Bob Rauschenberg a Napoli
Bandiere di Maggio 1999
Piazza del Plebiscito 24 aprile - 24 settembre

Comune di Napoli
Regione Campania
Istituto Banco di Napoli

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Robert Rauschenberg

TRIBUTE 21
Per onorare il contributo dell'arte e della cultura al XXI secolo.

"La mia convinzione,
fondata sull'esperienza
delle mie varie e numerose
collaborazioni in tutto il mondo,
mi dice che da un contatto fra due persone attraverso l'arte
scaturiscono potenti energie pacificatrici,
ritengo che sia questo il modo più efficace per chiunque
di condividere
informazioni comuni e particolari,
nel desiderio di condurci
verso la creazione di una reciproca comprensione
per il beneficio di tutti".

Tribute 21. In nome degli altri
di Eduardo Cicelyn

"Tribute 21" parla delI'avvenire, ma non è un omaggio al futuro. Nel senso antico della parola francese, hommage è l'atto rituale di sottomissione al signore. L'homme, da cui proviene hommage, è l'uomo-vassallo che s'inchina al cospetto dell'autorità. Rauschenberg non crede che il futuro abbia un particolare potere sul presente: dall'uno all'altro non c'è che il fuori in cui tutti siamo gettati. Il XXI secolo, dice l'artista, è nell'apertura culturale e morale del ventesimo, perché ne è l'utopia, volontà, possibilità e speranza di creare l'opera a venire. Titolando "tribute", l'artista evoca il senso di responsabilità della creazione che produce ricchezza e insieme il tributum che ciascuno deve alla comunità in cui vive. Si iscrive nella parola latina il gesto di "Tribute 21". Thibutum è la prestazione che il cittadino dell'antica Roma elargiva allo Stato secondo il proprio censo e che veniva prelevato per tribù. Medici, politici, architetti, registi, musicisti e quant'altri sono qui convocati a rappresentare ciascuno la propria "tribù", o se si preferisce la famiglia culturale da cui il testimone eccellente proviene. Non sarà l'atto della presentazione a proclamare la gloria di alcuni e non di altri, perché l'esposizione delle bandiere in piazza del Plebiscito a Napoli è la conferma del semplice onore della cittadinanza, e dunque di ciò che e già in comune con tutti. Ma la chiamata dell'artista esige anche una più precisa condizione: occorre appartenere profondamente agli altri per guadagnare un nome, e solo per poi pagare il prezzo più alto allo Stato, che per Rauschenberg è l'umanità intera. Perciò le grandi firme convocate nell'opera dell'artista americano non èdetto che siano le più famose (alcune certamente lo sono nel villaggio globale), ma sono a suo giudizio quelle di chi si èdistinto nella consapevolezza di dover restituire al mondo il senso della propria awentura. Non è ancora un privilegio e mai lo sarà avere quei nomi, essere uno di quei nomi. Essi sono il tributo che verrà prelevato "in nome degli altri", il debito verso la comunità da scontare ed esporre all'infinito.

Robert Rauschenberg non può concepire la propria opera fuori dallo spazio comune che la mostra esponendola agli altri. Nessun artista potrebbe. Ma la generosità di "Tribute 21"chiede in cambio un pensiero un pò più preciso. Che si può esprimere così: solo ciò che diventa comune mette in opera l'arte. Il rapporto dell'uomo con l'uomo mediante la tecnica e le sue invenzioni è la forza che orienta lo sguardo di Rauschenberg verso l'esterno. Sin dal principio, la lingua dell'artista interroga la presenza dell'uomo che si ritrova con sé e con gli altri perdendosi nell'incertezza prospettica del futuro tecnologico. Quei ventuno nomi in piazza sono allora i nomi comuni che sigillano il campo della creazione collettiva, dove quel che nasce in proprio può circolare liberamente nell'improprietà generale e nell'insuperabile partecipazione di tutti con tutto. Se la modernità ha chiuso nell'orizzonte anonimo della tecnica l'attitudine umana a creare in vista di uno scopo collettivo e se, nell'epoca del suo trionfo, la tecnica è l'impiego totale di ogni suo mezzo che riduce il mondo a una generica utilità, Rauschenberg sembra invece vedere nell'arte e in tutte le forme del pensiero creativo la potenza di un accadere in comune che svia il senso della tecnica verso la sua lontana origine poetica. Perciò non la teme e anzi l'accoglie nell'ambito del suo discorso, sperimentandone le possibilità in un laboratorio di forme che, in vista dell'opera, tiene idealmente insieme grafici, ingegneri, fotografi, chimici, architetti. Come l'alchimista secentesco, Rauschenberg convoca presso di sé tutte le forze del sapere, ne agita le formule, classifica gli elementi, indaga le materie, combina i codici, scomponendo e ricomponendo il mondo. In questo processo si racconta la storia di uno straordinario inventore, che ha attraversato il secolo cercando di dare forma e vita alle sue scoperte. Forse "Tribute 21" è anche il gesto di riconoscenza e amicizia che stringe l'opera dell'artista al mondo misterioso delle relazioni che l'hanno generata.

