The NET
A chi gli
chiedeva se credesse in Dio, Isaac Asimov scienziato e grande
scrittore di fantascienza, rispondeva più o meno così:
"Non posso dire se Dio esiste, ma il giorno in cui tutti i
computer del mondo saranno collegati, qualcosa di molto simile a
ciò che noi intendiamo per Dio esisterà." Asimov,
inventore della indimenticabile saga della "Fondazione e
delle leggi della Robotica", scrittore culto per una
generazione di appassionati; non ha avuto il tempo di vedere il
diffondersi di uno dei più grandi fenomeni mondiali di questo
fine secolo, che poi era anche la sua profezia: L'affermarsi di
Internet, ovvero il tentativo riuscito di collegare, appunto,
tutti i computer del mondo in un'unica rete. Asimov,
probabilmente, in qualche modo aveva calcolato, la straordinaria
potenza che può sprigionarsi dall'avere l'intero patrimonio
d'informazioni e di conoscenza che i computer possono archiviare,
tutto insieme disponibile, utilizzando un mezzo, che tra l'altro,
risulta essere anche il più potente strumento di comunicazione
ovvero: "la rete globale". Internet, la Rete, oggi non
è ancora veramente Universale e nessuno sa se un giorno essa
veramente lo sarà, ma intanto inevitabilmente, essa si diffonde
in maniera così esponenziale, come mai invenzione umana era
riuscita. Ma la cosa più straordinaria e che Internet riesce ad
affermarsi non solo come potente fenomeno tecnologico e
innovativo ma anche e soprattutto come fenomeno culturale e con
la stessa capacità di diffusione. Negli USA, paese inventore e
culla di "The Net" sempre di più si afferma la cultura
del "esisti se sei nella rete". La Profezia di Asimov
dunque in qualche modo veramente si sta avverando e Internet
rischia addirittura di assomigliare sempre di più anche ad una
Chiesa. Nel senso ovviamente di religione. Chi la rete la usa
davvero, per lavoro, studio piacere o quant'altro e non ne parla
solo, ha infatti alcune certezze che inevitabilmente è possibile
paragonare a quelle di un credente. La Rete c'è, è ovunque ed
è onnipotente, anche se non si vede e non si tocca. Anche altri
concetti assai simili a dogmi sono diffusi tra i cosiddetti
"Utenti della rete" ma incredibilmente capovolti
rispetto ad ogni tradizione. In primo luogo l'idea che Internet
è un'onnipotenza, ma creata dall'uomo, mentre è noto che per
ogni religione classica è sempre vero il contrario, ovvero che
l'uomo è frutto dell'onnipotenza. Anche il concetto di
"Eden perduto" in questo caso viene invertito, L'eden
(non il paradiso) appartiene al futuro, ci sarà ..., quando
tutto potrà essere fatto sulla rete, quando basterà premere dei
tasti per ricevere a casa la pizza appena sfornata o il
certificato comunale. Tutto sommato niente altro che la buona
frutta appesa all'albero, sempre a portata di mano, di catechesi
memoria. Banalizzazioni a parte, la diffusione nel mondo di
Internet, come strumento di comunicazione e come innovazione
tecnologica, economica, sociale e culturale è tale che i rischi
di rimanere nel nostro paese ai margini della sua diffusione è
troppo alto. Per ritornare all'azzardato paragone, forse vale la
pena di ricordare che l'Islam e il Cristianesimo diffusero, con
la fede, anche cultura e civiltà. Chi non ne fu coinvolto
spesso, troppo spesso, è rimasto ai margini anche
dell'evoluzione. In Italia troppe ancora sono le resistenze,
anche istituzionali e culturali al diffondersi del verbo di
"The Net" e i pochi utilizzatori rischiano qui di
essere setta più che chiesa. Possibile che nel nostro paese il
50% della popolazione si vede oggi di fatto vietato l'uso della
rete perché costretta da un arcaico sistema monopolistico di
gestione delle comunicazioni a dover subire tariffe
insopportabili ?. Ci riferiamo al fatto che chi non abita nei
centri urbani capoluoghi (ovvero il 50% degli Italiani) per
chiamare i fornitori di accesso che ovviamente e generalmente
hanno sede nelle grandi città sono costretti ad usare la
Teleselezione. Che fine hanno fatte le proposte del Ministro
Maccanico e del sottosegretario Vita sul numero unico di accesso
ad Internet ? E non ci si dica, come fa la Telecom, che il numero
di utenti è troppo basso per giustificare l'investimento,
sappiamo tutti che questo è un ragionamento da gatto che si
morde la coda e poi suvvia la "libertà di religione"
è un diritto sancito dalla costituzione e va tutelato. Se volete
possiamo anche metterla così! E il computer in ogni scuola di
Veltroni ? Quando arriveranno? (guardate che Clinton e il suo
illuminato vice, nel paese "ammazza stato sociale"
entro il '97 ha intenzione di realizzare il "dream", un
computer su ogni banco e quelli fanno sul serio! Insomma il
rischio che l'Italia aumenti il suo gap tecnologico col resto del
mondo è reale e la velocità di diffusione di Internet rischia
di aggravarlo. Probabilmente tutti dovrebbero fare la loro parte
e meglio su questa materia, comprendendo che non è in gioco solo
una nuova moda ma la capacità del paese di essere all'altezza
del progresso mondiale, che non aspetterà sicuramente noi. Certo
nel paese in cui, giustamente, negli ambienti colti, sbagliare
una citazione latina è ancora cosa assai grave, ma dove è anche
possibile vantarsi di non saper usare il computer facendone di
ciò addirittura un vezzo intellettuale, tutto diventa più
difficile. "E' meglio Mario che non sa cos'è un PC"
racconta senza ironia la canzone vincitrice del premio più
educativo (sic!!) del nostro paese: LO ZECCHINO D'ORO e nessuno
si è scandalizzato. In Norvegia l'autore probabilmente lo
avrebbero processato per incitamento all'ignoranza. Credo che se
si andrà avanti così, senza interventi decisi di carattere
realmente educativo, soprattutto nel mondo della scuola resteremo
sul serio troppo indietro per recuperare. Personalmente come
mujaheddin della fede di Internet proporrei intanto pene
corporali per quella famosa conduttrice della Rai, che
presentando il concorrente del quiz della serata, affermava
candidamente, davanti a milioni di telespettatori, di cui
probabilmente tanti giovani e bambini: "Oddio lei lavora coi
computer, ma come fate ad usare quelle cose misteriose, io
proprio rabbrividisco...." Vilipendio alla religione!!!
Domenico Pennone
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