TOTO' PRINCIPE CLOWN

Partendo dall'intenso rapporto che Totò ebbe col teatro di rivista e dall'influsso che questo sempre esercitò, con esiti differenti, sul suo personaggio cinematografico, Bìspuri analizza tutti e 97 i film interpretati da Totò, evidenziando gli aspetti salienti e ricorrenti dei molteplici registri recitativi di quello straordinario attore che fu Antonio de Curtis.

Nell'intero "corpus" cinematografico vengono così individuati "flussi" e "tendenze", ossia gruppi di film riconducibili a strutture narrative di genere, quali la farsa, la parodia, la commedia, il dramma borghese, il racconto surreale ecc., che hanno caratterizzato nel corso di trent'anni (1937-1967) l'evoluzione del personaggio creato da de Curtis, dalla marionetta dei primi film fino allo stupendo e conclusivo "Trittico" pasoliniano ("Uccellacci e uccellini", "La terra vista dalla luna", "Che cosa sono le nuvole"), dove la recitazione di Totò, guidata dall'intuizione lirica ed elegiaca di Pasolini e sovraccaricata da un accumulo recitativo allucinatorio, sfocia nel surreale.

All'interno di tali presupposti, Bìspuri fornisce di ciascun film, oltre all'indicazione del regista, degli sceneggiatori, dell'anno di edizione, della durata, dell'incasso e del numero dei biglietti venduti, una critica rigorosa, accompagnata dalla messa in evidenza degli innumerevoli e talora occulti rimandi interni tra film e film.

Il libro può essere considerato come un meditato tentativo di comprendere, al di là della semplice e abusata anedottica su Totò, i valori più peculiari e più profondi con cui si espresse, diventando immortale, la più grande maschera italiana di questo secolo e uno dei più grandi attori di tutti i tempi.

La preghiera del clown

Più ho voglia di piangere
e più gli uomini si divertono,
ma non importa, io li perdono,
un po' perché essi non sanno,
un po' per amor Tuo
e un po' perché hanno pagato il biglietto.
Se le mie buffonate servono
ad alleviare le loro pene,
prendi pure questa mia faccia
ancora più ridicola,
ma aiutami a portarla in giro
con disinvoltura.
C'è tanta gente
che si diverte
a far piangere l'umanità,
noi dobbiamo soffrire
per divertirla.
Manda, se puoi,
qualcuno su questo mondo,
capace di far ridere me
come io faccio ridere gli altri.

Antonio de Curtis