Questo libro,
che ho scritto
nel 25° anno dalla morte di mio padre
- Salvatore D'Esposito -
affinché lo conoscessero un poco,
lo dedico al grande Amore
che ha unito Salve a Giulia
e, con il loro esempio,
Isa e Felice
e mi auguro
Andrea a Marzia.

Ho scritto queste pagine con valore puramente storico,
nel 25° della scomparsa di mio padre
Salve D'Esposito,
riconoscendo modestamente
di non esserne all'altezza
e chiedo,
con molta benevolenza,
da parte di chi legge,
di non definirmi una scrittrice.

Buona lettura!

Mancano molte notizie su artisti,
poeti, parolieri e cantanti.
Ammetto di non averle trovate e mi dispiace.
Chi legge e vuole aiutarmi,
può rintracciarmi presso 1'associazione "Anema e core"

isa XIX- X- MMVII

www.associazioneanemaecore.it
info@associazioneanemaecore.it

Io, Isa, figlia di Salvatore D'Esposito, in arte Salve D'Esposito, "l'aggio visto" per cinquant'anni, infatti, sono nata nel 1932 e mio padre è morto nel 1982.
Sono stata vicino a quest'uomo meraviglioso, fermo, con una volontà che non si piegava di fronte a nessun ostacolo, come ha dimostrato nella sua vita.
Forse ora che ne scrivo, mi sembra di capirlo meglio perché gli assomiglio; infatti, pur andando tanto d'accordo per affinità, quando discutevamo, facevamo faville.
Era umile e discreto, a volte fin troppo, soddisfatto e straordinario, a volte deluso e in altri momenti superbo, proprio come si dice nel napoletano, insomma andava dall' uno al novanta.
Spesso mi diceva: "Isa, questo alternarsi di situazioni rendono la vita degna di essere vissuta".
Sapeva indossare il tait e gli shorts con la stessa disinvoltura e con la stessa non "chalance", i sandali aperti e le scarpe lucide da gran sera.
Sapeva tenere la bacchetta per dirigere un'orchestra da dieci, venti, cento persone, come avvenne in occasione dell'apertura della mostra dell'Oltremare a Napoli, e questo accadeva pochi giorni prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, sapeva fare i castelli di sabbia vicino al mare, pronto a rifarli appena crollavano.
A questo proposito, ricordo anche, sempre sulla sabbia, la preparazione e 1'attuazione del "Vesuvio" che fumava: ricordo perfettamente quel fumo bianco che disegnava nel cielo un abete alto, alto, alto...
Per il suo lavoro sapeva fare le quattro del mattino e alle sette essere pronto, se capiva che la sua presenza potesse far piacere o essere utile a me, a mia sorella, a mia madre o a qualche amico.
Viveva veramente per la famiglia, rispettava gli amici e le persone, ed era rispettato dagli altri.
Come non ricordare la sua bontà mista all'umiltà quando decretava: "Tutti sono valenti; tutti sono bravi nel proprio lavoro; tutti riescono a dare il massimo; tutti sono educati", anche se ripeteva spesso: "Tutti sono accontentati anche quando chiedono cose che non si dovrebbero chiedere; tutti meritano di essere aiutati".
Certo di Amici con la A maiuscola ne ha avuti tanti: come non menzionare: Giuseppe Tamburrino, primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione, scomparso nell'Ottobre del 2003, autore di diversi testi, tra cui: "Lineamenti del nuovo diritto di famiglia" (1978), "La filiazione" (1984), "Le servitù" (1997) che, conosciuto durante la vita militare, e sempre rimasto un amico caro con cui condividere le vacanze estive a Formia e le tante serate trascorse a Roma.
Enrico Colonnese, ottimo violoncellista che ha saputo stargli vicino dal 1932 al 1982, spostandosi da Capri, dove viveva, a Roma, dichiarandosi fortunato per aver trovato casa vicino al suo amico.
Amedeo Battisti D'Amario, sublime violinista, uomo serio e onesto, dotato di una vena di ironia indimenticabile. Armando Vinciguerra, Comandante dei carabinieri di Sorrento, uomo vigoroso e battagliero.
La famiglia Veniero di Capri, ed il figlio Filippo Antonio, chiamato da noi tutti "Niuccio", l'unico figlioccio di mio padre che, avendo iniziato lo studio del pianoforte, lo ha concluso, ha continuato con la composizione ed ha insegnato nel Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli. Infatti, Salvatore D' Esposito soleva dire che il Sacramento della Cresima comporta una grande responsabilità.
Il Dottor Pruzzillo (medico di famiglia a Capri).
Il 10 giugno 1940, io Luisa, ero a Capri con la divisa "figlia della Lupa", nella piazzetta principale, ma non ero sola, con me c'erano tutti gli abitanti che per età e ruolo dovevano indossare la divisa ed essere presenti gli uni vicino agli altri. In alto, era stato posto un altoparlante, dal quale dovevamo ascoltare ciò che il Duce, Benito Mussolini, Capo dello Stato doveva dire a noi Italiani.
Faceva tanto caldo e la giornata era molto bella ma, quando parlava il Duce, si udiva, vi posso assicurare, solo la sua voce.
Dopo pochi giorni, mio padre indossa la divisa grigio-verde da "Caporal maggiore" e, con tanti altri, che ugualmente indossano pesanti divise, ruvide al contatto e con scarponi dalle lunghissime stringhe... parte per la guerra, iniziata il 10 giugno 1940. La giornata era piena di sole, ma divenne la pin brutta della mia vita, quando capii, crescendo, l'orrore di quel momento storico.
