FUSARO
Nell’ambito della riqualificazione del complesso borbonico del lago Fusaro, i progetti del Giardino Storico, della Casina Vanvitelliana per attività espositive e concertistiche, dell'Ostrichina per funzioni museali, espositive e convegnistiche e degli Stalloni per uffici di orientamento per il turismo culturale, hanno carattere di complementarità con gli altri progetti previsti dal PIT Campi Flegrei in questa stessa area: il restauro della banchina e la realizzazione di un percorso naturalistico ciclo-pedonale lungo la fascia circumlacuale del Fusaro; il restauro paesaggistico della lecceta.
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Il Casino reale del Fusaro, fatto edificare da Ferdinando IV di Borbone nel 1782, sorge su di una isoletta a poca distanza dalla riva del piccolo lago. Il particolare regime idrobiologico del lago, collegato già in antico col mare a mezzo di un canale, favoriva infatti a quel tempo la pesca e l’allevamento delle ostriche, provenienti da Taranto, oltre alla caccia stagionale alla selvaggina, di cui in particolar modo il re era appassionato. Per quanto oggi la preesistenza dell’isoletta non si possa che indovinare dall’andamento declive del fondo lacustre, tutt’intorno alla piattaforma su cui sorge il Casino, è certo che prima della costruzione dell’attuale edificio sorgeva sul luogo un’altra fabbrica con funzione di rifugio e deposito di attrezzi per la pesca, esercitata dalla S. Casa dell’Annunziata, proprietaria del luogo e del relativo diritto.
Casina Vanvitelliana
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Costruita nel 1782, su progetto di Carlo Vanvitelli, per desiderio di re Ferdinando IV che la destinò agl'incontri con Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, sua seconda moglie morganatica, la “Real Casina del Fusaro” sorge su un isolotto di origine vulcanica, nel centro del lago Fusaro dei Campi Flegrei ed è collegata alla terra ferma da un classico ponte-scalandrone su pali in legno, lungo ca. 50 m. Originariamente l’isolotto, a forma ellissoidale in roccia trachitica vulcanica affiorante dall’acqua, aveva un ampiezza presumibile di circa 10 m, successivamente l’area di sedime fu ampliata per la costruzione della fabbrica, con massi e materiale vario, aggregati al nucleo originario con getto di leganti idraulici per opere marittime, realizzando l’ampiezza attuale di circa 30 m. La pianta della fabbrica è a forma ottagonale, con uno sviluppo perimetrale delle murature di circa 48 m e si articola su due livelli, oltre il tetto di copertura in legno. Essa è composta da piano terra e piano nobile, collegati da una scala interna ubicata sul versante di ponente, l’altezza complessiva della fabbrica, compreso il tetto, è di 14 m. Tutta la Casina è coronata da una banchina di approdo pavimentata in pietra lavica “pietrarsa” bocciardata, le parti più strette, quelle delimitanti gli ambulacri, hanno una larghezza di 1,40 m. Le murature portanti di spessore circa 1,00 m sono in blocchetti di tufo giallo, grigio e muratura mista in mattoni pieni. Sui due fronti opposti, quello principale di sbarco sul versante Nord e quello a Sud, sorgono due ambulacri coperti, sostenuti da pilastri in muratura, con soprastanti terrazzi e balconate.
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Questi in sintesi sono gli interventi di restauro previsti per il recupero e la messa in sicurezza della Casina Vanvitelliana, così come descritto nei grafici allegati:
- Consolidamento banchina con micropali
- Integrazione basoli lapidei
- Demolizione tramezzo (locale tecnico)
- Realizzazione drenaggio vespaio areato
- Bonifica murature con barriera impermeabile
- Realizzazione intonaco traspirante
- Restauro delle decorazioni a tempera
- Ripristino stucchi voltina interna
- Ripristino pavimentazioni originarie
- Sostituzione degli infissi in legno
- Revisione carpenteria capriate lignee
- Revisione del manto di copertura
- Restauro della scala di accesso al sottotetto
- Revisione dell’impianto fognario
- Revisione della canna fumaria
- Realizzazione di boiserie in essenza pregiata
- Mantovane e tendaggi in seta di San Leucio
- Restauro dell’altare/cappella
- Restauro dei lampioni esterni
- Revisione del ponte di collegamento
Giardino Storico
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Dalla "Carta di Firenze" si riporta la definizione di giardino storico, "come una composizione di architettura il cui materiale è principalmente vegetale dunque vivente e come tale deteriorabile e rinnovabile. Il suo aspetto è costituito da un perpetuo equilibrio, nell'andamento ciclico delle stagioni, fra lo sviluppo e il deferimento della natura e la volontà d'arte e d'artificio che tende a conservare perennemente lo stato". Proprio per la presenza degli alberi, "materiale vivo", un giardino storico è di difficile datazione: si può datare l'idea formale del giardino, ma non la materia di cui è composto.
