LA SCIENZA E I TEMPI DEL COSTRUIRE
UTET LIBRERIA EDITORE

Questo testo raccoglie le lezioni del Corso di Storia dei materiali e delle tecniche architettoniche svolte per i giovani che perseguono la laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Il corso vuole fornire agli studenti, insieme al panorama dello svolgersi e dello svilupparsi della scienza e della tecnica del costruire, un quadro di nozioni di geometria e di meccanica, indispensabili per una conoscenza degli organismi architettonici, spinta fino all’analisi delle loro componenti strutturali.
L’ossatura portante è, infatti, elemento precipuo del complesso, a volte occulto o camuffato, più spesso, e certo più correttamente, tangibile e manifesto, sempre essenziale e sempre riconducibile a regole senza eccezioni né deroghe. Perciò la struttura deve essere esaminata approfonditamente nella sua configurazione geometrica e nelle caratteristiche fisico-meccaniche dei materiali che le danno corpo, e con richiami continui alle leggi fisiche che ne regolano la vita.
Avviene così che un corso di laurea tutto incentrato sulla cultura umanistica della storia delle arti e delle lettere, si arricchisca di componenti tecnico-scientifiche che ne marcano l’interdisciplinarietà.
La integrazione non è compito agevole, come si intuisce ; ma la scelta metodologica di seguire il processo storico-evolutivo dell’arte del costruire, di utilizzare l’analisi del progresso, nel tempo, delle tecniche delle costruzioni quale mezzo, veicolo e pretesto per insinuare i temi più specifici della scienza, diviene un metodo didattico di straordinaria efficacia: partendo dai procedimenti più antichi, e più semplici, si passa via via alle formulazioni più avanzate e alle elaborazioni più ricche, fruendo dell’aiuto di pensatori pieni di fascino e di genio. Il percorso di apprendimento segue quello tracciato dagli uomini della storia e della scienza, con le prime applicazioni ed i primi successi, le ingenuità e le intuizioni, gli errori e le sorprese, le sconfitte e le scoperte.
La geometria, la matematica, la chimica (per i materiali), la meccanica (la statica, in particolare), la resistenza dei materiali, sono tutte discipline che acquistano, per il corso, forti implicazioni di propedeuticità.
La rassegna delle tecniche, degli stili, dei periodi storici, si ferma ben prima di essere completa, e procede senza impegno di continuità, perché, come si comprende, questo non è un testo di storia, essendo qui la storia un mezzo e non il fine. La scelta dei temi trattati è stata dettata da esigenze della didattica, e forse da personali simpatie, (ciò che dovrebbe aver contribuito a migliorare i risultati).
E’evidente come il grado di preparazione dei lettori debba fortemente condizionare forma e contenuti del testo ; così il richiamo alle cognizioni di base dovrà sempre essere occasione per una loro elementare ri-presentazione. Questa è la prima delle circostanze che creano difficoltà all’estensore, e non solo per il conseguente dilatarsi dei temi. Non è sempre agevole coniugare il rigore e la completezza della trattazione con la brevità del tempo ammissibile per un recupero di cultura scientifica, pur indispensabile. Resta, credo, il valore di un invito, agli studiosi di buona volontà, ad un cosciente e autonomo approfondimento.
Altra insidia è quella connessa al pericolo insito nell’approccio specialistico, sempre fuorviante per la comprensione di qualsiasi organismo. Perciò non si mancherà di rammentare l’unitarietà dell’opera che si esamina, confidando sulla sensibilità e capacità di avvertire comunque le connessioni presenti in quei sistemi organici che, anche per questo, chiamiamo opere d’arte.
Nel testo si riconoscono due parti distinte: la prima è una rassegna delle discipline-base, e dei maggiori Autori, e vi si enunciano principi e teoremi, seguendone il loro affermarsi lungo il corso della storia del pensiero fino alla loro più matura formulazione. Nella seconda si segue il progresso tecnologico con analisi delle realizzazioni, in una rapida rassegna di alcune tipologie architettoniche del passato. I capitoli che compongono queste due parti, nel testo, sono intercalati per seguire l’indice temporale che è proprio della storia, e per sollecitare il lettore ad una continua scoperta di correlazioni tra progresso tecnologico e tipologie costruttive, tra sviluppo delle scienze e modelli strutturali, tra metodi di analisi e forme costruttive.
Nell’ambito di ciascun capitolo, poi, una ulteriore distinzione, affidata al carattere tipografico, mette in rilievo le parti specificamente tecnico-scientifiche, rispetto a quelle più generiche e descrittive: solo le prime richiedono una lettura più attenta ed una partecipazione "con carta e matita in mano".
