Mario E.A.
(Gaeta Giovanni Ermete)

MARIO E.A. (Giovanni Ermete Gaeta) - Napoli, 5 maggio 1884 - 24 giugno 1961.
Agli esordi, troviamo che il poeta si firmava, a chiare lettere, con nome e cognome: Giovanni Ermete Gaeta. Egli si sentiva, ed aspirava, ad essere poeta in lingua e dedicava i suoi versi a Carducci, a Mazzini. Poi ci fu, come dire, un piccolo incidente: la sua Canzone a Mazzini, non piacque a Mario Rapisardi, acceso mazziniano, che gli dedicò una «dolce rampogna». Il poeta, allora, prese a rivolgere la sua musa principalmente verso la poesia dialettale e adottò, nel 1905, lo pseudonimo che doveva diventare famoso in tutto il mondo: E.A. Mario. A proposito di questa decisione, scriveva al suo fraterno amico, Alessandro Sacheri, giornalista a Genova: Ho cambiato nome, non mi chiamo più Ermete, mio buon Alessandro: mi chiamerò Mario, perché anche diventando un canzoniere mi pro pongo di essere un cavaliere della canzone come il grande mazziniano fu cavaliere della democrazia e di quello che fui serberò le iniziali dei nostri due nomi: mi chiamerò dunque E.A. Mario.
Ecco spiegato uno pseudonimo che tanta curiosità ha destato, per lungo tempo, in chi non ne conosceva il significato.
Ho pensato spesso, fra me e me, che in E.A. Mario, si nascondessero non uno, ma dieci artisti, alimentati dallo stesso cervello e dallo stesso cuore, e tutti presenti in una più che unica ed esuberante individualità fisica.
Artisti che poi cedevano, ciascuno a sua volta, parte di sé all’animatore numero Uno, per assoggettarsi alla «Marioplastica», ossia il tocco finale ed insuperabile che preludeva una firma in se stessa garanzia di serio impegno artistico ed inconfutabile gloria: E.A. Mario.
L’attività di questo poeta è stata vulcanica o, ad esser più propri in tema logistico: «vesuviana».
L’arte di E.A. Mario derivò dal vulcano sì caro a Plinio, con l’ardore, l’incandescenza e il fuoco dello «sterminator Vesevo».
L’arte del poeta fu fiamma e fuoco: fuoco che bruciava sempre più addentro, fiamma ch’era sempre più viva, a dispetto degli anni che si accavallavano l’uno sull’altro.
Gli è che E.A. Mario, fin dai primi passi, fu segnato dal tocco inconfondibile del Genio che gli fu compagno assiduo per tutta la vita, e più gli diventava fedele quanto più gli anni passavano, quasi come se il Poeta non se ne avvedesse nemmeno, preso nella euforia di una intramontabile dionisiaca giovinezza. E fu solo negli ultimi mesi della sua vita che, -  per le troppe sofferenze sfociate in una pietosa immobilità - la sua attività si fermò.
Ma i suoi occhi vivi e intelligenti esprimevano tutto, la sua mente lucida e serena intuiva tutto!
Fino a pochi mesi prima, però, la versatilità dei Nostro erompeva ed aveva propaggini estese e profonde in tutti i campi ove l’arte detta il suo verbo. Un articolo di analisi storica o di esegèsi letteraria? E v’era la sua firma. Una novella di colore o di pura fantasia? Ed era firmata E.A. Mario.
Una polemica ove occorreva spezzare una lancia in difesa del nostro dialetto? Ed a piè di pagina la firma era sempre la stessa. Una lirica di squisita fattura od una canzone toccante o piena di brio? E la sigla si ripeteva ancora, sempre brillante: E.A. Mario... E.A. Mario... Cinque sette, dieci artisti in uno!
Per E.A. Mario la Poesia è stata un «Vangelo» un atto di fede senza fine, una dedizione continua ed assoluta.
L’artista è come un sacerdote a cui il sacrificio dà più passione e più fervore, a seconda della gravità ch’esso comporta.
Nella storia della letteratura napoletana, il nome di E.A. Mario rimarrà un fenomeno unico di produttività feconda di belle messi e di rigogliosi frutti.
I SUCCESSI
