BRIGANTI
Anteprima cinematografica
Napoli, 26 maggio 1999 - Teatrino di Corte di Palazzo Reale

Le ragioni del film nella storia del Meridione

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Pasquale Squitieri ha scritto la sceneggiatura di "Briganti" ispirandosi ad un personaggio storico che poco dopo la proclamazione dell'unità d'Italia, si distinse coraggiosamente nella lotta contro i piemontesi che occupavano la sua terra: la Lucania.

Siamo nel 1861. Il 13 febbraio è caduta Gaeta, il 21 marzo ha ceduto la fortczza di Civitella del Tronto. I piemontesi invadono il Mezzogiorno imponendo leggi e costumi che nulla hanno a che fare con le tradizioni locali.

Carmine Donatelli, detto Crocco, riesce ad organizzare ed a guidare la resistenza del popolo di Rionero, lo stesso paese in cui sviluppa la sua vicenda narrativa Carlo Alianello in L'eredità della priora, e dei paesi circostanti.

Crocco è consapevole che quella dei piemontesi non è una guerra di liberazione, ma di conquista. Che il suo paese, come tutta la Lucania ed il Regno delle due Sicilie, è minacciato nelle sue fondamenta: i valori della tradizione contadina, della fedeltà per la monarchia borbonica, della fede religiosa. La resistenza agli invasori, che le cronache storiche, anche quelle di parte piemontese, descrivono animati da disprezzo verso i "fratelli meridionali", non e facile da organizzare. Sono contadini, fattori, piccoli possidenti e nobili del luogo.

Non dispongono di armi e solo alcuni di loro sono stati addestrati ad una disciplina militare che consenta di attuare tattiche e strategie belliche. Il loro è un movimento spontaneo che può contare finanziariamente su risorse molto scarse, animato essenzialmente dalla volontà di difendere il proprio mondo. Un movimento che coinvolge tutta la società; uomini, donne, anziani e fanciulli; contadini, borghesi e nobili, uomini di chiesa ed ex militari borbonici.

Al Suo fianco si schierano il suo compagno d'armi Nicola Summa, detto Ninco Nanco, il proprietario terriero Don Angelo Fortunato, il sacerdote Don Pietro e la bella Filomena che ha abbandonaro il marito Alfonso, piccolo possidente e convinto liberale.

La resistenza ai conquistatori piemontesi, descritta con crudezza ed in tutta la sua dnmmatica ferocia, non toglie nulla all'umanità dei protagonisti di questa storia. Fra gli incendi e le razzie dei villaggi insorti, fra le fucilazioni e gli stermini di intere famiglie, nasce l'amore fra Crocco, divenuto capo delle bande di Rionero e la giovane Filomena.

E' un amore che non ha speranza, come la lotta impari che i lucani, e tutti i meridionali combattono e che perderanno.

"Briganti" restituisce dignità e valore a quegli uomini ed a quelle donne del sud che scelsero di pagare con la propria vita l'amore per la propria terra, la famiglia, la patria e la fede. Un film che mette a nudo, per la prirna volta, la realtà, ufficialmente mai riconosciuta come tale, di una precisa volontà di sterminio. Chi  non accettava il nuovo ordine ed il nuovo re, veniva condannato, molto spesso eliminato.

Nessuno aveva il diritto di opporsi alla "piemontesizzazione". Chi osava farlo veniva definito un volgare bandito, un brigante. Anche non volendo usare la parola genocidio, potremmo parlare, in termini moderni di "pulizia etnica".

In 6 anni, a partire dal 1861, si contarono oltre 40.000 morti. Una legge venne varata appositamente per coloro che insorgevano contro il nuovo ordine, la legge Pica, secondo cui era passibile di fucilazione immediata chiunque fosse accusato di aver complottato contro i piemontesi. La decisione vcniva presa a totale discrezione delle autorità militari, anche in prcsenza di semplici indizi e senza alcuna prova concreta. Il corpo di occupazione arrivò a contare oltre centocinquantamila unità, un numero assolutamente sproporzionato che però dà la misura della forza e della valenza dei moti degli insorgenti meridionali e, parallelamente, della necessità di stroncarli prima che potessero costituirsi in un vero e proprio movimento.

Il fenomeno delle insorgenze antipiemontesi, e quindi antiunitarie, che come alcuni storici hanno sostenuto si verificò in molte regioni d'ltalia e non solo nell'allora regno dei Borbone, fu totalmente spontaneo e coinvolse ogni livello della popolazione. Non divenne mai un vero e proprio moto insurrezionale con concrete possibilità di vittoria perché mancavano le risorse finanziarie che potessero garantire addestramento ed equipaggiamento necessari.

D'altronde Francesco Il, il re ironicamente chiamato Franceschiello, era andato in esilio senza portar via una lira, nessuno lo aiuto a finanziare l'insurrezione che gli avrebbe restituito il regno. Il patrimonio dei Borbone finì nelle casse dell'ex re di Sardegna, divenuto re d'italia.

Ma la storiografia ufficiale ha cancellato ogni traccia della conquista del sud. Non faceva e non fa comodo ricordare. 

Un film scritto e diretto da PASQUALE SQUITIERI
con:

ENRICO LO VERSO
ROBERTA ARMANI
BRANKO TESANOV1C

e con: (in ordine alfabetico)

 

GIORGIO ALBERTAZZI
CLAUDIA CARDINALE
ENNIO COLTORTI
CARLO CROCCOLO
ENIO GIROLAMI
REMO GIRONE
LIOUDMILA IASSAKOVA
FRANCO JAVARONE
GIGI MONTINI
PAUL MULLER
FRANCO NERO
SALVATORE PUNTILLO
LINA SASTRI
ROBERTO SELVAGGI
TULLIO VALLI
BENOIT VALLES
VICTORIA ZINNY

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