NEOBORBONICI E SUDISTI AMERICANI

La bandiera Confederata e quella col giglio Borbonico, la grigia divisa dei "SOUTHERNERS" e la tenuta blu scuro di un Capitano dell'Esercito di Francesco II: un incontro-gemellaggio tra storia e attualità quello dei Sudisti Napoletani, rappresentati dal Movimento Neoborbonico, con i "Sons of Confedarate Veterans", organizzazione che raggruppa i discendenti maschili di coloro che combatterono la guerra di secessione americana (1861-65) dalla parte della Confederazione sudista.

Sabato 17 gennaio '98 alle ore 16, presso l'Hotel Majestic di Napoli, i Neoborbonici hanno discusso del passato e del presente con i "fratelli" d'oltre Atlantico, orgogliosi portavoce di un altro Mezzogiorno, accomunato al nostro da un identico destino di sconfitta. Ma ci lega anche la stessa volontà di riscatto, dichiara Gennaro DE CRESCENZO, Presidente del Movimento Napoletano, forte di oltre venti sedi e delegazioni in Italia e all'Estero, con diverse migliaia di iscritti. Nessuna differenza, allora, tra "SOUTHERNERS" e SUDISTI ? "Purtroppo sì" risponde DE CRESCENZO.

"I nostri amici Americani operano in un paese civile, in cui la storia dei vinti può essere rievocata con fierezza. Noi, invece, abbiamo il nemico in casa. Le resistenze dei cosiddetti "intellettuali" del sud nei confronti della nostra opera di revisione storica sul Regno delle Due Sicilie sono fortissime, e si capisce il perché. Questa classe dirigente rappresenta, oggi come ieri, interessi estranei al Mezzogiorno. Noi quindi abbiamo deciso di scavalcarla, anche con iniziative come quella di oggi. Le amministrazioni locali e nazionali si disinteressano del Sud; ed ecco che il Sud dialoga attraverso di noi, direttamente con l'Europa e con il resto del mondo".

Effettivamente l'Hotel Majestic, sabato pomeriggio, sembrava più simile a un'Ambasciata che ad un albergo, grazie ad un parterre di personalità di tutto rispetto, fra le quali: il Console Generale d'America per il Sud Italia Marianne M. Myles, il responsabile della sede veneta del Movimento Neorborbonico Antonio Pagano.

Solo nostalgia? "No" risponde deciso Danny TOMA dei SONS OF CONFEDERATE VETERANS. Stasera quello fra noi e i Neoborbonici è un gemellaggio "economico alimentare". Per questo abbiamo esposto materiale informativo e prodotti gastronomici Americani e Napoletani sulla stessa tavola. Giudichiamo positivamente l'iniziativa del "compra Sud"; è un importante veicolo per la rinascita di questa nostra splendida terra, che ormai può e deve contare solo sulle proprie forze".

Dal Mississipi al Volturno, allora, un solo grido "THE SOUTH WILL RISE AGAIN!

19.1.1998 Lorenzo Terzi


RITORNATI DAL PASSATO

Inno ufficiale dei Neoborbonici
Musica di Giovanni Paisiello (1740'1816)
Testo di Riccardo Pazzaglia

Dio ti salvi,cara patria
che ti distendi in questo antico mare d'eroi,
millenaria culla del pensiero
che nacque in Grecia
e in questa terra rifiorì.
Cancellata dalla Storia,
le tue bandiere vengono rialzate da noi.
Sulle sacre torri di Gaeta
scriviamo ancora
la parola: "Dignità".
Soldato del Volturno
che cadesti qui,
nessuno per cent'anni
il none tuo scolpì.
Dai figli che visti non hai
l'onore tu riavrai.
Ritornati dal passato,
chi in noi crederà stavolta vincerà.
Va avanti, tamburino,
suona come allor:
assente la fortuna
non mancò il valor.
Il Fato che un dì ci tradì
adesso ci riunì.
Ritornati dal passato,
chi in noi crederà
stavolta vincerà.


Le monete degli antichi Stati italici al momento dell' annessione ammontavano a 668 milioni così ripartiti:

Regno delle Due Sicilie milioni 443,2
Lombardia milioni 8,1
Ducato di Modena milioni 0,4
Parma e Piacenza milioni 1,2
Roma milioni 35,3
Romagna- Marche e Umbria milioni 55,3
Sardegna milioni 27,0
Toscana milioni 85,2
Venezia milioni 12,7

Il Regno delle Due Sicilie aveva due volte più monete di tutti gli altri Stati della
Penisola uniti assieme.
Francesco Saverio Nitti, Scienze delle Finanze. Pierro, 1903; pag. 292.


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