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A NAPOLI SEMINARIO
INTERNAZIONALE
"L’EUROPA ED IL MEDITERRANEO"
Presso la sala Positano dello Star Hotel Terminus nei
giorni 18-19-20 gennaio 2002 è stato organizzato un Seminario
Internazionale di Studi dal Movimento Cristiano Lavoratori, Ente
Formazione Addestramento Lavoratori e dall’Europaisches Zentrum Fur
Arbeitnehmerfragen con il contributo dell’Unione Europea.
In questo interessante incontro di studi di è discusso di Pace, Lavoro,
Religione e di Impegno nel Sociale in soccorso delle popolazioni
sottosviluppate, evidenziando il ruolo dell’Europa con i paesi del
bacino del Mediterraneo.
Ed appunto il tema del Seminario è stato "L’EUROPA ED IL MEDITERRANEO:
Il Ruolo dei Lavoratori nel Promuovere il Dialogo Sociale".
Gli illustri relatori riportati nella brochure di presentazione, hanno
espresso le loro colte ed interessanti motivazioni ad un attento e folto
uditorio di addetti del settore.
L’Arcivescovo di Napoli Cardinale Michele Giordano, nel suo accorato
intervento ha aggiunto: "Spero di vivere tanto per poter poi dichiararmi
il Vescovo della Capitale del bacino del Mediterraneo".
Queste giornate hanno dato la possibilità a tutti i partecipanti di
conoscersi e confrontarsi sui vari problemi posti dal Seminario, ma ha
anche creato amicizia tra i convenuti delle diverse Etnie, infatti oltre
ai lavori del Convegno ci sono stati piacevoli appuntamenti
gastronomici, presso alcuni caratteristici ristoranti locali, ed una
gradita escursione per le vie di Napoli, effettuata anche a bordo di un
comodissimo torpedone turistico, dove un improvvisato "cicerone" del
Movimento Cristiano Lavoratori segnalava alcuni interessanti luoghi
della città.
Bruno Carrano
IL SOTTOSEGRETARIO BOSI AL CONVEGNO DEL MOVIMENTO
CRISTIANO LAVORATORI IN NAPOLI: "SOLO NELLA SICUREZZA C'E' DIALOGO"
COMUNICATO STAMPA DEL 18 GENNAIO 2002
La pace si costruisce col dialogo che può essere coltivato solo
nella sicurezza.
Questo ha sostenuto il Sen. Francesco BOSI,
Sottosegretario di Stato alla Difesa, che ha partecipato oggi al
convegno promosso dal Movimento Cristiano Lavoratori in Napoli sul tema
"le nuove frontiere del dialogo Euro-Mediterraneo, l'azione del
Governo per lo sviluppo e 'la pace».
L'Autorità di Governo ha sottolineato l'intuizione dell'M.C.L.
che ha ideato il convegno ancor prima dell'11. settembre, cogliendo la
centralità dell'area Mediterranea poi confermata dai tragici eventi
terroristici. Un'iniziativa certamente in linea con un aspetto
predominante della politica dei cattolici e dei Governi da essa
espressi, che fin dagli anni 50 e 60 hanno praticato una politica di
presenza, di relazione e di cooperazione con i Paesi di tutta l'area. Un
ruolo, quello svolto dall'Italia, unico nel contesto delle grandi
Nazioni Europee. Il nostro Paese è oggi presente nel Mediterraneo ancor
più attivamente sia sul piano della diplomazia sia sul piano
dell'intervento laddove la pace è messa in pericolo. - La nostra
Politica estera si basa, difatti, su un complesso di attività tra esse
integrate. Partecipazione ad ogni iniziativa di composizione delle
controversie intrapresa dall'ONU; promozione e sostegno del dialogo
mediterraneo attuato dalla NATO e dal Partenariato Euro-Mediterraneo
sancito dalla dichiarazione di Barcellona del 1995. Nell'ambito del
Partenariato stesso, l'Italia è convinta che si dovrà giungere alla
firma della Carta per la Pace e la Stabilità. Questa Italia, ha
proseguito il Sottosegretario, ricca di iniziativa e di dinamismo tipici
di una cultura feconda e progredita, è impegnata a promuovere lo
sviluppo delle relazioni pacifiche nell'area. Tutto questo in linea con
una politica costante negli anni che fa della pace l'obiettivo primario,
e della cooperazione e del dialogo i mezzi per raggiungerla. Da una
parte Europeismo non declamatorio, ma espressione di una cultura
politica che fu di uomini come Sturzo e De Gasperi. Dall'altra dialogo
sovranazionale ad ogni livello e quindi apertura alle istanze di
integrazione di economie e sistemi politici ora molto distanti ma,
questo è l'auspicio, in un futuro più vicini. Tutto questo potrà
realizzarsi nel quadro di una fermezza di linea politica che presuppone
anche l'adozione di iniziative in campo militare e quindi esprime la
necessità di Forze Armate moderne, dinamiche, capaci di proiettarsi,
secondo la dottrina più moderna aggiornata, in tutti i teatri ove la
pace e le convivenza civile sono in pericolo o sono compromesse. Un
impegno che l'Italia si è assunto e che vuole portare avanti
contribuendo in modo qualificato alla lotta al terrorismo ed
all'eversione internazionale. Il Governo, ha concluso il Sen. BOSI, è in
questo certo di incontrare anche le aspirazioni dei lavoratori, che
sicuramente anelano ad una ordinata e pacifica convivenza in cui le
potenzialità della persona umana possano liberamente svilupparsi.