Data la scarsità di documentazione dell'originario giardino ed all'evoluzione nel tempo dell'impianto a verde del Parco, ci si riferisce essenzialmente a vecchie planimetrie, dalle quali si può senza dubbio evincere che il giardino era un tempo diviso in tre parti distinte, quella centrale in corrispondenza dell’ingresso principale, con un tipico tracciato di aiuole, una seconda e terza zona - a sud e a nord del giardino - con semplici zone coltivate ad agrumeto e dotate di accesso secondario su Via Fusaro. Inoltre, si può senz'altro asserire che all'epoca della costruzione del padiglione per la pesca nel mezzo del lago Fusaro (1782) la vegetazione presente era costituita, prevalentemente, da Quercus robur (quercia), Quercus pubescens (roverella), e Quercus ilex (leccio), come rappresentato in alcune stampe d’epoca.
In origine il Parco, come risulta dalle scarse documentazioni storiche, era rappresentato da una fascia di litorale del lago a cui si accedeva con un viale perpendicolare alla riva, per raggiungere l'imbarcadero della Casina Reale. Erano presenti nei dintorni alcune capanne, baracche, e strutture provvisorie funzionali alle attività di pesca e di allevamento dei mitili. Ne1 1827 su tale percorso, nelle prossimità dell’Ostrichina, fu realizzato un grosso spiazzo circolare con bordo a vasca per la sosta delle carrozze e 1'abbeveraggio dei cavalli. La vera configurazione a Parco risale a circa il 1880, a tale schema necessita riportarsi per ricreare le condizioni ambientali più idonee alle caratteristiche del luogo. Alcune modifiche, avvenute nel tempo, hanno danneggiato i confini del Parco, così pure risultano compromesse le visuali retrostanti per 1'eccessivo carico edilizio, dovuto allo sfrenato abusivismo edilizio.
L’attuale progetto di recupero e restauro del giardino riguarda una parte ridotta di quello originario: l'alienazione di una parte del terreno al Comune per la realizzazione di un’area di parcheggio (lato nord), ha comportato un'interruzione dell'impianto originario del parco, per cui i viali in direzione nord ovest si fermano contro la recinzione di confine, conservando però l'impianto generale del giardino, sia come tracciato, che come essenze arboree già esistenti. Lo stato della vegetazione è molto vario per le diverse essenze presenti e l'aspetto peggiore deriva dall'aver posto a dimora piante a distanza troppo ravvicinata per aver inizialmente cercato di ottenere quello che i vivaisti chiamano "pronto effetto", ovvero dare una impressione di piantagione completa impiantando piante piccole che riempiono l'aiuola. Tale piantumazione ravvicinata e cure colturali carenti hanno provocato, più o meno marcatamente, uno sviluppo anomalo delle piante.
