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CONCERTO DI NATALE IN CASTEL CAPUANO
Alle ore dodici di Giovedì 21 dicembre 2000,
nell’imponente e storico Salone dei Busti in Castel Capuano, è stato
eseguito il Concerto di Natale, organizzato dal Consiglio dell’Ordine
degli Avvocati di Napoli - presieduto dal dinamico Avvocato Francesco
Landolfo - e con la collaborazione dei Missionari Redentoristi
dell’Italia Meridionale(rappresentati dal superiore provinciale Padre
Antonio De Luca) e Jeep Eventi.
Con tale Concerto si è
inteso omaggiare la figura di Sant’Alfonso Maria de Liguori, -il quale
a soli sedici anni già faceva parte del valoroso Ordine
dell’Avvocatura di Napoli- e poi successivamente decise di dedicarsi
ad un altro ordine, mettendosi al servizio della Religione Cattolica
,come servo di Dio, fino a
giungere alla Sua Santificazione.
Di Sant’Alfonso sono
rimaste tantissime testimonianze non solo dei suoi miracoli, ma anche
della sua saggezza e vasta cultura.
In questo tempio sacro della legge giuridica
partenopea, si è voluto ricordare il “collega” Alfonso, con
melodiose composizioni musicali della “Cantata Natalizia” eseguita
dall’orchestra Alfaterna ed interpretate dall’appassionata voce di
Consiglia Licciardi, accompagnata dal Coro Polifonico Alfonsiano.Il
repertorio canoro e musicale della manifestazione e’ stato
ripetutamente applaudito da tutti i convenuti. Alle composizioni
prettamente natalizie quali” Tu scendi dalle stelle”, “Quanno
nascette ninno”, “Fermarono i cieli” di S. Alfonso Maria de
Liguori, sono seguiti alcuni brani di celeberrime canzoni classiche
napoletane, da Santa Lucia luntana, a
‘O sole mio; e composizioni di J.S. Bach ed , infine , il
finale trionfante della cantante napoletana con la magistrale
interpretazione in lingua inglese di Happj Christmas di J. Lennon. Prima
dell’inizio del recital, il presidente del Consiglio dell’Ordine
degli Avvocati di Napoli Avv. Francesco Landolfo , ha indirizzato i
saluti a tutti i convenuti,
aggiungendo: “ … in questo maestoso salone , esiste solo una
lapide a ricordo
dell’illlustre Avv. Alfonso Maria de Liguori ; e’ ora di provvedere
anche ad una collocazione di un suo busto tra i “grandi” Avvocati
del Foro di Napoli”.
Subito dopo è intervenuto Padre Antonio De Luca ,
che tra l’altro ha concluso “… un Natale senza le melodie
di Sant’Alfonso non sarebbe un bel Natale”.
Infine, all’Avvocato
Alfonso Martucci il compito di biografare il profilo dell’uomo Alfonso
Maria de Liguori, con una lucida e dettagliata spiegazione sulle
“gesta” di questa grande figura di Santita’ , a cui è seguita una
sua personale considerazione
circa la categoria degli Avvocati. L’illustre avv. Martucci ha infatti
affermato: “… l’Avvocato è colui che sacrifica la causa
della sua professione al servizio del prossimo, anche quando la salute
lo cagiona, continuando imperterrito
fino alla morte “; per poi precisare che, qualora l’avvocato
sia chiamato a
ricoprire funzioni non
attinenti alla sua professione,
a fine mandato il vero professionista
ritorna sempre alla sua vecchia toga e nel foro che gli ha dato i
natali.
“…voi Avvocati , quando parlate, siete delle persone esagerate, straordinarie…” cosi’
ha, poi, esordito la
cantante Licciardi, prima di iniziare il suo recital, riferendosi alle
loquaci e colte orazioni degli Avvocati Landolfo e Martucci.
Presenti tra il numeroso
pubblico alte personalita’ del mondo giuridico e culturale; tra questi
si segnalano Sua Eccellenza Francesco d’Alessandro ed il giornalista
della Rai Italo Moretti.
