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NAPOLI "SAPORI IN MOSTRA"
E 26° CONGRESSO MONDIALE RELAIS & CHATEAUX
A Castel dell’Ovo, in
"vetrina" ed in bella "mostra" i prodotti tipici
dell’agricoltura Campana dal 26 al 30 novembre 2000.
L’E.R.S.A.C. - Ente
Regionale di Sviluppo Agricolo in Campania - curatore della mostra ha tra
l’altro organizzato per il giorno 28 del corrente mese, un
incontro/dibattito sulla sicurezza e la qualità della produzione
agricola e dell’alimentazione oggi.
Alla serata inaugurale hanno
partecipato il Presidente della Regione Campania On. Bassolino; l’ass.re
regionale all’agricoltura, On. Aita; l’ass.re al commercio del Comune
di Napoli, Tecce, ed altri autorevoli rappresentanti del settore, oltre
alla numerosa presenza di visitatori e degli associati della
multinazionale Relais & Chateaux.
All’inaugurazione avvenuta
alle ore 19,30 di domenica 26 c.m. sono seguiti momenti di piacevoli
attrazioni, iniziati con uno spettacolare brindisi - offerto da
prestigiose marche di champagne- uscendo poi dal castello ed accolti nel
Borgo Marinari dal suono della banda musicale di Airola (BN).
Continuando in "passerella" l’itinerario
gastronomico-spettacolo tra le tradizionali bancarelle e i ristoranti
del borgo, con assaggi e pranzi dei prodotti tipici campani.
Il Borgo Marinari si è
prestato a questo grande palcoscenico all’aperto, adornato da luci
multicolori, con tanta allegria degli ospiti, rapiti dalle note musicali
e dalle rappresentazioni teatrali, rievocanti i tempi dei "cafè chantant"
con le cosiddette "sciantose" e, le caratteristiche danze del
folclore campano - dove ha primeggiato l’internazionale
"tarantella" - affiancati da un alto numero di figuranti in costume d’epoca,
rappresentando dal vivo la lavorazione artigianale del manufatto
campano, destando molto interesse e curiosità nei visitatori e nei
"competenti" convenuti dei sessanta paesi associati alla
catena Relais & Chateaux.
E’ stata una serata d’allegria
popolare, all’insegna dell'abbinamento delle due manifestazioni, tra l’assessorato dell’agricoltura
Campana e gli organizzatori della "festa di benvenuto", agli
illustri associati della Relais & Chateaux - che raggruppa
titolari di prestigiosi alberghi e castelli tra i più importanti del
mondo - "Sapori in mostra" e,
il 26° congresso mondiale della Relais & Chateaux, continueranno
con i loro distinti calendari sino a giovedì prossimo del 30 c.m., dove
i partecipanti saranno presenti durante i lavori tra Castel dell’Ovo,
gli alberghi e ristoranti del lungomare partenopeo, gli scavi di Pompei ed una cena
di galà conclusiva, presso le accoglienti sale dello storico museo
ferroviario di Pietrarsa.
Tra queste grandi personalità
del mondo alberghiero e ristoratore della Relais & Chateaux,
figurano i Campani: Ristorante don Alfonso di Sant’Agata sui due Golfi
e l’hotel San Pietro di Positano.
Lo spazio galleria della
mostra, ospita una serie di inedite gigantografie dei prodotti tipici
dell'agricoltura Campana, ed una ricca presenza di prodotti alimentari
nostrani. Dalla mozzarella di bufala, pasta, pomodoro, vino, limoncello,
olio d'oliva e tantissime varietà di specialità ortofrutticole e
casearie.
Per un'alimentazione ricca di
"Sapori" i convenuti hanno consigliato mangiare sano con i
prodotti dell'agricoltura Campana.
Bruno Carrano
mozzarella
di bufala campana D.O.P.
In Campania la
produzione lattiero casearia é caratterizzata dal primato dei formaggi
ottenuti dalla lavorazione del latte di bufala, circa 30.000 tonnellate
di prodotto annuo, che, per il gusto delicato e l’alto contenuto
proteico, rappresentano un alimento tipico ed inimitabile.