Il progetto di restauro del “giardino storico” mira essenzialmente alla conservazione delle piante storiche del parco con l'eliminazione di tutte le piante ed arbusti infestanti ed al ripristino dell’antico impianto ed originaria sistemazione. Esiste oggi, infatti, una vegetazione considerata “infestante” che ha coperto alcune aree del parco rendendole completamente inaccessibili. Pertanto, una volta eliminata tale flora, si valuterà l’esigenza di eseguire opportuni saggi per rilevare eventuali tracce dell'antico impianto e ritrovare così l’originaria sistemazione, rimovendo gli strati di terreno dovuti a fenomeni erosivi e ripristinando le originarie quote di campagna. Obiettivo è dunque quello di avere una massima conservazione materica delle permanenze identificate ed il rafforzamento delle tracce storiche ancora evidenti, attraverso nuovi interventi che verifichino come questi segni possano ancora svolgere un ruolo morfogenetico. Per questa ragione l'intervento si è concentrato molto su quella componente del giardino che è forse la meno soggetta alle trasformazioni del tempo, vale a dire il disegno e la configurazione del suolo.
Gli interventi previsti non alterano in alcun modo lo stato dei luoghi e riguardano sostanzialmente le seguenti opere:
- Il ripristino della muratura in pietra del parapetto della banchina del parco a confine con il lago e la realizzazione di bauletti in pietra vesuviana in sostituzione dell'attuale bordura in cemento.
- Il completamento delle aiuole con bordi in pietra di tufo a sagoma (cordoli e gavete) nonché dei percorsi con pavimentazione in taglime di tufo, recuperando il tracciato originale del giardino storico.
- Restauro della fontana circolare (aiuola centrale), del pozzo (ex agrumeto) e della garitta (lato sud Ostrichina).
- Il restauro dell’ingresso secondario a sud del parco composto da cancello a doppia partita di ferro lavorato sostenuto da pilastri in mattoni.
- La realizzazione di cunicoli per la raccolta delle acque meteoriche e per l’allacciamento delle tubazioni relative al sistema fognario della Casina, Ostrichina, Cabina impianti e Stalloni con la rete comunale esterna al parco.
- Il ripristino della cancellata d’ingresso in ferro lavorato a confine del parco lungo Via Fusaro, nonché la integrazione dei basoli di pavimentazione della piazzola d'ingresso principale che divide i due corpi di fabbrica cosiddetti "Stalloni".
- Innesto del percorso naturalistico ciclo-pedonale della fascia circumlacuale del Fusaro, lungo il confine dell’area “ex agrumeto”.
- La predisposizione dell'area (ex agrumeto), ubicata a sud-est in prossimità dell'ingresso secondario, per manifestazioni, allestimenti, concerti, etc. di grande valenza culturale e di notevole attrazione turistica.INTERVENTI PREVISTI PER IL VERDE
- Eliminazione della flora infestante e manutenzione del verde con opere di abbattimento, potatura, concimazione, pulizia ed irrigazione.
- All’interno delle aiuole è previsto prato senza bordura vegetale, che arriva fino al viale con una bordura di tufo. La fontana deve essere circondata dal prato e da cespugli di fiori.
- Istallazione di elementi di arredo urbano - portabiciclette, panchine, raccogli-rifiuti - ed attrezzature per area giochi - scivoli, altalene, giostre.Ostrichina - La Villa del lago
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Il restauro dell’Ostrichina costituisce un importante tassello nel programma di recupero dell’intero parco del Fusaro, iniziato con la riapertura della Casina Vanvitelliana e del ponte ligneo che la collega alla terraferma. L’Ostrichina si distingue per la sua particolare ubicazione, sulla riva del lago di fronte alla Casina, circondata da un’area coltivata a giardino prevalentemente di palme e piante di pino, in posizione particolarmente panoramica e ben collegata con strade e mezzi pubblici (ferrovia “Cumana”). L’edificio non ha subito danni rilevanti in seguito al terremoto del 1980 ed agli eventi bradisismici successivi e non mostra nei paramenti murari quadri fessurativi causati da cedimenti differenziali delle fondazioni. Le condizioni di degrado derivano essenzialmente da uno stato di abbandono e dalla totale mancanza di manutenzione, che hanno comportato il crollo di alcuni tetti di copertura, infiltrazioni meteoriche, umidità di risalita, degrado delle murature, distacco di intonaci e stucchi, danneggiamento delle pavimentazioni, degli elementi in ghisa ed in ferro, degli elementi lignei della scala e degli infissi.