Io non immaginavo mio padre sul Campo di battaglia, pronto a sparare contro "un altro uomo" che doveva considerare nemico, proprio lui che considerava tutti amici.
Noi siamo vissuti a Capri dal 1931 al 1942, in una villetta il cui nome era Villa Giulia. Io sono nata a Sorrento perchè la "sala parto" si trovava presso la casa della nonna materna Raffaella, che riusciva ad essere presente in ogni occasione della vita per i suoi quattordici figli con relative famiglie e nipoti.
Dopo quattro giorni dalla mia nascita sono tornata a Capri dove sono poi rimasta. Infatti, mia sorella Raffaella, e nata a Capri nel 1937.
Mio padre, Salvatore D'Esposito, lavorava tutte le sere con la sua Orchestra, nel grande albergo Quisisana ma, spesso, si recava a Napoli per eseguire musica sinfonica all'EIAR (la R.A.I. dell'epoca) e al Teatro San Carlo, alternando musica classica con musica sinfonica e ballabile.
Quando nel giugno del 1940 scoppia la guerra, Salvatore, come ho gia scritto, è richiamato alle armi e mandato in Grecia.
Quante lettere, quanti sogni, sempre sperando di rivederci presto!
Ricordo che, quando giunse il primo Natale, mentre eravamo in guerra, non mi bastava il Presepe (che aveva fatto per noi lo zio Angelo, fratello di mio padre), non mi importava di vedere i pastori, le cascatelle che sembravano vere, i tre re Magi, il pescatore con tutti i pesci in mostra, la stella cometa volevo il mio papà, per cantare e sentire le tante allegre canzoncine natalizie che sapeva, forse, inventare di giorno in giorno, come io ho fatto in seguito con mio figlio, ma le mie erano favole.
La vita e un gran cestino di "perline colorate", e il mio cestino è pieno pieno, infatti, ho avuto genitori splendidi e il cestino me lo ricorda sempre.
Cerco di non divagare, ma io sono Isa, Isa che scrive del suo papa e che non riesce a non fare pause di riflessione. Salvatore, nel 1942, trovandosi a Roma, voleva la sua famiglia vicino a lui e, un giorno, dopo tanto girare per trovare casa, parlando con un portiere (di nome Giovanni), venne a sapere che presto si sarebbe liberato un appartamento.
Così da Capri ci siamo spostati a Roma, dove poi abbiamo sempre vissuto.
Dapprima sembrava quasi di non essere in piena guerra, perché a Roma si vedono e si gustano molte più cose che non a Capri. Per esempio, basta entrare in una salsamenteria ed avere, su richiesta, 200 grammi di formaggio Parmigiano... uscire e rientrare, per poter acquistare altri 200 grammi di Parmigiano. A Capri, invece, il Parmigiano non esisteva neppure.
Ricordo ancora il profumo della "ciriolina" (tipico pane romano) con il formaggio: mi sembrava un dolce.
Tutti i Romani conosciuti in quei giorni, erano cordiali e gentili, aiutandoci quando il papà era in guerra e la mamma non aveva più niente da barattare per avere qualche cibaria. Ricordo Davide Monteleoni che gestiva una panetteria, con il quale siamo rimasti autentici amici fino alla sua morte. Ed ora questa amicizia continua con i1 figlio, Luigi, padrino di Cresima di mio figlio Andrea.
Nel giorno del bombardamento su Roma, l'11 agosto del 1943, ero in fila davanti ad un "pescivendolo", quando si sentì suonare la sirena d'allarme per 7 volte (i suoni dell'allarme erano soltanto tre se il pericolo era minore). Tutti scappano in rifugio io, ormai sola, mi sposto con la mia sediolina al primo posto, felice di essere la prima! Avevo dieci anni, ed e inutile che vi dica quanti rimproveri ebbi poi tutti al cessato allarme, ma io ero cosi felice di poter aiutare la mamma che, con mia sorella, si trovava in un altro posto a fare la fila per mezzo chilo di patate. Ricordo una bellissima giornata di sole e ricordo, purtroppo, anche il fragore delle bombe che cadevano su Roma, precisamente sul Quartiere San Lorenzo. Questo rumore assordante si alternava all'assoluto silenzio e alla solitudine che mi circondava. In seguito, ho appreso che, dopo il bombardamento, perfino il Papa, Pio XII, era uscito dalle mura Vaticane per benedire e soccorrere, con la sua presenza, il dolore che aveva colpito tutti gli abitanti di Roma.
Il Papa lo ricordo, in diverse fotografie, in piedi sulle macerie. Era la prima volta che un Papa usciva dal Vaticano. Ricordo poi l'8 settembre 1943, giorno dell'Armistizio, anche se allora non capivo a fondo il perché della tristezza e delle lacrime presenti sui volti di tutti.
Ma, in maniera fortunosa, il mio papa ritorna a casa ed, in maniera ancora più fortunosa, passano i primi anni del dopoguerra.
Mi accorgo solo ora di aver scritto alcune pagine senza dire ciò che maggiormente vorreste conoscere ossia...
crescevo, questo nonno meraviglioso, con l'aiuto dei suoi sei figli e di mia madre, mi ha insegnato di tutto: a cantare, a declamare, a leggere lo spartito e a suonare la musica senza nemmeno saper leggere, a parlare in francese, tedesco, inglese, a ballare... a dipingere...