Il Movimento Cristiano Lavoratori (M.C.L.) esiste da
quasi 30 anni (li festeggerà nel corso del 2002) e opera attraverso le
proprie sedi dislocate su tutto il territorio nazionale, oltre che in
quasi tutti gli Stati della Comunità europea e nei maggiori Paesi dei
vari Continenti dove larga e la presenza di cittadini italiani.
M.C.L. e un Movimento di lavoratori cristiani a carattere sociale, di
solidarietà e volontariato senza alcuna finalità di lucro, che associa
oltre 220 mila lavoratori dipendenti ed autonomi.
Oltre all'impegno sui temi politici e culturali, il M.C.L. svolge
un'intensa attività di servizio in favore dei cittadini italiani,
lavoratori e pensionati, in particolare fornendo assistenza sui temi
fiscali, delle pensioni e della previdenza in genere, oltre che sui temi
legali e del lavoro, nonché della formazione professionale.
Organizzativamente il Movimento - che collabora con alcuni prestigiosi
Organismi internazionali di ispirazione cattolica come la Fondazione
Schuman, 1'EI.A., il FORMA, il CEFA -, si articola in Enti di servizio
interni: il Patronato SIAS (Servizio Italiano Assistenza Sociale), il
CAF (Centro di assistenza fiscale), l'EFAL (Ente di formazione e
addestramento lavoratori), la Feder.Agri (Federazione Nazionale per lo
Sviluppo dell'Agricoltura), 1'A.I.C.o.L. (Associazione Intersettoriale
Cooperative Lavoratori), il F.L.A.C. (Federazione Lavoratori Anziani
Cristiani), lo S.N.A.P. (Sindacato Nazionale Autonomo Pensionati), l'U.N.A.m.A.
(Unione Nazionale Ambiente Agricoltura).
Il Movimento e presieduto da Carlo Costalli.
Roma, 18 gennaio 2002
APPUNTI DI CARLO COSTALLI
Presidente del Movimento Cristiano
Lavoratori
1. Il Movimento Cristiano Lavoratori ha espresso
grande apprezzamento per i contenuti della dichiarazione di Laeken.
Finalmente lo spirito di Nizza e superato e si apre una convenzione con
un mandato largo e finalizzato a una Costituzione europea, con il
progetto di un FORUM permanente della società civile per allargare il
dibattito.
Per rendere fruttuoso il dibattito il MCL chiede che venga strutturato
in adeguate Conferenze Nazionali, con il pieno coinvolgimento della
società civile. Ci auguriamo comunque che il dibattito faccia riemergere
pienamente le 'radici cristiane' che rappresentano la storia e il futuro
dell'Europa: non una `pretesa' dei cristiani, ma una garanzia per tutti.
2. Abbiamo seguito con particolare attenzione il testo del documento
presentato a Laeken dal Partito Popolare Europeo Una Costituzione
europea per un'Europa più forte, che già nel titolo infrangeva il
tabù del carattere costituzionale del nuovo trattato e nel merito
fornisce indicazioni piuttosto precise su un impianto basato sulla
sussidiarietà, che punta a concentrare nell'Europa le funzioni
indivisibili, alleggerendola invece della immane massa di interventi
regolamentari minuti e burocratici, che possono essere benissimo
lasciati agli Stati, o alle Regioni, del Continente. Partendo da queste
considerazioni il MCL si aspetta da parte del Governo italiano un
marcato profilo europeo, e che non prevalgano le posizioni degli 'euroscettici'.
