Tendenze


La moda nascosta
"FERROVIA S.A.S."
Parliamo di moda


La moda nascosta

Già vi immagino donne... impegnate, curiose, giovani e meno giovani, ma comunque moderne, non so perché, ma vi penso donne! Forse perché chi vi serve è una donna, madre, moglie, amante e di professione commerciante. Ecco che in tutto questo gran da fare è Natale, che non solo è il periodo più bello dell'anno, almeno per me, ma anche il più faticoso in quanto per il mio lavoro dovrò impegnare il massimo delle mie energie. La mia attività non è solo quella di accontentare ed esaudire le richieste delle clienti, ma anche quella di stuzzicarle, di consigliarle e d'incentivarle all'acquisto. Bene! Svelo il mio segreto, vendo abbigliamento intimo donna e uomo, calze, collant moda e lingerie. In verità vi dico che, il tanto sospirato "rosso," venduto, sognato e amato gli altri anni, non è più di tendenza, solo qualche superstizioso continua questa inutile tradizione. E allora per accontentarlo ecco un tanga rosso con piumetta che si affaccia sul fondo schiena o quello in tulle trasparentissimo, che non lascia nulla all'immaginazione. Il colore per eccellenza è il nero, seducente, accattivante ed anche spregiudicato. E' vero che conta essere belle dentro per essere amate, però un po' di fantasia aiuta sempre. Un baby-doll osé, un reggicalze che può essere intravisto quando si accavallano le nostre gambe, un reggiseno in pizzo che fuoriesce ingenuamente dalla scollatura e, ancora e ancora di più può fare questo Natale o Capodanno, per chi non ci ha pensato e rivolga il suo sguardo a questa vetrina che non fa solo sognare. Per le più audaci c'è il collant con il reggicalze incorporato, rigorosamente nero e per l'uomo chic un calzino in chiffon per l'abito in tasmania o lo smoking nero. Il box per lui? L'uomo spiritoso può anche osare un disegnino che ricorda il Natale, ma per l'uomo accattivante, c'è sempre e solo lo slip un po' alto in filo di scozia un po' aderente, cosa c'è di più sexy in un uomo se non lo slip? Bene questo ed altro ancora opera il Natale, il relax aleggia, lo champagne ci attende via con i nostri desideri più nascosti! Ciao e auguri.

Cristina Di Pascale
Carrano Intimo - Via Michelangelo Schipa n°162- Napoli

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"FERROVIA S.A.S."
C.so Novara, 5 - 80142 Napoli
Tel. (081) - 553.89.93

Un nuovo spazio collega Napoli: lo hanno aperto Anna Laudiero ed Enrica Sifola al VI piano di un palazzo al numero 5 di Corso Novara, che affaccia sul tetto della Stazione Centrale e sui grattacieli del Centro Direzionale, con uno spicchio del Vesuvio in lontananza.
Dentro una gabbia di luci, tappeti Kilim, Kilim Gabbeh - l'ultimo grido, alti, pelosi e preziosi, dai caldissimi toni rossi, gialli, verdi e blu - Kars e Baktiari, raffinatissime oliere "Andaluse" di produzione toscana accanto a mille coperte indiane patchwork intessute d'oro e mezzeri geometrici bordeaux e grigi, tante proposte di arredi e bibelots per la casa in città, al mare e in campagna.
Oggetti di artigianato multietnico ed esclusive cornici in tartaruga di fiume e di mare o in cuoio fatte una per una, boccioni indiani antichi e lingam porta fortuna, slanciati candelieri in ferro battuto e cassettiere da scrivania, portacarte, vasi in vetro vellutato e leggero, bicchieri e brocche in ogni foggia, grandi piatti africani blu cobalto, bordeaux, giallo e ocra. Antiquariato e cose belle di tutto il mondo, a richiesta e per caso.
E' aperto tutte le mattine e il pomeriggio su appuntamento

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Parliamo di moda

È innegabile, la moda è "di moda". Dal prèt-a-porter all'alta moda, le manifestazioni ufficiali fanno accorrere gli addetti ai lavori: modelle, fotografi, fornitori e compratori. È un mondo fantasmagorico, un caleidoscopio effervescente, un circo improbabile popolato di animali strani e domatori folli. Ma non è tutta follia. La moda è un grosso affare ammantato di allegria che pur coniugando arte e cultura è sempre finalizzato al business. In tutto questo l'Italia è protagonista indiscussa. Usando i suoi prodotti - maglieria, pelletteria, calzature - ed i suoi "cervelli" - Versace, Prada, Gucci, Gai Mattiolo (solo per citarne alcuni) si veste con quella tela d'immagine che solo Parigi sa ricreare e punta ad irretire i grandi compratori tradizionali: Stati Uniti e Oriente. La gente italica è scaltra. Cavalca l'onda favorevole creando stili e tendenze e s'insinua nei mercati più esclusivi con sue boutiques proprio a Parigi e in quello che è lo shopping per eccellenza: New York. Ma allora, ci domandiamo, perché non si riesce a creare in casa propria i centri del potere? È pur vero che saltuariamente qualcuno ci prova incoraggiato anche dai timidi cenni di ripresa di Milano o dai segnali di risveglio di Firenze o Roma. Ma ad ogni gruppo che insiste, corrisponde una fuga: leggi Valentino per tutte. Ed egli così giustificava il suo "volo" a Parigi: A Roma manca il pubblico giusto. Le strutture sono inesistenti. I politici non hanno compreso l'importanza del settore; la stampa che conta è assente. I compratori a Roma non vengono più.
E come dargli torto, se Gattinoni, nell'ultima sfilata di Roma, ha dovuto sostituire con tre manichini, con le loro fattezze, le prime donne della repubblica: Marianna, la figlia del presidente, Donatella Dini e Flavia Prodi. Con questi presupposti il discorso Napoli non può differire di molto, anzi, alcuni aspetti di provincialismo si vanno acutizzando. In alcuni ambienti, specialmente quelli di Palazzo, quando si parla di moda, diventa tangibile una sorta di imbarazzo dove, se pur è evidente il nuovo look che deve confermare la "svolta" e l'abbandono del "completino grigio", non ci si riesce a spogliare completamente dell'abito esistenzialista: Si ricrea una controtendenza e parlare male di moda diventa un obbligo morale. E quindi, ci si chiede, quali sono le prospettive per le "matite" napoletane. Quali spazi è possibile ritagliare per gli stilisti che desiderano operane nella realtà a loro più congeniale? La scuola napoletana vanta una lunga tradizione che non ha bisogno più di alcuna verifica. Lo dimostrano i grandi nomi della moda (Sarli, Barocco) che sanno bene cosa voglia dire essere cittadini del mondo e vivere da protagonisti nel villaggio globale. Nei vecchi e nei nuovi traspare sempre tutta la fantasia, la solarità e il mistero che emana dalla città e che fa parte, anche inconsapevolmente, della pelle di ognuno.

Fiorella Annarelli

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