La storia di “Anema e core”

Questa celebre canzone, inizialmente doveva intitolarsi “Che matenata 'e sole”, ma Salve D’Esposito crede che, dopo “Me so 'mbriacato 'e sole”, sia necessario abbandonare questo soggetto e così, anche con l' aiuto della Provvidenza, (perchè Manlio aveva avuto un piccolo alterco con la moglie, a cui era poi seguita la pace), “Na matenata 'e sole” diviene “Anema e core”.
“Anema e core”, con cui Salve inizia un nuovo discorso musicale, è uno slow, un ritmo lento sincopato, ed è battezzata dal grande tenore Tito Schipa, amico e artista eccellente che, con  la sua voce, dalla dizione chiara e perfetta, ne fa un autentico capolavoro; nello stesso periodo la canta  alla radio, per la prima volta accompagnato da Salve D'Esposito (da questo momento non più Salvatore).
In Italia, la musica di “Anema e core” è inserita in diversi film ed, ancora oggi, viene utilizzata nelle ultime produzioni televisive, come in “Capri”, dove è cantata al pianoforte dall’attore Sergio Assisi, e in “L'onore ed il rispetto” con Gabriel Garko e Serena Autieri.
 Nel 1951, in Italia è  prodotto un film omonimo, con la regia di Mario Mattoli e l'interpretazione di Tagliavini, Billi, Riva, Campanini, Dorian Grey e Franca Marzi.
All'estero, il successo è fin da subito eccezionale; il critico del Journal de Paris, il 31 maggio 1955, scrive che le parole di Anema e core “ semblent inspirèes par un besoin inassouvi et sans cesse croissant de douceur et de tendresse.
La melodie en est comparable à un baiser très pur ou à une chevelure de femme qu' un amant caresse d'une maine amoureuse et craintive”. Viene tradotta in varie lingue ed  ogni nazione le cambia titolo. Così “Anema e core” diventa:
Mon coer cherche ton coeur (Francia, Belgio, Lussemburgo, Monaco più colonie e possedimenti in Canada);
Ewige liebe (Germania);
With all my heart and soul ( Stati Uniti e Canada);
How wonderful to know ( Danimarca, Londra ed Impero britannico, Commonwealt of nations)
Until (versione inglese);
Alma e coracao ( Sud America, Argentina, Brasile);

