COME NACQUERO QUESTE CARDUCCIANELLE

Fu così: Le Odi barbare del grande italiano mi conquistarono per la potenza del verso austero e zampillante insieme.
E considerando l’efficacia di quella metrica che
-
come scriveva Egli stesso - s’informava alla lirica dei greci e dei latini, io pensai che la nostra poesia dialettale, così ricca di vocaboli e di espressione, se ne sarebbe potuta avvantaggiare nella medesima maniera.
Ciò premesso, non restava che tagliare la stoffa napoletana su quella misura e rivestire la musa aristocratica con abiti da popolana. Provai. Vi perdette essa in bellezza?
Il tentativo delle odi e delle asclepiadee richiese tempo e lavoro, ma continuai decisamente, lungo il ginepraio degli esametri, dei pentametri e dei gliconici.
I primi due saggi furono pubblicati dal Corriere di Napoli e dal Pungolo, ed insieme con alcuni altri li mandai al Maestro, arrischiando la richiesta del suo parere perché il mio povero libriccino si facesse bello del suo nome in caso di assoluzione.
E la prefazione venne, dopo qualche tempo, quando più non la speravo. La trovai già composta nel Don Marzio, dove allora ero redattore, e dove i miei colleghi vollero farmi una graditissima sorpresa.
Eugenio Sacerdoti, direttore allora del surriferito giornale ed amicissimo del Carducci, la fece precedere dalle seguenti parole:
"L’amico e collega Giovanni Capurro ha compiuto un tentativo assai ardito, componendo le sue napoletane Carduccianelle, sul metro e alla maniera delle Odi barbare di Giosuè Carducci.
"Quanto studio e quanta fatica sia costato al mio modesto ed operoso amico, sappiamo noi tutti del Don Marzio. Ma la sua fatica ha ottenuto un premio superbo: il Carducci, buono quanto grande, gli ha scritto questa lettera che io sono orgoglioso di pubblicare ".
Le mie Carduccianelle furono dunque pubblicate ed inviate pel primo al mio Massimo prefatore, ma otto anni dopo mi pervenne la seguente cartolina:

Bologna 1° nov. 190

"Caro Signore
Avrei bisogno del suo opuscolo "Carduccianelle" versi con lettera di Giosuè Carducci.
Sarebbe ella tanto buono da farmene tenere una copia?

GIOSUE CARDUCCI

E subito dopo 1’invio di due copie, l’una della prima, l’altra della seconda edizione, ebbi un’altra cartolina semplicissima, brevissima, ma di sapore più intimo ed affettuoso ancora:

"Grazie

Bologna 10 nov. 1901

obbl. aff.mo
G
IOSUE CARDUCCI"

Nondimeno, giacché gli uomini si giudicano con molta facilità, s ‘è detto che il Carducci fosse straordinariamente superbo.
Quanto a me, sono così convinto del contrario che non saprei metter fuori questa terza edizione delle mie Carduccianelle senza ristamparla quale omaggio alla memoria di Lui, mentre l’Italia intellettuale s'inchina riverente e commossa innanzi la tomba del suo altissimo poeta.
E senz'altro, ecco la lettera:

Bologna 30 gennaio 1893

Caro Signore,
La metrica delle Odi barbare io non avrei pensato mai potesse servire a poesia dialettale o popolare; non pareami fatta a ciò. Ma Ella se l’è presa e vi ha messo dentro arditamente e sveltamente del suo. Tutta sua è la prova e la vittoria. Ed Ella non ha bisogno d’imporre alle cose sue un nome che importa derivazione e diminuzione.
La saluto.

GIOSUE CARDUCCI


Copyright (c) 2002 [Interviù]. Tutti i diritti riservati.
Web Master: G.C.G.