Natura e cultura, umanità e tecnologia, tradizione e awenire, lingua e invenzione, forma e vita sono i poli attorno ai quali ruota l'esperienza moderna dell'arte. Ma Io spazio d'azione in cui si muove l'opera di Rauschenberg travolge il confine fra la tela e il reale, mescolando i contrari nel movimento fulmineo della visione. C'è qui la memoria dadaista del gesto scandaloso e spiazzante, benché la lingua dell'artista americano non sia mai solo questo gesto, subito superato in velocità di composizione e ispirazione pittorica. Dai famosissimi combine-paintings in poi, il quadro di Rauschenberg, nelle innumerevoli forme che può assumere, assomiglia sempre a ciò che è per estremo realismo. lì presentare le cose, fino a dirle come in "Tribute 21", non aggiunge però alcun senso o dissenso. Se le sue immagini sembrano ritornare alle cose che sono anche fuori dal quadro, non si tratta più di una critica e mai di una rappresentazione, ma sempre di una intercettazione e di un'esposizione. L'immaqine è l'insorgere della cosa nella scia di luce che la lascia apparire (la sua storia, la trama di relazioni umane che la attraversa) su traiettorie che incrociano altre cose e altre scie di colori. In presa diretta sul mondo, l'opera di Rauschenberg fa apparire le cose di frammento in frammento nella loro determinazione infinita e fluttuante, che mette fuori fuoco ogni volontà di rappresentazione. Così presentando l'impresentabile, Rauschenberg ci insegna che non la presenza data nia la sua incertezza apre lo spazio dell'arte. Certo la cosa si dona in quanto tale, assomiglia a sé e non ad altro. E' però il venire nella presenza, il suo "avvenire", che fa della cosa un'immagine. Il dono della presenza è sempre un rinvio che invia al futuro e che mai ad esso si affida, perché nell'epoca della tecnica il futuro èpiuttosto il "fuori" del presente e la sua inquietudine. lnfine questo dice "Tribute 21": che la creazione porta il peso e il senso dell'umana awentura fuori da tutti i confini; e che l'opera sporge da ogni parte, di nome in nome, sempre "in nome degli altri". Al nuovo millennio il nostro che sta per passare lascia un'eredità che si specchia virtualmente all'infinito in tutte le lingue dell'universo tra le maestose colonne di piazza del Plebiscito. Di nome in nome, da uomo a uomo, ecco il tributo che la cultura porta con sè offrendosi agli altri: il dono dell'avvenire, quella speranza generosa nella vita che accomuna gli uomini, quando trasformano il mondo con un sogno e la fatica dell'immaginazione.

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PEACE - LA PACE
"...siamo tutti passeggeri su un'unica nave, la Terra, e non dobbiamo permettere che faccia naufrago. Non ci sarà una seconda Arca di Noé".
Mikhail Gorbachov

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MUSIC - LA MUSICA
"Se due persone fanno lo stesso tpo di musica c'è già una musica di troppo".
John Cage

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CINEMA - IL CINEMA
"Andare oltre la sala cinematografica, fare un film che lasci un segno duraturo è probabilmente la più grande emozione per chi fa del cinema".
Steven Spielberg

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CHILDREN - I BAMBINI
"Salvare un bambino è una benedizione; salvarne milioni è un'opportunità donata da Dio".
Audrey Hepburn

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HEALTH - LA SALUTE
"Combatti l'ingiustizia e l'ignoranza chiunque siano le loro vittime, come l'HIV, sono i nostri nemici e nemici dei nostri figli e delle generazioni future".
Dr. Mathilde Krim