L’intervento di restauro dell'Ostrichina, è iniziato qualche anno fa con lavori finanziati dal Ministero BB.AA.CC. inerenti il miglioramento statico delle strutture portanti verticali, attraverso la sostituzione degli elementi portanti orizzontali ed il rinforzo delle murature nelle zone di piattabanda e di cordolo, la sostituzione degli orizzontamenti nel corpo principale e nella parte aggiunta occidentale (sostituzione dei fatiscenti solai in putrelle di acciaio e tavelloni con travetti prefabbricati precompressi in c.a. e laterizi), il rifacimento della copertura lignea (parte piana e falde) sull’ambiente scala del corpo principale e sui quattro confinanti, nel rispetto della tipologia lignea originaria. La struttura di copertura del vano scala è costituita da un tetto a quattro falde appoggiato sul perimetro rettangolare dell’ambiente (circa 8.00x6.40 m). La struttura portante è costituita da due capriate principali ortogonali, da quattro puntoni d’angolo e da un’orditura minore a sostegno delle quattro falde di tegole. Le capriate sono del tipo composto e sono costituite da puntoni, catene, monaco e saettoni che poggiano sui muri perimetrali. La funzione dei saettoni è quella di ridurre la luce dei puntoni e quindi le sollecitazioni di flessione. I saettoni insieme al monaco formano un sistema reticolare secondario interno al sistema reticolare principale costituito dal triangolo dei puntoni e della catena. I puntoni e la catena sono realizzati con travi di castagno di sezione circolare di diametro medio 22 cm, mentre il monaco e i saettoni hanno rispettivamente sezioni circolari medie di 30 cm e 15 cm. Le capriate insieme ai puntoni d’angolo sostengono una sovrastruttura composta da un tavolato ricoperto di guaina impermeabilizzante, solettina di calcestruzzo alleggerito e ricopertura in tegole piane.
Alla quota di imposta del tetto, è stato rifatto il solaio piano in travi di legno e panconcelli. Analogamente è stata realizzata la sostituzione delle strutture di copertura dei quattro vani confinanti con quello della scala. Tali coperture sono costituite da tetti a tre falde e da sottostante solaio piano in travi di legno e panconcelli. Gli impalcati in legno realizzati (con estradosso alla quota di base dei tetti a falde), hanno struttura portante costituita da travi in legno di castagno a sezione circolare con diametro medio pari a 25 cm; le travi, con interasse di 90 cm circa, sono appoggiate sui muri perimetrali nel senso minore della luce, in aderenza allo schema statico originario che è stato integralmente riproposto. L’ampio corpo aggiunto sul lato ovest (circa 20x12 m), è costituito dal solo piano terra e coperto a terrazza per tutta la sua estensione. La sua particolare conformazione planimetrica, caratterizzata dalla simmetria delle aperture, ha suggerito, una volta rimossi i muri divisori interni e sostituito il solaio di copertura ad unica campata, la realizzazione di una grande sala con pavimentazione in marmo di disegno originale. I marmi scelti (bianco pisanello, bardiglio imperiale, giallo di Siena) sono stati adottati in sostituzione dei preesistenti e variegati pavimenti in mattonelle di cemento e graniglia, conferendo nel contempo sobrietà e grandiosità al nuovo spazio unitario della sala. Questo parziale restauro si è concluso poi con l’inaugurazione del Salone, che ha consentito l’apertura della mostra Nova Antiqua Phlegraea, a cura della Soprintendenza Archeologica di Napoli.
Esternamente, infatti, la fabbrica si presenta in pessime condizioni con vasti distacchi di intonaci e stucchi. Per vari anni le acque piovane sono penetrate all'interno in quanto i solai di copertura erano sfondati. Gli infissi sono inesistenti e sono rilevabili solo alcuni telai e controtelai. Il ferro dei solai del corpo aggiunto a sud risulta molto ossidato e minaccia la stabilità dell'intera struttura. Parzialmente consolidata da precedenti interventi, l’Ostrichina necessita di una accurata revisione delle fondazioni e delle strutture portanti di calpestio a piano terra, costituite da volte in muratura, stirate, che creano una intercapedine di circa 1,5 m di isolamento dal sottostante livello medio delle acque del lago. Nonostante tale accorgimento, è presente un diffuso fenomeno di umidità di risalita lungo le pareti portanti che va eliminato adottando il criterio di sbarramento chimico nelle murature.