In dialetto: Cara mammà (1904), A Mergellina (1905), L’acquaiola nova (1905), Addò me vasa Rosa (1907), Ammore ‘e femmena (1908), Ammore capricciuso (1909), Core ‘n campagna (1909), Ammore guaglione (1910), Comme se canta a Napule - v. e m. - (1911), Canzona napulitana - v. e m. - (1912), Funtana all’ombra - v. e m. - (1912), ‘A canzone ‘e Santa Lucia - v. e m. - (1913), Addio giuventù - solo musica - (1913), Ammore giovane - solo musica - (1913), Io na chitarra e ‘a luna - v. e m. - (1918), Maggio si’ tu! - v. e m. - (1913), Tu si’ comm’ ‘a palomma - solo musica - (1913), Casa e campagna - v. e m. - (1914), Rumanzetta militare - solo versi - (1914), Tammurriata all’antica - solo musica - (1914), Serenata all’imperatore - v. e m. - (1915), Tammurriatella - solo musica - (1915), ‘A gradiatella - v. e m. - (1916), Buongiorno a Maria - v. e m. - (1916), Canzona vesuviana - v. e m. - (1916), Napule mio - v. e m. - (1916), Amorcunzento - v. e m. - (1917), Casarella a Marechiaro - solo versi - (1917), ‘0 bbene - v. e m. - (1917), Aria serena - solo musica - (1918), Napulitanamente - solo musica -(1918), ‘0 festino - solo musica - (1918), Presentimento - v. e m. - (1918), Spusarizio ncampagna - v. e m. - (1918), ‘A canzone ‘e Pusilleco (1919), ‘A legge - solo musica - (1919), Ddoie serenate - v. e m. - (1919), Santa Lucia luntana - v. e m. - (1919), il licordino - solo musica - (1920), Serenatona - v. e m. - (1920), L’America - v. e m. - (1921), Primmavera deliziosa - v. e m. - (1921), Serenata smargiassa - solo musica - (1921), Tanto piacere - solo musica -(1921), Testamento - solo musica - (1921), Canzone appassiunata - v. e m. - (1922), Mandulinata a Surriento (1922), Napule è na canzone - solo versi - (1922), Carnevale ngalera - solo musica - (1923), Core furastiero - solo musica -(1928), Mandulinata ‘e ll’emigrante - solo versi - (1923), Vide Napule - solo musica - (1924), Primmavera dispettosa - solo musica - (1925), Se dice... - v. e m. - (1925), L’Italia - solo musica - (1926), Cinematografo - solo versi con lo pseudonimo di «Silla» - (1927), Napule signorsì - v. e m. - (1927), Duie Paravise - solo musica - (1928), Il fu scugnizzo - v. e m. - (1928), Passa ‘a bandiera (1928), Senza nomme - solo versi - (1929), Aniello a fede - solo musica - (1930), Ll’ommo si’ tu! - solo musica - (1981), Mierolo afjurtunato - solo musica - (1931), ‘0 pate - v. e m. - (1931), Tammurriata muderna - v. e m. - (1931), Canzona mbriaca - solo musica - (1982), Mamma sfurtunata - solo musica -(1932), ‘0 telefono - solo musica - (1982), Primma, siconda e terza - solo musica - (1982), L’oro d’ ‘e suonne - solo versi - (1933), Priggiuniero e guerra - solo musica - (1933), Tammurriata nera - solo musica - (1944), ‘0 vascio - solo musica - (1946), Palomma d’ ‘o mare - solo versi - (1948).
In lingua: Mon amour! - solo versi - (1904), Come l’onda - solo versi - (1908), Bolero d’amore - solo versi - (1909), La bella giardiniera - solo versi - (1910), Stro fette paesane - v. e m. - (1910), Godi anche tu... - v. e m. - (1911), Gli alberi parlanti - v. e m. - (1911), Sincerità - v. e m. - (1911), Stornelli d’autunno - solo versi - (1911), Stornelli sinceri - v. e m. - (1911), Strofette amare - v. e m. - (1912), Canzone di trincea - v. e m. - (1915), Ladra - v. e m. - (1916), Farfalla - v. e m. - (1918), La leggenda del Piave - v. e m. - (1918), Biondo fantasma - v. e m. -(1919), Gioia mia! - solo musica - (1919), Le rose rosse - v. e m. - (1919), Vipera - v. e m. - (1919), E l’edera sei tu - v. e m. - (1920), Soldato ignoto - v. e m. - (1920), Color sincerità - solo musica - (1928), Giava del cuore - solo musica - (1925), Balocchi e profumi - v. e m. - (1929), Nostalgia di mandolini - solo versi - (1936).