Si riporta integralmente
il contenuto della brossura di invito , distribuita ai presenti
dagli organizzatori della manifestazione.
Bruno
Carrano
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ALFONSO
MARIA DE LIGUORI
Santo
Alfonso è quella “testa dura”,
quell’inguaribile e irriducibile ostinato che ha voluto seguire la
“via crucis”, a tutti i costi, nel tentativo disperato - poi,
felicemente riuscito - di dare un senso all’esistenza, definitivo ed
immortale. Per questo, e non solo per questo, è grande, attuale, vivo.
E’ vivo nella vita di chi non ce la fa più, nei
progetti di riscatto e nei muri cadenti. E’ vivo nell’Anima di chi
crede oltre la ragione, l’immaginazione e il consentito. E’ vivo
negli occhi di chi guarda oltre e nel pensiero di chi si guarda dentro.
E’ vivo nell’essere senza paura e sotto una pioggia torrenziale che
non riesce a scoraggiare un mare di gente in processione. E’ vivo al
traguardo, quando tutto conta poco, quando il valore cambia valore.
Alfonso Maria de Liguori nasce a Marianella, a
pochi passi da Napoli, la mattina del 27 settembre 1696, da una famiglia
ricca e potente. Persona straordinaria, ai limiti del credibile, del
consentito, raggiunge le più ambite mete in tempi brevissimi: a 16
anni, riceve l’anello di dottore, il berretto di giudice e la toga di
avvocato “nella quale quasi scompariva”. Ha padronanza del
napoletano, del toscano, del latino, del greco, del francese, dello
spagnolo e di tante altre cose che seicentotrenta pagine fanno fatica a
contenere, ma soprattutto, è un uomo d’Amore, capace di mettersi in
discussione. E non senza rinunce. E’ uno che lotta per essere se
stesso. Sembra una cosa semplice, ma non è proprio così. Essere se
stessi è complicato, è rischioso. Bisogna uscire da schemi di vita
prestabiliti, da quei modelli che danno “una certa tranquillità”,
da quelle strade cosiddette “sicure”, e lasciarsi guidare dalla
voglia di essere. Alfonso lo fa, e con grande coraggio: il diritto di
primogenitura ne ha fatto l’erede dei titoli e dei beni di famiglia,
ma Lui rinuncia. Abbandona tutto per un viaggio, il viaggio per capire
l’altra parte del mondo, per vivere la differenza, per vivere
l’emarginazione della vita, della società, della cultura. Scrittore,
poeta, pittore, musicista ed altro ancora, significa comunicazione: il
bisogno sfrenato di conoscere più linguaggi nasce dall’esigenza
sfrenata di esprimersi, di diffondersi. E significa pure desiderio di
una comunicazione senza frontiere: “con
uno sforzo di pensiero e di espressività, di cui i “luminari” si
mostrano incapaci, arrivò ad esprimersi in un italiano così semplice
che i caprai del Sud vi si ritrovarono. E non solo loro”.
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LE
REGOLE MORALI DELL’AVVOCATO
ALFONSO
DE LIGUORI
Non bisogna accettare mai cause ingiuste, perché
sono perniciose per la coscienza e pel decoro.
Non bisogna difendere una causa con mezzi illeciti
e ingiusti.
Non si deve aggravare il cliente di spese indoverose, altrimenti resta all’avvocato l’obbligo della
restituzione.
Le cause dei clienti si devono trattare con
quell’impegno con cui si trattano le cause proprie.
E’ necessario lo studio dei processi per dedurne
gli argomenti validi alla difesa della causa.
La dilazione e la trascuratezza negli avvocati
spesso dannifica i clienti e si devono rifare i danni, altrimenti si
pecca contro la giustizia.
L’avvocato deve implorare da Dio l’aiuto nella
difesa, perché Dio è protettore della giustizia.