Il progetto di completamento nel suo insieme prevede l’adeguamento dei locali a sala conferenze, videoteca, biblioteca ed emeroteca per una utilizzazione dell’immobile a fini turistico-culturali e di interesse pubblico quali: manifestazioni, convegni, mostre, etc., oltre a dotarla di spazi idonei per servizi e ristoro necessari per lo svolgimento di tali funzioni in modo ottimale. Il progetto di restauro rispetta in pieno le peculiarità architettoniche dell'edificio pur dotandolo di tutti gli impianti necessari per la destinazione suindicata. I servizi e gli ambienti destinati ad uffici ed all'amministrazione della struttura, infatti, sono ubicati nel corpo di fabbrica aggiunto a lato sud. La possibilità di utilizzare gli spazi interni ed esterni dell’Ostrichina per manifestazioni, concerti, congressi, etc., integrata con le potenzialità degli spettacoli estivi previsti nell'area del parco (ex agrumeto) e con specifici avvenimenti e mostre particolari, compatibili con gli spazi del Casino Reale, consentirà la realizzazione di manifestazioni nell'arco dell'intero anno, modulate secondo le necessità dei vari organismi, sia pubblici che privati.
A questo scopo, sono previste le seguenti opere: un vespaio areato al di sotto del piano di calpestio del solo corpo aggiunto a sud e la bonifica di tutte le murature dall’umidità di risalita a mezzo di barriera impermeabilizzante e di intonaco traspirante per l’intero piano terra fino ad una altezza di 3,50 m; il consolidamento delle murature con la tecnica dello scuci e cuci e la sostituzione di vecchie piattabande su finestre e vani di passaggio; la sostituzione dei vecchi solai in ferro del corpo aggiunto (quota 3,50 m e 6,50 m) con nuovi profilati IPE 160; la realizzazione di un nuovo solaio con travetti prefabbricati precompressi in c.a. e laterizi nel corpo centrale (quota 3.50 m) per la realizzazione di un locale tecnico ove ubicare le macchine dell’impianto termico; il consolidamento della scala interna in ferro; sostituzione di tutti gli infissi interni ed esterni in legno di castagno secondo il disegno originario; nuove controsoffittature in cartongesso in tutti i locali per nascondere le canalizzazioni degli impianti; nuove pavimentazioni in marmo al piano terra del corpo principale ed in cotto al piano ammezzato (quota 3,50 m) e al piano primo (quota 6,50 m); nuova impermeabilizzazione e pavimentazione sulle terrazze; la reintegrazione di stucchi e cornici interne ed esterne alle aperture; l’adeguamento dell’immobile ai portatori di handicap con realizzazione di rampa di accesso ed impianto ascensore per raggiungere il piano superiore (quota 6,50 m); nuovi locali igienici; la realizzazione di due comignoli esterni sul tetto lato sud per la presa e l’uscita d’aria degli impianti.
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A completamento dei lavori di restauro, consolidamento e recupero funzionale, per l’Ostrichina sono previste le seguenti lavorazioni:
Demolizioni - Rimozioni - Sostituzioni
- Sostituzione bocchette di areazione
- Sostituzione pluviali
- Rimozione intonaco cementizio
- Sostituzione infissi
- Demolizione murature, pavimenti, rivestimenti, solai.
Consolidamento - Opere Strutturali
- Consolidamento delle murature con scuci e cuci
- Reintegrazioni delle malte
- Consolidamento con rete elettrosaldata
- Consolidamento incroci murari
- Reintegrazione delle murature
- Realizzazione piattabande in c.a.