Ettore de Mura - Enciclopedia della Canzone Napoletana
Casa Editrice
IL TORCHIO, Napoli 1969
 

bruna1.jpg (25434 byte)
Bruna Gaeta Catalano

ricorda il "padre"
eamario.jpg (36771 byte)
E.A. Mario
Leggenda e storia
funtane.jpg (35920 byte)
E.A. Mario
Funtane e Funtanelle
image08.jpg (18922 byte)
E.A. Mario
MCMLXXXIV

E.A. Mario

'A storia d' 'o core

E.A. Mario

All'insegna della Sirena

Galleria d'immagini
Documenti e locandine

La leggenda del Piave
Foto e storia

Il "canto degli emigranti" è un genere musicale che ha avuto il suo massimo splendore partendo dagli anni '10 del '900, ossia nel periodo delle grandi emigrazioni in massa del popolo italiano, (in particolar modo di quello napoletano) nel Nuovo continente.
Generalmente la sua musica è una struggente melodia, anche se spesso è capitato che il canto è costruito su generi allegri, a volte anche a ritmo di tarantella. Tra i poeti, specializzati in questo genere, citiamo E.A. Mario e Mario Nicolò.
E.A. Mario può senza dubbio essere considerato il capostipite di questo genere musicale, grazie alla realizzazione, nel 1919, dell'inno degli emigranti per eccellenza Santa Lucia luntana. Il brano scavalca velocemente i confini italiani per affermarsi senza sosta in America, Argentina, Brasile e in Europa. Tantissime sono le incisioni su supporto a 78g di "Santa Lucia luntana", da Enrico Caruso a Beniamino Gigli, da Franco Ricci a Gilda Mignonette, a Francesco Albanese. "Santa Lucia luntana" non è il solo brano di successo di E.A.Mario, il quale negli anni successivi, ripete l'operazione, realizzando Canti degli emigranti di grande notorietà: "Mandulinata 'e ll'emigrante", "Cantano l'emigrante", "O sole 'e Napule", "Senza Napule", "Quanno pienze a Napule", "Salutissimi", ecc.

La "tammurriata" è una canzone allegra in cui il tamburo ("tammurro"), agitato dal cantante, diventa protagonista fra tutti gli altri strumenti accompagnatori. E, sovente, questo, si sostituisce anche al canto, relegando l'interprete al semplice ruolo di ballerino. Rientrano in questo genere musicale, purché abbiano ritmo, anche le canzoni campagnole. Il ritmo della tammurriata è quasi sempre regolare per tutta la durata della canzone, anche se, spesso, è crescente sotto il finale. E.A.Mario e Giuseppe Capaldo sono gli autori più fertili di questo genere musicale.
E.A.Mario lancia la sua prima tammurriata di successo nel 1914, con il brano Tammurriata all'antica interpretata da Elvira Donnarumma, per poi ripetersi l'anno dopo con Tammurriatella. Il suo percorso continua con Tammurriata muderna, Tammurriata e 'na vota, Tammurriata a Serafina, Tammurriata appassiunata, Tammurriata a mmare per definirsi, esattamente trent'anni dopo la sua prima tammurriata di successo, con Tammurriata nera, del 1944, affidata alla genialità della cantante-attrice Vera Nandi. Anche Giuseppe Capaldo è stato un esperto del genere, cogliendo allori con i brani Tammurriata nuvella del 1917, Tammurriata cafona del 1918 e O tamburriello del 1919.

Quel particolare genere musicale di "canzoni di guerra", ha avuto nel corso del '900 poche canzoni, o meglio, poche audizioni di Piedigrotta che trattassero il tema della guerra (visto anche il pericolo di chi scriveva o interpretava un brano con protagonisti i leader della prima o seconda guerra mondiale). Sempre nel 1919, il comm. Gaeta, in arte E.A. Mario, realizza l'emblematica Leggenda del Piave, brano che animò i Fanti d'Italia al prodigio della resistenza e della vittoria. Come nasce il leggendario canto, lo spiega lo stesso autore in un'intervista rilasciata al giornale La follia di New York (il quotidiano degli emigranti, stampato in America):"…i soldati dal fronte insicuro, mi domandavano canzoni. "Che grande bisogno di un po' di musica, d'arte, di cose belle e buone - mi scriveva il capo-musica del 21° fanteria". Ed un tenente del 93° fanteria mi scriveva "Mandateci quassù qualche vostro bel canto che ci faccia sognare il mare e il cielo di Napoli". Ed un sergente della Terza Armata mi inviava i versi pubblicati dalla Tradotta (il giornale di trincea) perché glieli rispedissi musicati. Ed un poeta soldato veneziano mi inviava le strofe d'una barcarola grigio-verde. Un ardito mi domandò, a nome di tutto il 2° Reparto d'assalto, un inno sugli arditi, perché, aggiunse, siamo parecchi che sappiamo suonare il mandolino. E lo stesso giorno che la minaccia dell'usciere mise in pericolo l'esistenza della mia Casa editrice, ricevetti una cartolina dei soldati che mi promettevano di "confermare e cantare l'ultimo ritornello nei giorni della riscossa".

Antonio Sciotti


repetita Iuvant
Ricordare e ripetere non è mai troppo tardi...
Saggio analitico sul dialetto napoletano di
Bruna Catalano Gaeta


'E ttre Madonne
TRILOGIA MARIANA
Bruna Catalano Gaeta

video-clip


Bruna Gaeta Catalano
"ricordo d'infanzia"

KB 992

Bruna Gaeta Catalano
"la prima canzone"

KB 2.875

Italia Gaeta Nicolardi
"aneddoto"

KB 3.370

Bruna e Italia Gaeta
"sincerità"

KB 2.987

Bruna Gaeta Catalano
" 'e pubblicazioni"

KB 1.941

Bruna e Delia Catalano
"Tammurriata nera"

KB 7.641

Delia Catalano
"passione per il canto"

KB 3.354

Delia Catalano
"Santa Lucia luntana"

KB 2.335

Il pianoforte di E.A.Mario in Conservatorio


Copyright (c) 2005 [Interviù]. Tutti i diritti riservati.
Web Master: G.C.G.