Non è lodevole un avvocato che accetta molte cause
superiori ai suoi talenti, e alle forze, e al tempo, che spesso gli
mancherà per prepararsi alla difesa.
La giustizia e l’onestà non devono mai separarsi
dagli avvocati cattolici, anzi si devono sempre custodire come la
pupilla degli occhi.
Un avvocato che perde una causa per sua negligenza
si carica dell’obbligazione di rifar tutti i danni al suo cliente.
Nel difendere le cause bisogna essere veridico,
sincero, rispettoso e ragionato.
I requisiti di un avvocato sono la scienza, la
diligenza, la verità la fedeltà e la giustizia.
CONSIGLIA
LICCIARDI
Una voce che diventa
musica, musica che prende l’Anima. Musica che porta fuori dalle umane
insicurezze, in dimensioni vicine e lontane, tra malinconie e gioie, tra
cielo e sogno. E sul porfido esausto di una vecchia strada, tra bidoni
di verità usate e cumuli di comprensioni sfuggevoli, troppo. Ai confini
di una realtà comoda, dove la confusione e l’unico abbigliamento non
troppo invadente… prepotente,
dolce e imprevedibile Consiglia Licciardi.
E’ sicuramente una delle più belle voci del
panorama musicale internazionale. Particolare vibrato, notevole
estensione, timbrica calda e profonda e forza espressiva della voce
consentono a questa Artista passionale di spaziare dalla canzone
classica napoletana alla World music.
Osannata dai critici,
applaudita dai colleghi e soprattutto apprezzata ed amata dal grande
pubblico per una qualità artistica non comune: il coraggio di non
sottostare a logiche di mercato che antepongono i numeri a tutto.
Stella di prima
grandezza della canzone napoletana Consiglia Licciardi è tra le voci
che rappresentano Napoli nel mondo, una voce che, per magia ed energia
interpretativa, è stata accostata a quella della grande Gilda
Mignonette e a quella delle grandi interpreti americane di Gospel.
Ha al suo attivo
numerose esibizioni, solo per citarne alcune. “Il piacere
dell’estate” con Roberto Murolo, “International Doc Club”,
“Serata d’onore” per Renzo Arbore, “Domenica In”, “Piacere
Rai 1”, “Uno Mattina”, “Argento e Oro”, “Funiculì Funiculà”,
Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma in un concerto
storico. E ancora, ai teatri Mediterraneo, Mercadante e Politeama di
Napoli. Al Testoni di Bologna. Al “Premio Ischia” e a “Na voce e
‘na chitarra”.
Ha cantato con Frank Sinatra a Roma,
nell’Ambasciata Americana.
Giuseppe
Brusco
CORO
POLIFONICO ALFONSIANO
ORCHESTRA ALFATERNA
Il coro polifonico nasce
nel 1976, nella città che conserva gelosamente le spoglie di S.
Alfonso, per volontà di due musicisti redentoristi, i Padri Paolo
Saturno e Alfonso Vitale, con il proposito di diffondere la musica sacra
in generale e quella di tradizione alfonsiana in particolare. Il gruppo
ha al suo attivo numerosissime esecuzioni, solo per citarne alcune:
animazione liturgica
della S. Messa trasmessa su RAIUNO, dalla pontificia basilica di S.
Alfonso in Pagani, il 31 luglio del 1977.
Concerto introduttivo
alla conferenza celebrativa su S. Alfonso, tenuta dal precedente
presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, al Maschio Angioino di
Napoli.
Una seconda animazione
liturgica della S. Messa trasmessa su RAIUNO, sempre dalla pontificia
basilica di S. Alfonso in Pagani, il 27 dicembre del 1987. in occasione
della visita di Sua Santità Giovanni Paolo II alla tomba di S. Alfonso
in Pagani, ha animato la liturgia della parola, svoltasi nella piazza
antistante il Collegio di S. Alfonso, l’11 novembre del 1991, con
solenni polifonie, positivamente elogiate dal cerimoniere del Papa.
Attualmente l’organico
vocale e strumentale è di circa 70 elementi.
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