- Realizzazione piattabande in ferro
- Consolidamento delle aperture con iniezioni armate
- Consolidamento scala in ferro e relativo ballatoio
- Realizzazione drenaggio vespaio areato
- Bonifica murature con barriera impermeabile
- Realizzazione soletta armata
- Realizzazione nuovi solai di copertura
- Realizzazione vano ascensore
Ripristini - Ricostruzioni
- Ripristino aperture preesistenti
- Reintegrazioni stuccature e rifacimento intonaco
- Realizzazione intonaco traspirante
- Tinteggiatura ai silicati
- Tinteggiatura a calce
- Reintegrazione delle cornici
- Trattamento ignifugo delle strutture lignee
- Impermeabilizzazione ed isolamento termico
- Realizzazione controsoffittature
- Realizzazione pavimentazioni esterne
- Realizzazione pavimentazioni interne
- Ripristino scala esistente
- Revisione manto di copertura
- Restauro
- Pulitura con eliminazione microflora
- Risanamento opere in ferro
- Revisione infissi esistenti
- Reintegrazione di elementi lapidei
Nuove opere
- Realizzazione di nuove murature
- Realizzazione nuova scala
- Realizzazione rampa d'accesso
- Realizzazione di nuovi elementi in ferro
- Realizzazione impianto idrico/sanitario
- Realizzazione impianto ascensore
- Realizzazione nuovo marciapiede
- Nuovi elementi lapidei
- Realizzazione nuovi infissi
- Adeguamento nuovi impianti
- Nuovi rivestimenti
Stalloni
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Nell’ambito del progetto di restauro e riqualificazione del complesso borbonico del lago Fusaro, il progetto di seguito illustrato riguarda il restauro ed adeguamento funzionale degli “Stalloni”. Costituiti da fabbricati bassi, a pianta rettangolare essi si sviluppano longitudinalmente lungo il perimetro esterno, su via Cuma, interrotti dall’ingresso centrale munito di cancello in ferro; hanno pianta allungata, un solo livello, costituiti da un semplice disegno architettonico con bucature ad arco. Oltre alla funzione di muro di cinta con ingresso centrale con cancello, erano in origine postazione per il corpo di guardia. Attualmente gli ex Stalloni, sono costituiti da due corpi di fabbrica, che ospitano gli uffici del personale dell’Ente Gestore del Parco del Fusaro, che è il Centro Ittico Campano S.p.a.
Le nuove destinazioni d’uso previste si dislocano nella seguente maniera nei due corpi di fabbrica:
- nel corpo A, alla sinistra del cancello principale d’ingresso al parco, si dispongono, dall’esterno sinistro del corpo, una sala archivio, con ingresso dalla strada, una sala riunioni, servizi igienici, sala uffici, direzione ed infine un guardiola, entrambi gli ultimi due locali con servizi igienici riservati;
- nel corpo B, si dispongono, di seguito, locali per accoglienza turistica, con solo ingresso dalla strada esterna, ma con affaccio interno sul parco tramite finestra. Tutti i locali del corpo B presenteranno servizio igienico riservato.
Lo stato di conservazione degli stalloni non è certamente adeguato all'importanza del sito storico. è stata individuata, pertanto, per il blocco A la destinazione ad uffici di gestione del Centro Ittico Campano (attualmente in loro uso) e per il blocco B la destinazione ad uffici di orientamento per il turismo culturale. Il progetto di restauro e di riqualificazione prevede infatti interventi per la ridefinizione planimetrica e prospettica secondo l'impianto originario, il recupero delle murature da problemi di umidità e relativo restauro delle finiture, l’adeguamento degli impianti alle nuove destinazioni d’uso. Questi in sintesi gli interventi previsti:
- Sostituzione delle pluviali
- Sostituzione degli infissi
- Demolizioni/sostituzioni di murature, pavimenti e rivestimenti
- Demolizione di soppalco nel locale pescheria
- Sostituzione dell’attuale zoccolatura di rivestimento
- Realizzazione di drenaggio e vespaio areato
- Bonifica delle murature con barriera impermeabile
- Realizzazione di nuovo intonaco traspirante
- Tinteggiature
- Nuove controsoffittature
- Impermeabilizzazioni ed isolamento termico
- Sostituzione delle attuali pavimentazioni interne
- Nuove pavimentazioni esterne
- Realizzazione di nuove tramezzature interne
- Realizzazione di impianti idrico/sanitari
- Adeguamento dei locali con nuovi impianti