MINISTERO BB.CC.AA. SOPRINTENDENZA PER I BENI AMBIENTALI E ARCHITETTONICI DI NAPOLI E PROVINCIA
Dandy design
Cleto Munari
Napoli, Scuderie di Palazzo Reale - 15 maggio - 30 agosto 1997

Dandy- Design - Cleto Munari di Enzo Biffi Gentili, è la mostra inaugurata il 15 maggio nelle Scuderie di Palazzo Reale di Napoli a cura della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Napoli e Provincia, con l'allestimento a cura di Aldo Cibic.

Il percorso espositivo ha inizio con la sezione dedicata agli argenti di famosi desigriers come Carlo Scarpa e Ettore Sottsass; quindi si possono ammirare gli ori di Richard Meier o Alessandro Mendini e tutta la collezione dei vetri di Murano. Saranno inoltre presenti, nella sezione design, tavole e lampade progettate dal designer vicentino, gli orologi firmati "Cleto Munari" e alcuni prodotti ideati per la Zanussi. Particolare sarà la presenza di un laboratorio interattivo per bambini.

Ad Aldo Cibic, architetto, è stato affidato l'allestimento della mostra, (realizzato dalla ditta Cuccaro Arredameti), in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Napoli. Cibic ha puntato su di una grafica simbolica e di rapida lettura, che permette una comunicazione parallela agli oggetti esposti. Si usano immagini stampate ad aerografo su drop paper, accompagnate da brevi citazioni tratte dal libro-catalogo di Biffi Gentili, brevi messaggi inseriti in cornici semplici, di legno laccato bianco, sospese nelle splendide arcate delle Scuderie del Palazzo Reale di Napoli. Tutto ciò consente una lettura chiara ed efficace a qualsiasi tipo di visitatore, una lettura "sospesa" che rende più agevole il non facile compito di mostrare la complessità simbolica racchiusa in tutti gli oggetti esposti.

La mostra è corredata da un catalogo, edito da Electa Napoli, curato da Biffi Gentile. L'autore, letterato di formazione, storico e critico delle arti applicate, teorico della fine di ogni gerarchia tra arti "maggiori" e "minori", liberali e meccaniche, è giunto a ipotizzare un "primato" del design sulla pittura e sulla scultura tra le arti del disegno italiano del Novecento nel suo libro La Sindrone di Leonardo Artedesign in Italia 1940-1975, Allemandi, Torino 1995. Si è anche più volte dedicato con saggi e mostre al tema dei rapporti tra design e letteratura e sostiene l'esistenza di un Dandy Design che trova in questo libro su Cleto Munari un'articolata e particolarmente convincente trattazione. Si realizzano nella scrittura "accoppiamenti non giudiziosi" e imprevedibili (tra Eisenman e Sottsass sul piano del misticismo, tra Vignelli e Tusquets sul terreno delle immagini "magiche" ecc.) e si svelano in Scarpa gli aspetti di un moderno "decadente" in campioni del post-modern, come Tigermann o Venturi, i segni di una progettualità "razionale", contestando in questo modo le cosiddette "idee ricevute". Inoltre, nella ricerca erudita e divertita delle "fonti" storiche, si produce un altro ribaltamento dei giudizi correnti: sovente gli argenti del Settecento o dell'Ottocento si dimostrano progettati con un'intenzione di funzionalità, mentre molti tra quelli del Novecento, considerati archetipi del design, appaiono come modelli di un'astrazione estetizzante. Le arti applicate e il design di argenti si rivelano, poi, solidi supporti per una riflessione storico-filosofica e psicologica "alta", in un metodo di lettura fondato su quelle ambiguità teorizzate dal grande critico letterario William Empson, che scriveva: "Tutte le osservazioni freudiane … che divertimento".

Infine, una clamorosa novità di questo libro è la "scoperta" di Cleto Munari designer in proprio, progettista di oggetti in materiali "vili", a basso costo, utili, alcuni dei quali entrati nella collezione del Museo d'Arte Moderna di New York. E' una folgorante contraddizione con il suo più noto ruolo di editore di oggetti lussuosi e "superflui".

In occasione della inaugurazione della mostra è stata installata nei giardini di Palazzo Reale - lato Castel Nuovo - un'opera di Pasquinaccio. L'artista trevisano è riuscito con ironia a realizzare con colori e stucchi di antica fattura un cavalluccio a dondolo la cui base tronco-piramidale è rivestita di granito con inserti in specchio.
La base è stata progettata dallo studio Zangrandi Associati di Verona e realizzata dalla Stone.


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