Al Caffè Gambrinus rivive la Belle Epoque
(lA REPUBBLICA - Giovedì 10 Maggio 2001)

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IL PESO della storia si farà «sentire» negli ampi saloni decorati dell’ottocentesco Caffè Gambrinus. E sarà un soffio di «belle èpoque» quello che spirerà nei locali dell’originaria Foresteria di Palazzo Reale, dove domani (ore 20.30, su invito) si esibiranno gli eredi dei grandi padri della canzone napoletana come Ernesto de Curtis, Libero Bovio, Giovanni Capurro, Guido Nicolardi, Armando Gil, Ernesto Murolo.
Figli e nipoti di poeti e musicisti che hanno scritto la storia della tradizionale canzone d’autore si ritroveranno nei locali gestiti da Antonio e Arturo Sergio per battezzare con un concerto-evento la restituzione al Gran Caffè del piano-terra (200 mq) che affaccia su Piazza del Plebiscito, per anni affidato al Banco di Napoli.
Salirà la memoria, con le voci del tenore Federico de Curtis (e della figlia Marina), nipote di Giambattista ed Ernesto e cugino lontano di Totò: riproporrà la celebre «Torna a Surriento» scritta dagli zii. Risuoneranno le note di «Luna Rossa» di Vian e riprese dalla figlia Adele, quelle di «‘O Sole mio» firmate da Giovanni Capurro e - presentate domani dalla voce del nipote Luciano. Da un pianoforte correranno le musiche di «Come pioveva»,
scritta da Armando Gil, grazie all’esecuzione dei nipoti Maria Rosaria e Gaetano. Guido Nicolardi, nipote di Eduardo (autore con Ernesto de Curtis di «Voce ‘e notte») solcherà la tradizione dello zio, mentre Delia Catalano riproporrà alcuni testi di E.A. Mario come «Santa Lucia luntana». La serata sarà trasmessa in diretta uve sul sito www.napoliteleweb.it e sarà integrata da un’esposizione virtuale sulla canzone napoletana curata dall’associazione Interviù. Aprirà la ricostruzione storica di Angelo Calabrese e Aldo De Gioia, storico e poeta napoletano, che racconta. «Gabriele D’Annunzio trovò l’ispirazione per scrivere la celebre «‘A vucchella», poi eseguita da Caruso, nei locali del Gambrinus: non aveva carta, così vergò i testi sul marmo di un tavolino».

(Ferruccio Fabrizio)