La mozzarella, formaggio di pasta filata fresca, prende il suo nome pro
abilmente dalla mozzatura", ultima fase di lavorazione della pasta
ottenuta dal caglio del latte di bufala.
Le aree della Piana del Sele e del Casertano rappresentano le principali
zone di produzione di questo latticino. Di forma globosa con colore
bianco porcellana, superficie liscia e lucente crosta sottilissima,
leggermente elastica, la mozzarella ha pezzature diverse che vanno dai
cento grammi del "bocconcino" ai sei/settecento grammi, a
seconda delle porzioni staccate dalle mani del caciaro durante la
lavorazione.
La provola di bufala si differenzia dalla mozzarella per la
caratteristica operazione di affumicatura, che si compie in un apposito
contenitore a forma cilindrica dove si dà fuoco a della paglia di
grano. Il fumo dà al latticino, oltre che un particolare sapore, anche
un colore giallo dorato. Nell’ambito dei formaggi tipici, un posto d’eccellenza
spetta al caciocavallo Silano D.O.P. ricavato dal latte di vacca, di
colore biancastro a forma di pera con una piccola testa e un collo sottile,
indice di pregio del prodotto. La forma sferoidale sormontata da una
testa e la pasta filata semidura accomunano il caciocavallo al burrino
quest’ultimo presenta però al centro una palla di burro.
Da ricordare ancora il pecorino, la caciotta e il provolone, dalla
caratteristica confezione cilindrica e con un gusto dolce delicato se
ottenuto con l’uso del caglio di agnello, piccante se viene usato il
caglio di capretto.
pomodoro
s.marzano
dell’agro nocerino-sarnese D.O.P.
Il pomodoro è un
classico prodotto del Mezzogiorno e il condimento per eccellenza. La
Campania è tra le prime regioni in Italia nella produzione di questo
ortaggio, con una quantità che supera le 350.000 tonnellate e circa
6.700 ha coltivati (1998). La coltivazione dell"’oro rosso",
estremamente ricco dal punto di vista nutrizionale, versatile nell’uso
e con singolari qualità organolettiche, si estende in vaste zone del
casertano, del napoletano e del salernitano, preziosi serbatoi di
approvvigionamento per i mercati europei ed americani.
Ma è soprattutto nei terreni fertili dell’agro nocerino-sarnese che
si coltiva il S. Marzano qualità tipica ed esclusiva dell’agricoltura
locale. Pomodoro polposo, ricco di sapore e di vitamine, é adatto alle
dimensioni degli appezzamenti delle zone di produzione che sono, nello
stesso tempo, limitati ma contraddistinti dall’estrema ricchezza e
produttività. Da sottolineare inoltre nel mercato del fresco la
presenza del "corbarino". La massima parte del raccolto di
pomodori campani è destinata ad alimentare l’industria conserviera.
Anche nella localizzazione delle aziende produttrici e trasformatrici la
Campania detiene un primato nazionale (145 circa). Accanto alla
tradizionale lavorazione del pomodoro in pelati, nella quale il S.
Marzano eccelle per l’elevata resa in sostanza secca e il minore
tenore d’acqua, ha preso quota negli ultimi anni anche la produzione
di concentrati, succhi e passate per i quali è in continua crescita la
domanda sia sui mercati nazionali che internazionali.
la
pasta
Nell’ottocento i
pastifici campani producevano più di duecento tipi diversi di pasta,
tra lunga e corta. Alcune varietà come le lasagne, gli ziti, le penne,
i vermicelli, gli spaghetti, sono entrati a far parte della tradizione
culinaria. Oggi, alle soglie del duemila, la pasta, elemento
estremamente digeribile, ricco di carboidrati, vitamine, ferro, fosforo
e proteine, è il fulcro della cosiddetta "dieta
mediterranea".
Ogni italiano consuma circa 20 kg. di pasta all’anno per un totale di
1.120.000 tonnellate, mentre oltre 350.000 tonnellate vengono esportate
all’estero, per soddisfare le richieste dei mercati europei,
giapponesi ed americani.