Alma y corazòn (Spagna e Portogallo);
Anema e core (Giappone);
Srcem i dusom (Belgrado);
 Psichè kai soma (Grecia);
Det skonneste pa jord (Finlandia);
To be or not to be ( versione inglese).
Anche la famiglia reale inglese si innamora di “Anema e core”. Salve riceve, tra l'altro, dall'allora Presidente del Senato inglese, Lord King, una bella fotografia in segno di gratitudine per quella canzone e, quando la squadra italiana di calcio si reca in Inghilterra per un incontro, è accolta dalla banda militare di quel paese con le note di “Anema e core”.
Tra gli aneddoti che Salve, commosso, raccontava spesso, c'è questo: un giorno giunge una telefonata dalla S.I.A.E (Società Autori ed Editori), che lo avverte di avere una cartolina indirizzata a suo nome. Ritira la lettera incuriosito e legge: ” In piena Giava ci siamo fermati ed abbiamo pianto, da lontano ci giungevano le note di “Anema e core”. Grazie Maestro!”. Era firmata da quattro ufficiali della Marina italiana, che per ragioni di lavoro, si trovavano su una nave in quel lontano punto della terra!
Nel febbraio 1954, le principali testate giornalistiche riportano che la canzone “Anema e core “ è entrata nel “simbolico” Museo Artistico della canzone napoletana, accanto a “Mare chiaro”, “O sole mio”, “Core 'ngrato”.
Nel 1955 si viene a sapere che “Anema e core “ ha battuto il record delle incisioni, 58 solo in Italia.
Ma a chi gli chiedeva: -Cosa ha determinato il successo di “Anema e core”?-, Salve D’Esposito rispondeva : -12 versi e 32 battute-
Anche Radio Mosca trasmette “Anema e core”: è la prima trasmissione dedicata ad una canzone italiana. Questa celebre melodia era stata richiesta da Babyev, eroe del socialismo, che sosteneva di averla sentita canticchiare da Pietro Nenni, suo collega del premio “Stalin”, quando si erano incontrati a Mosca....
Dall'inizio della “Guerra fredda” è la prima volta che una canzone italiana viene trasmessa dalla radio sovietica...
Questa melodia, battezzata dal grande tenore Tito Schipa, è cantata da tutti i più grandi interpreti come:Beniamino Gigli, Ferruccio Tagliavini, Giuseppe Di Stefano,  Vic Damone, Frankie Avalon, Cliff Richards, Perry Como, Giacomo Rondinella, Nilla Pizzi, Roberto Murolo, Iva Zanicchi, Ninì Rosso, Ornella Vanoni, Fausto Cigliano, Tullio Pane, Achille Togliani, Bruno Venturini, l'attrice Anna Maria Pietrangeli, Albano, Jula De Palma, Peter Van Wood, Luciano Virgili, Ezio Pinza, Fred Bongusto, Renzo Arbore, Gianni Nazzaro, Rino Salviati, Tony Sigillo, Giorgio Consolini, Mirna Doris, Floriana, Mario Abbate, il noto attore Nino Taranto, Franco Ricci, Stefano Russo, Eddie Fischer, Grace Jones e molti altri. Ancora oggi la lista degli interpreti si allunga: Mario Maglione, Michael Bublè, Andrea Bocelli, Luciano Pavarotti, etc.

Grazie a lui e al suo talento, la canzone napoletana ha raggiunto vertici elevati,che hanno segnato l’inizio di una nuova scuola.


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