Antonio de Curtis - Totò, 1990
opera in terracotta, cm 40 x 40 x 25

Napoli - Via Santa Maria Antesaecula

La figlia dell'attore ha inaugurato la statua alla presenza di centinaia di persone
Totò è tornato alla Sanità - Festa in tutto il quartiere

(t.b.)
- Gli altoparlanti diffondono «Malafemmena» e la gente della Sanità si assiepa attorno al palco. Il lenzuolo si solleva piano piano e il busto di Totò appare: da ieri, dunque, la Sanità ha la sua statua. Si è ripresa quello che il Comune le aveva negato.
Per L’associazione cattolica «San Vincenzo Ferreri», che aveva organizzato la cerimonia, è stato un successone. Commosso il presidente, Franco Perrella, e orgoglioso per tanta pubblicità commossi gli abitanti di via Santa Maria Antesaecula dove il busto è stato sistemato, commossa pure Liliana De Curtis, la figlia di Totò, che ha avuto l’applauso più lungo.
«La sistemazione di questo busto qui alla Sanità - dice Liliana - è un riconoscimento pulito e autentico all’arte di Totò. Mi piace la statua, che raffigura mio padre com’era nella vita di tutti i giorni, semplice e sorridente».
Il busto di argilla, collocato in una nicchia di marmo nero, è un dono dello scultore Antonio Januario. E’ stato collocato nel muro di un palazzo vicino a quello dove Totò nacque.
Per un paio d’ore alla Sanità il traffico si è bloccato. Chiusa via Santa Maria Antesaecula, la confusione è stata incredibile. Per osservare l’inaugurazione la gente si è affacciata dai balconi, è salita sulle auto in sosta, si è arrampicata sui davanzali. Sono state scene di entusiasmo e di allegria generale. Non è mancato l’accenno allo scudetto in arrivo e la frecciata velenosa a Milano e ai milanisti. Liliana De Curtis non è d’accordo, infatti, con l’idea di creare a Milano un museo dedicato al padre: «Totò era napoletano e non dev’essere scippato alla sua Città
».
La cerimonia in via Santa Maria Antesaecula si è conclusa con una gran baldoria generale, sotto lo sguardo compiaciuto e soddisfatto di Totò.
L’altra statua, intanto, quella del Comune, resta nei depositi del Maschio Angioino. Gli assessori ogni tanto si impegnano a sistemarla alla Sanità, ma ogni volta sono meno convincenti. «Quando ho saputo di questa statua - ricorda Lillana De Curtis sono stata molto felice. Poi non se n’è fatto più nulla, e l’entusiasmo mi è passato. Non hanno voluto metterla in villa comunale perchè hanno detto che non si adattava alle altre statue di marmo Ma io credo che ai napoletani questo non interessi».

tratto da: "il Giornale di Napoli" del 26/04/90

 

Napoli 6/12/93
Al bravissimo
Antonio Januario
un ringraziamento di cuore
per il bellissimo Busto
sito alla "Sanità" di mio padre
con sentita ammirazione
e stima per tutte le sue
opere. Bravo
Liliana de Curtis
Totò