Gran parte delle circa 180 ditte produttrici è dislocata in Campania,
soprattutto nelle province di Napoli e Salerno. I due elementi base
della pasta sono estremamente, semplici farina di grano duro e acqua. L’impasto
passa in un primo tempo, per la fase di "granolatura", che dà
omogeneità al prodotto e, successivamente, per la
"trafilatura" che gli conferisce la forma voluta. Una delle
tappe fondamentali èl’essiccamento opportunamente dosato, che si
ottiene mediante la ventilazione della pasta.
Una buona pasta deve tenere la cottura, cioè deve avere al suo interno
un buon grado di glutine: la proteina che trattiene l’amido nella
farina e non permette la sfaldatura del prodotto durante la cottura.
Nonostante la presenza costante di questo alimento nella tradizione
gastronomica, soprattutto della Campania, il mercato negli ultimi anni
ha subito una positiva espansione dovuta non solo alle continue
innovazioni in campo tecnologico e produttivo, ma anche alla
rivalutazione della pasta dal punto di vista nutrizionale.
mela
annurca campana
È una varietà
tipica della Campania, che sta ora diffondendosi anche nelle altre
regioni centro-meridionali. Il frutto, dalla caratteristica colorazione
rosso striato, ha una polpa bianca molto compatta, croccante, abbastanza
succosa, con un eccellente sapore giustamente acidulo. Il ricco
contenuto di potassio, calcio e fosforo la rende un alimento prezioso
dal punto di vista nutrizionale.
La produzione media annua dell’annurca sfiora 111.200.000 di quintali
e il suo peso percentuale, nello standard varietale della melicoltura
campana, ~ del 50% con punte che toccano 180% nell’avellinese,
beneventano ed acerrano-nolano e su quello nazionale di circa il 6%.
Oltre all’annurca standard, che rappresenta la quasi totalità della
superficie investita, nuovi doni particolarmente diffusi sono la
"Bella del sud" e la "Rossa del Sud". Al di là
delle zone tradizionali di coltivazione intensiva, che abbracciano le
aree di Caserta e di Napoli, la mela annurca sta vivendo un periodo di
piena espansione e un processo di intenso rinnovamento, grazie alla
diffusione delle recenti innovazioni in campo tecnologico e genetico,
soprattutto nei territori dove è più recente l’introduzione di
questa coltivazione.
i
grandi vini
La viticoltura
investe in Campania un’area di circa 41.600 ha, con una produzione
vinicola pari in media annua di circa 2.000.000 hl. La natura fertile
del terreno, il clima, i continui miglioramenti tecnologici da parte
delle piccole come delle grandi aziende, hanno portato tutte e cinque le
province campane a dividersi il riconoscimento dei propri sforzi
produttivi con l’ottenimento della denominazione di origine
controllata e garantita e di ben 19 d.o.c.
che sono:
Taurasi, Ischia, Greco di Tufo, Solopaca, Capri, Fiano di Avellino,
Vesuvio e Lacryma Christi del Vesuvio, Taburno, Aglianico del Taburno,
Cilento, Falerno del Massico, Castel San Lorenzo, Asprinio di Aversa,
Guardiolo, Sant’Agata dei Goti, Penisola Sorrentina, Campi Flegrei,
Costa di Amalfi, Galluccio, Sannio.
I vini campani sono il frutto di una particolare simbiosi tra le
tradizioni millenarie di queste terre,
legate ad un patrimonio che vanta vitigni di eccezionale qualità (Aglianico,
Biancolella, Asprinio, Piedirosso, Greco, Fiano, Peri e’ Palummo, Coda
di Volpe, Falanghina, Forastera) e la razionalizzazione degli impianti
accompagnata da una attenta selezione clonale e sanitaria. Oltre ai 19
DOC, la cui fama è già consolidata, altri prestigiosi vini stanno per
ottenere lo stesso risultato, mentre nove vini hanno ottenuto la
denominazione di origine geografica.
Grazie inoltre ad un accurato programma di selezione, si mette a
disposizione dei vivaisti e dei viticoltori una materia prima di elevata
qualità, che non può non consolidare l’immagine di classicità e
qualità dei vini campani nei mercati nazionali ed internazionali.
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