Il testo si completa con un capitolo dedicato alla storia dei materiali, con attenzione solo a materiali propri dei modi di costruire pre-industriali (legno e materiali lapidei), perché esso è dedicato prevalentemente ai grossi organismi architettonici del passato, ed esaurisce quindi i propri contenuti con l’analisi statica delle strutture murarie.
Questo non è dunque un libro di Storia, né un testo di Scienza delle Costruzioni, e neppure un saggio di storia della Scienza e della Tecnica. E’ un lavoro rivolto agli studenti di un Istituto che vive e trionfa di cultura umanistica, e che non debbono e non vogliono rinunziare a gettare uno sguardo dal ponte verso il mondo della tecnica e della scienza, superando quegli sterili complessi che vogliono alcuni refrattari alla cultura materiale e alle discipline tecnico-scientifiche. La mia più che trentennale esperienza di docente nelle Facoltà di Ingegneria, mi porta ad escludere che ci sia davvero attitudine, (o inattitudine), innata per questa o quella disciplina, per questa o quella cultura. C’è invece, certamente, chi crede di non capire la matematica, ma è solo perché non gli è stata mai insegnata.
Per tutti coloro che sono interessati alla vita dei beni architettonici, ai quali questo lavoro è rivolto, il ponte tra le due culture è comunque inevitabile: la conservazione è essa stessa interdisciplinarietà; la tecnica è essenziale quanto la storia e l’arte. Il modo di impostare questo mio lavoro era, pertanto, obbligato, e ciò mi difenderà un po’ dalle critiche dei tecnici, che lo troveranno troppo dispersivo e divagante, e dei veri storici, che probabilmente avranno molto da ridire. Attendo con curiosità di sentire cosa ne diranno i miei colleghi di Scienza delle Costruzioni.
Ma in definitiva sono contento di avere avuto sufficiente coraggio per non sottrarmi al compito di scriverlo, in aiuto, primi fra tutti, ai miei allievi di Suor Orsola, altrettanto coraggiosi nell’affrontare argomenti da molti presentati loro come intrattabili.
Il mio ingresso nel seducente mondo di Suor Orsola fu voluto, nel 1990, dal Prof. Antonio Villani, che con eccezionale intelligenza dirigeva allora l’Istituto. Gliene sarò sempre grato.
Altrettanta riconoscenza merita, da parte mia, l’attuale Rettore Francesco de Sanctis, con il quale diventa facile e piacevole impegnarsi e operare per la Scuola e la ricerca.
Anche i colleghi del corso di laurea in Conservazione sono stati comprensivi e sensibili alle esigenze del mio corso, così nuovo e lontano, per caratteristiche e contenuti, dai loro. Li ringrazio, anche a nome della Scuola.
Prezioso è stato il contributo dei coadiutori alle esercitazioni del mio corso, prof. arch. Alfonso Russo e arch. Beatrice Caffarelli.
Da qualche collega ho avuto aiuti che non posso sottacere, come quelli ricevuti dal giovane e appassionato prof. Giovanni Coppola. Anche tra i professori della Federico II ho trovato chi mi ha porto una mano, quando non riuscivo ad orientarmi tra i temi delle discipline in cui eccellono. Tra gli altri, Giovanna Greco, Francesca Longo, Annamaria Cataldi ed Antonella Murano. Indimenticabile, la colta e brava Maria Luisa Silvestre Pinto, che generosamente continuava a fornirmi aiuto mentre si spegneva...
L’ambiente di Suor Orsola ispira molto: l’esperienza di chi vi si avvicina è unica, indimenticabile e straordinaria; al di sopra di tutto, c’è il sorriso della Signora Silvia Croce, alla quale va un mio grazie particolare.

R.S. - Napoli, ottobre 1998


La storia della tecnica delle costruzioni non è soltanto una rassegna di stili o di tipologie architettoniche, né una pura esposizione di nozioni di meccanica o di geometria. Renato Sparacio costruisce perciò un ponte tra i due aspetti, realizzando un’ originale sintesi interdisciplinare, utilissima a chi opera per la conservazione e il restauro dei beni architettonici, grazie anche al ricchissimo apparato di illustrazioni. Una parte del volume prende in considerazione le discipline base e l’opera dei grandi scienziati, seguendo il loro affermarsi lungo il corso della storia del pensiero; l’altra parte analizza il progresso tecnologico delle costruzioni architettoniche. Il volume è completato da un capitolo sulla storia dei materiali utilizzati nelle costruzioni fin dall’antichità.

Renato Sparacio è professore ordinario di Scienza delle Costruzioni presso la focoltà di ingegneria dell’Università di Napoli e insegna presso l’Istituto Universitario "Suor Orsola Benincasa" della stessa città, nel corso di laurea in conservazioni dei beni culturali.


Copyright (c) 1999 [Interviù]. Tutti i diritti riservati.