3. L'allargamento della U.E. deve essere perseguito con decisione;
arrestare questo processo sarebbe un errore politico, culturale,
sociale, economico e storico.
Nello stesso tempo siamo convinti che l'Unione non possa essere
allargata a colpi di affermazioni di principio. Bisogna allora
affrontare con chiarezza il discorso sui costi economici e sui vantaggi
dell'allargamento, e valutare con attenzione le ricadute in termini
economici e politici, mettendo in cantiere tutti gli strumenti
correttivi per evitare che le aree meno sviluppate dell'U.E. (Italia,
Grecia e Spagna) ed i settori economico-sociali più deboli, avvertano
l'allargamento come una minaccia e non invece come un'opportunità, i cui
benefici se non a breve, a medio termine, possono essere avvertiti da
tutti.
4. Apprezziamo particolarmente il progetto di creare una istituzione in
grado di sostenere i progetti per lo sviluppo degli Stati del Sud
Mediterraneo: la Banca di Sviluppo Mediterraneo, messa a punto dal
Premier spagnolo Aznar. La Banca, costituita sul modello della Bers (la
Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo), "dovrà diventare un
punto forte per l'elaborazione e il sostegno di progetti comuni di
investimento e di sviluppo". In un'area che comprende Algeria, Autorità
Palestinese, Cipro, Egitto, Israele, Sudan, Libano, Malta, Marocco,
Siria, Tunisia e Turchia.
Noi riteniamo necessaria anche la costituzione di un Osservatorio
comune per dare coerenza ed unità alle informazioni statistiche sul
lavoro e sull'immigrazione per i Paesi delle sponde Sud del
Mediterraneo; qui un ruolo importante possono svolgerlo anche le
organizzazioni dei lavoratori dei Paesi del Sud dell'Europa e anche
di alcuni Paesi arabi: Tunisia, Marocco, ecc..
I tempi per infittire il dialogo sul Partenariato Euromediterraneo, che
nel 2010 dovrebbe portare alla creazione di una zona di libero scambio
tra le due sponde del Mediterraneo, sono strettissimi.
A novembre a Bruxelles, nel corso di una riunione informale dei Ministri
degli Esteri dei Paesi U.E. e del Mediterraneo, si e concordato sulla
necessità di rilanciare il processo di Barcellona perché rappresenta un
utile strumento di dialogo. Siglato nel 1995 dall'U.E. con Algeria,
Autorità Palestinese, Cipro, Egitto, Israele, Libano, Giordania, Malta,
Marocco, Siria, Tunisia e Turchia, il processo di Barcellona punta a
definire uno spazio comune di pace e stabilità e costruire una zona di
libero scambio che, tuttavia, ancora oggi è frenata dall'assenza di
norme comuni fra i diversi Paesi. A pesare sul processo c'e stato sia il
fallimento, fino ad oggi, dei negoziati commerciali multilaterali, sia
la necessità per i Partner di concludere con l'U.E. una serie di accordi
per stringere le relazioni commerciali sulla strada di una maggiore
liberalizzazione e della realizzazione di riforme strutturali, politiche
ed economiche, atte a garantire un partenariato stabile con l'Europa. La
strada, anche se difficile, e quella giusta da perseguire.
D'altra parte, proprio una delle priorità del semestre di Presidenza
spagnola, che si e aperto il 1 ° gennaio, sarà il rilancio del
dialogo Euro-Mediterraneo, con l'obbiettivo di arrivare
all'appuntamento primaverile di Valencia, dove si svolgerà la prossima
riunione dei Ministri degli Esteri dei Paesi interessati, con un accordo
sul Progetto di cooperazione trasversale. Anche la costituzione della
Banca di sviluppo Mediterraneo va in questa direzione.
Dal Convegno di Napoli, per l'autorevolezza dei relatori e per
l'importanza dei temi trattati, verrà una spinta importante affinché si
accelerino questi processi, in cui il ruolo dell'Italia deve essere di
traino e di 'riferimento' certo e costante.
N.B. - Al Convegno prenderanno parte i rappresentanti di 17
Organizzazioni di lavoratori provenienti da 14 Paesi). |
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