stato fatto un censimento completo di tutti questi beni?
R:Il parco immobiliare della Provincia, diciamo che non è molto esteso paragonandolo a quello del Comune di Napoli. Abbiamo alcuni edifici occupati come il Palazzo della Prefettura, il Palazzo della Questura, quello della sede della Provincia in p.zza Matteotti, la gran parte del Palazzo di via don Bosco. Il resto diciamo sono piccole proprietà, se si eccettua la Reggia di Portici con il parco annesso, che è affidata in comodato gratuito alla Facoltà di Agraria a Portici. Naturalmente questa situazione è ibrida tenendo conto che l’edificio è tutelato dalla Soprintendenza per i B.A.A.. La facoltà è un’istituzione a Portici, siamo di fronte ad un interesse collettivo che va tenuto presente.
Le altre proprietà provinciali sono dei piccoli riquadri stradali, parti restanti di terreno espropriato, che non sono di grandissimo valore; a tal riguardo stiamo cercando di mettere a disposizione alcune aree ai gestori d’impianti per la fornitura di carburanti, visto che la legge impone loro di uscire dai centri abitati.

D:L’Ente Provincia ha meno dipendenti della pianta organica prevista, in futuro si prevedono nuove assunzioni?
R:Sono già in atto nuove assunzioni. Per quanto riguarda l’organizzazione della pianta organica, quella che abbiamo trovato è sovrastimata ed è in realtà una sorta di risistemazione della precedente. Il tentativo che quest’anno faremo è quello di costruire una pianta organica relazionata alle esigenze dell’amministrazione, questo farà abbassare sì il numero dei dipendenti, ma comunque avremo sempre una carenza di posti, certo non così vistosa com’è attualmente.
Abbiamo bandito un concorso di 180 posti ed adesso con la mobilità prenderemo ottanta persone, le prime cinquanta prenderanno servizio il 1 luglio prossimo. Entro il ’98 contiamo di sistemare organizzativamente la macchina amministrativa.

D:In questa organizzazione è prevista l’apertura di un ufficio al pubblico?
R:Si, è già stato deliberato, attualmente si stanno facendo i lavori per l’ufficio che è ubicato qui in p.zza Matteotti. Dotato di uno sportello esterno sarà più facilmente accessibile al pubblico senza entrare nel palazzo. Il personale scelto per tale ufficio, ha già seguito un corso di formazione; contiamo di aprirlo al pubblico a settembre.

D:Da quando Lei è in carica, non si stampa più la rivista "La Provincia" è forse momentaneamente sospesa oppure non crede in questa operazione?
R:La rivista come era fatta serviva a poco, era utile per pubblicizzare le iniziative; oggi lo si può fare anche con altri strumenti, noi utilizziamo Internet ed il Televideo per fare ciò. Già da un anno è in discussione una proposta che ho elaborato per apportare modifiche alla rivista, certo i tempi sono più lunghi del previsto. Sono convinto che bisogna darle un nuovo significato, forse è il caso di pensare a più cose , utilizzare gli stessi fondi per diverse iniziative.
Attualmente dal punto di vista editoriale stiamo preparando due volumi, il primo riguarda i dipinti di proprietà della Provincia, a tal riguardo contiamo di fare una mostra di pittura agl’inizi di febbraio nel Castello Estense, di rilievo nazionale con un catalogo contenente una scheda per ogni quadro, con delle riflessioni sull’Ottocento minore napoletano. Il secondo volume sarà intitolato "La Provincia di Napoli" nel quale verrà illustrato il patrimonio presente sul territorio sia dal punto di vista archeologico, culturale, ambientale e le nostre tradizioni.

D:La Provincia di Napoli è stata la prima ad avere un sito internet già dall’ottobre ’95, ora si sta parlando di una rete civica, è una notizia vera?
R:Spero di far partire tale progetto entro un mese. Abbiamo già deliberato di attivare la rete civica per metterla a disposizione di tutti i Comuni della Provincia di Napoli e non farla solo per l’amministrazione provinciale. Una rete civica aperta; la nostra intenzione è di aprirla al territorio, alle imprese per utilizzarla come uno strumento operativo del territorio.

D:Il suo sogno nel cassetto?
R:Creare mezzo milione di posti di lavoro in provincia di Napoli.

25.06.97 - Alessandra Guerra


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