Museo Cappella Sansevero

Museo Cappella Sansevero. Riconosciuto, con legge 22 settembre 1960 n° 1080 come Ente di diritto privato, il Museo Cappella Sansevero è stato originariamente regolamentato con D.M.P.I. del 10.04.1961. Dopo il restauro dell'omonimo complesso monumentale (1988 - 1990) le persone che erano istituzionalmente preposte all'Ente, redigono un nuovo Statuto-Regolamento approvato e registrato il 18 febbraio 1992. In base al nuovo statuto gli scopi istituzionali del Museo Cappella Sansevero vengono ampliati. Alla originaria funzione museale di rendere fruibile al pubblico il rilevante patrimonio artistico nell'omonimo complesso monumentale (tra le altre opere, il celeberrimo "Cristo Velato"), viene aggiunto lo scopo di "organizzare convegni, dibattiti, manifestazioni ed iniziative artistico-culturale" finalizzate alla salvaguardia e alla diffusione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e monumentale della città di Napoli. Nel quadro di tali nuovi compiti istituzionali, il Museo Cappella Sansevero nel maggio 1992 si rende promotore e organizzatore del "Comitato per il restauro della statua del "Nilo giacente" altrimenti detta "Corpo di Napoli". In un momento storico di crisi profonda e di grave immobilismo delle istituzioni cittadine, con la costituzione del Comitato, il Museo Cappella Sansevero lancia una sfida e indica un nuovo modello di restauro del patrimonio artistico: il recupero di un monumento, di un'area della città, deve passare attraverso la collaborazione e la partecipazione attiva di tutti coloro che, per ragioni logistiche o istituzionali, sono i veri e più diretti interessati. Con lo slogan "Una goccia per il Nilo", il Comitato si rivolge così alla gente, in particolar modo a quella del luogo, a coloro che hanno maggiore interesse al recupero e alla vivibilità del proprio specifico tessuto urbano, invitando tutti a partecipare anche solo con mille lire. Oltre 7.000 attestati di partecipazione rilasciati segnano il successo dell'iniziativa che trova vasta eco sulla stampa nazionale ed estera. L'immagine della statua del Nilo restaurata è oggi il "logo" che contraddistingue le iniziative del comune di Napoli. La tutela della statua è affidata agli abitanti della zona: quegli stessi che hanno versato il loro contributo per restaurarla. II nuovo modello di recupero è stato poi seguito da altre associazioni culturali di Napoli e di altre città d'Italia, cui è stato fornito il modello di statuto ed il know how. Nel dicembre 1997 l'Avv. Carmine Masucci, quale rappresentante del Museo Cappella Sansevero e Presidente del Comitato, riceveva il primo premio "Napoli DOC.", promosso da "il Mattino" e Legambiente, assegnato con la seguente motivazione: "per aver portato a compimento il primo restauro in Italia con le modalità dell'azionariato popolare". Negli anni '92, '93, '94 il Museo ha collaborato, anche con un proprio contributo, con la Fondazione Napoli '99, organizzatrice della manifestazione "Napoli porte aperte". Ha, negli ultimi anni, organizzato numerosi convegni e dibattiti, tenuti nel complesso monumentale, sulle personalità storico-politiche e sugli artisti del '700 napoletano. E' di sua emanazione una casa editrice (Alos s.r.l.) specializzata nella pubblicazione di opere tematiche del e sul diciottesimo secolo. E' aderente alla FACN dalla nascita dell'organismo federativo. Dal 1998 nel complesso monumentale viene organizzato il concerto di Natale ad iniziativa della FACN.


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