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TECHNOLOGY - LA TECNOLOGIA
"Fino a che avremo istruito nel migliore dei modi ogni bambino, fino al momento in cui la parte più povera di ogni città non sarà risanata, non mancheranna cose da fare".
Bill Gates

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DANCE - LA DANZA
"Quando una persona giovane impara a ballare, capisce che può controllare la propria vita".
Jacques d'Amboise

"Risolvo le cose nella performance, per non avere confini, per avere quella possibilità di brillantezza".
Trisha Brown

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ARCHITECTURE - L'ARCHITETTURA
"Appartieni all'universo. Il suo significato ti rimarrà per sempre oscuro ma... farai la tua parte se metterai a disposizione la tua esperienza al maggior vantaggio degli altri".
R. Buckminster Fuller

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FASHION - LA MODA
"...il compito della moda è di ringiovanire le persone, renderle più sane e più dinamiche... La moda è amore per la vita".
Issey Miyake

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NATURE - LA NATURA
"Dobbiamo coltivare il mare e addomesticare i suoi animali... usando il mare da agricoltori invece che da cacciatori. Questo è quello che significa civiltà - quando l'agricoltura sostituisce la caccia".
Jacques Cousteau

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LABOR - IL LAVORO
"Nutriamo grandi speranze nel ventunesimo secolo, quando i sindacati liberi lavoreranno insieme in armonia".
Lane Kirkland

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EDUCATION - L'ISTRUZIONE
"Credo che si debba avere un atteggiamento positivo verso il mondo. La mia speranza è di lasciare un mondo un pò migliore di quando ci sono arrivato".
Jim Henson

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ENVIRONMENT - L'AMBIENTE
"La chiave di tutto è l'equilibro - quello fra contemplazione e azione, fra preoccupazione individuale e impegno sociale, fra amore per il mondo naturale e amore per la nostra meravigliosa civiltà".
Al Gore

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SPACE - LO SPAZIO
"Per fare una torta di mele partendo da zero, per prima cosa devi inventare l'universo".
Carl Sagan

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COMUNICATION - LA COMUNICAZIONE
"La mia più grande aspirazione è di aiutare l'umanità, costruire un sistema di comunicazione globale che favorisca l'incontro tra i popoli, controllare i casi di sovrappopolazione, fermare la corsa agli armamenti, salvaguardare l'ambiente...".
Ted Turner

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LITERATURE - LA LETTERATURA
"Lavorare con le parole è sublime... crea significati che assicurano la nostra differenza, la nostra umana differenza - la maniera in cui siamo diversi da qualunque altra forma di vita".
Toni Morrison

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HUMAN RIGHTS  - I DIRITTI UMANI
"...ho nel cuore l'ideale di una società democratica e libera in cui tutte le persone possano vivere insieme in armonia e con pari opportunità. E' un'ideale per il quale spero di poter combattere e che spero di poter raggiungere. Ma, se necessario, è un'ideale per il quale sono preparato a morire".
Nelson Mandela

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ETHNIC CULTURES - LE CULTURE LOCALI
"...ciò che è importante è che siamo tutti parte della grande famiglia umana. Dovremmo sostenere le buone qualità umane, lo spirito umano: l'affetto, un cuore tenero, e l'amore e la compassione. Queste qualità danno scopo alla vita e serenità. Si può essere non credenti e allo stesso tempo degli esseri buoni".
Dalai Lama

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ART - L'ARTE
"...una appassionata curiosità per il passato e anche un'apertura alla poesia - poesia di immagini che rivelano la bellezza e il mistero del mondo, che l'immagine sia quella piccola aterea di un Vuillard o quella strepitosa di un Magritte".
Dominique de Menil

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THEATER - IL TEATRO
"...siamo davvero sull'orlo del caos e dobbiamo scegliere fra la vita e la morte. La teoria ci insegna che un ordine più grande, più complesso ed elegante può emergere dal caos. E' nostro compito spiccare questo salto".
Rachel Rosental

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SPORTS - LO SPORT
"Vorrei insegnare agli altri la gioia che ho vissuto. Lo sport mette insieme la dedizione e la disciplina personale ed è il modo migliore che io conosca per avvicinare le persone ".
Bonnie Blair


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