I LOFFREDO DI VIETRI
MARCHESI DI CAMPORA

Un sentito ringraziamento al dott. Aniello Tesauro per il valido contributo che la sua copiosa documentazione e le sue numerose pubblicazioni hanno apportato a questa mia ricostruzione della vita sociale, economica e rappresentativa della famiglia Loffredo, i cui. membri in Vietri ebbero la loro culla e fra Vietri e Cava, di generazione in generazione, esplicarono le loro molteplici attività nell'arco di quattro secoli.

La meticolosità di appassionato storico e la capillare, articolata indagine espletata dal Tesauro presso gli Archivi Storici di Salerno, dell'Abbazia della SS. Trinità di Cava, del Comunale di Vietri, della Parrocchia di S.Giovanni Battista in Vietri, nonché dei numerosi atti notarili conservati presso l'Archivio di Stato di Salerno mi hanno permesso di conoscere a fondo le vicende storiche di questa famiglia alla quale sono legata e della quale ho voluto preservare le memorie.

L' autrice
Renata Ricci Pisaturo

Presentazione

Il breve saggio si fa apprezzare per la marcata devozione dell'autrice verso i Penati. I suoi sentimenti e le sue emozioni verso la famiglia si desumono dalla visita al palazzo baronale di Campora. La grande abilità evocativa nel descrivere pietre ed ambienti suscitatori d'immagini, evocatori di personaggi, di sensazioni, di ricordi, di affetti testimonia una radicata pietas verso le proprie radici che, nei vorticosi mutamenti imposti oggi dalla globalizzazione, e nella crisi comune che attanaglia lo spirito dell'uomo del terzo millennio costituiscono, a volte, l'unico approdo sicuro.
Una lettura più attenta aiuta a riflettere anche su interessanti aspetti socioeconomici ed etico-culturali del Mezzogiorno. Nei secoli scorsi il reticolo familiare e le ragioni degli scambi hanno animato le esperienze di tanti casati partecipi di una storia non necessariamente minore e marginale. E' quanto si desume dai primi capitoli del lavoro nei quali si ricostruiscono vicende di lungo periodo dando conto del proscenio che fa da sfondo all'azione dei Loffredo.
Da Vietri, paese animato dall' intelligente operosità di un ceto imprenditoriale abile nel trarre vantaggi da un'articolazione economica e da un reticolo produttivo che consente di avere contatti con tutto il Mezzogiorno - dalla capitale del Viceregno alla lontana, ma sempre accattivante Sicilia - il casato approda nella piccola ed isolata Campora, fregiandosi del titolo marchesale. E' la conclusione di un lungo processo di evoluzione sociale che contraddistingue questa, come tante altre famiglie del Mezzogiorno, pronte a trarre profitto dalle opportunità offerte dalle congiunture e sollecite a segnare col mutamento di status la loro ascesa della piramide sociale. Anche per i Loffredo valgono le osservazioni che hanno caratterizzato i gruppi nobiliari meridionali, impegnati a garantire la sopravvivenza di un'antica cultura patrimoniale legata alla logica del cognome che, comunque, non trascura le donne, le quali col passare degli anni rafforzano le loro posizione in famiglia perché, anche se espropriate di beni immobili, risultano titolari di preziosi capitali dotali da utilizzare nei momenti di crisi del casato o di bassa congiuntura economica generale. Processi produttivi, culturali e comportamentali contribuiscono ad amalgamare le famiglie e ad orientare i gruppi elitari nelle loro relazioni esterne.
La ricerca costituisce un felice esempio di come i custodi di documenti e di archivi familiari possono offrire un contributo di conoscenza per approfondire le vicende che hanno segnato un territorio. La rete di rapporti parentali dei Loffredo dà conto della solida intesa, al di là degli odi e dei risentimenti dei singoli, che si realizza in un'area. Analizzare le loro vicende significa far riferimento anche a tanti casati protagonisti della storia civile, amministrativa, economica e culturale del Cilento: è il caso dei Lettieri, dei Torrusio, dei Palumbo, per citarne solo alcuni tra quelli evocati dall'autrice, tutte famiglie che si sono segnalate nella storia di paesi come Novi, Cannalonga, Ceraso e dell'intero comprensorio dal Seicento al lungo Ottocento. E' facile immaginare i vantaggi che ne derivano alla migliore conoscenza della storia cilentana, per fermarci a questa area marginale del Mezzogiorno, dalla pubblicazione dei documenti in possesso del casato o anche da un racconto fondato su riferimenti critici relativi alle vicende di una famiglia.
Non si tratta solo di un recupero di memorie, ma della necessaria valutazione circa la rilevanza storiografica della famiglia in queste contrade non per confermare frustre tesi sociologiche sul familismo amorale, ma per comprendere perché questo istituto appaia così pervadente da attraversare i secoli e costituire ancora oggi un elemento su cui costruire una continuità di speranze, nonostante modelli e ragioni di vita inducano ad accettare radicali mutamenti dalle prospettive sempre più incerte. Perciò, munirsi - come fa l'autrice - del proprio "rametto di bosso", colto nella casa avita in un paese del quale nel proprio io rimane appena una confusa memoria, e portarlo dove conduce il futuro probabilmente non è mero esercizio letterario, ma una concreta ragione di vita.

Luigi Rossi

Vallo, 22 giugno 2002

INDICE

Presentazione
Cap. I: Una civiltà nata dall'argilla: da Marcina a Locus Veteri
Cap. II: Da Locus Veteri a Vietri: il cammino della ceramica vietrese
Cap. III: Una dinastia di "Maestri cretari"
Cap. IV: La dinastia di Troiano: l'inizio della parabola ascendente. Le congreghe e loro storia
Cap. V: Origine e storia dell'Arciconfraternita della SS. Annunziata e del S.S. Rosario di Vietri
Cap. VI: I primi baroni di Campora
Cap. VII: Il feudo di Campora e la baronia di Novi
Cap. VIII: Scipione, primo marchese di Campora
Cap. IX: Il Real Sito di Persano
Cap. X: L'inizio della parabola discendente
Cap. XI: La Rivoluzione Napoletana del 1799
Cap. XII: Le ripercussioni della Rivoluzione Napoletana nel territorio cavense. Le dolorose conseguenze per la famiglia Loffredo
Cap. XIII: Il ritiro a Campora
Cap. XIV: Legami di parentela: i De Licteriis e i Palumbo
Cap. XV: Alla ricerca dei fantasmi del passato


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